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“Condannati alla libertà”, al via il nuovo corso di Noesis

L'iniziativa propone 25 incontri, da novembre a maggio, per ora in streaming a causa del lockdown. Titolo e filo conduttore di questa edizione: "Eleuthería: il soffio della libertà"

“Lockdown” è la parola dell’anno. Lo stabilisce il Collins English Dictionary, pietra miliare della lingua inglese dal 1979, ricordando che prima del 2020 “lockdown” era una parola confinata solo al gergo penitenziario.

Per i filosofi del linguaggio le parole sono espressione delle idee prodotte dalla mente umana con i termini che danno forma al pensiero. Nella fattispecie il termine richiama l’idea di “chiusura”, “blocco” o “confinamento”.

A dibattere di lockdown e molto altro i filosofi della XXVIII edizione del corso di filosofia di Noesis, costretti a videoconferenze in streaming proprio a causa del confinamento.

“Abbiamo fatto di tutto per ritornare alle conferenze “in presenza” -spiega Paolo Tiberi, nuovo presidente dell’associazione-; trovando una nuova sede (essendo per ovvi motivi indisponibile il Liceo Mascheroni), studiando i vari protocolli e acquistando tutti i dispositivi di protezione richiesti, ma purtroppo l’andamento del contagio e le conseguenti normative ci hanno impedito di proseguire nelle nostre intenzioni”. Da qui la decisione di iniziare “con le nostre conferenze on-line”.

“Eleuthería: il soffio della libertà”: è il filo conduttore di questa edizione.

“L’aspirazione alla libertà – spiega Giovan Battista Paninforni, ideatore e promotore di Noesis – è come aprire una gran finestra sull’universo e immergersi, ma la libertà è stata un barlume di luce uscito dalle profondità del genere umano, che risalendo da millennio in millennio fino a oggi si è fatta faro luminoso. Noi indagheremo oggi attraverso 25 incontri quali sono le condizioni della nostra libertà, non quella sentita o percepita, ma ragionata”.

Ad inaugurare il ciclo di incontri, martedì 10 novembre, è stato Carlo Sini, già docente di Filosofia teoretica all’Università Statale di Milano, che riflettendo su “Il nostro bene” ricorda come nessuno di noi sia un’isola. Lo dimostra il periodo che stiamo vivendo con le difficoltà che riguardano tutti, nessuno escluso.

Martedì 17 Gianvito Martino, neurobiologo, tratterà del “Concetto di identità in biologia: siamo veramente liberi di essere quello che siamo?”, mentre martedì 24 la domanda “Quale libertà di fronte alla paura?” verrà interrogata dal teologo Vito Mancuso. Molti i relatori che si alterneranno da novembre fino al prossimo maggio, con Silvio Petrosino che con “La prova della libertà” chiuderà il ciclo di incontri.

L’accesso alle videolezioni è riservato agli iscritti al corso, secondo le modalità e i costi riportati nel sito noesis-bg.it.

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