Quantcast
Effetti del Covid sull'economia in Lombardia: crollano consumi e investimenti - BergamoNews
Nel 2020

Effetti del Covid sull’economia in Lombardia: crollano consumi e investimenti

Il presidente di CNA Lombardia, Daniele Parolo: “Più soldi dal Governo per le zone rosse”

Il Pil lombardo dalle ultime stime di CNA Lombardia risulta in flessione del 9,6% nel 2020.

Consumi ed investimenti si confermano in picchiata, rispettivamente del 9,1 e del 13,6%. I danni economici e sociali dello stop and go cui me attività imprenditoriali sono state sottoposte nel corso del 2020 per contenere il virus Covid 19 saranno purtroppo di lungo periodo, anche se reversibili. Al termine del 2021 potremmo essere risaliti ad un livello di PIL che ci collocherà al – 3,6% rispetto al 2019.

È una fotografia dolorosa quella che CNA Lombardia ha scattato nelle ultime ore per spiegare a media, politica, pubblica amministrazione e stakeholder il livello di allarme della crisi pandemica e per chiedere misure energiche e tempestive.

Il primo aspetto su cui il Presidente degli artigiani e delle micro e piccole imprese lombarde di CNA, Daniele Parolo, insiste è la tempestiva disponibilità del Governo a fare di più per le imprese delle zone rosse: “Apprezziamo l’impianto del decreto varato dal Governo con il Consiglio dei Ministri del 6 novembre. Bene l’allargamento e l’incremento dei ristori, ma ci vogliono molte molte più risorse”.

Focus Lombardia: le tabelle

Una misura che CNA Lombardia chiede con forza per le imprese chiuse delle zone rosse è l’individuazione di un periodo d’imposta da azzerare completamente in relazione al regime del fermo delle attività. Daniele Parolo è netto: “Non basta congelate, non basta rinviare, occorre azzerare le imposte per gli operatori economici chiusi nelle zone rosse, naturalmente in relazione temporale al periodo di chiusura”.

Le disposizioni delle ultime ore riservano ancora margini di contraddizione che secondo CNA Lombardia andrebbero tempestivamente risolti. Nelle zone rosse mentre le imprese di acconciatura possono giustamente operare, finalmente riconosciute come attività di fondamentale servizio alla persona e come ambienti per definizione salubri e di grande attenzione all’aspetto igienico-sanitario, tutta la filiera dell’estetica viene arbitrariamente esclusa.

“Un fatto di cui sfugge la ratio” osserva il Presidente Parolo. “La filiera dell’estetica non presenta rischi di assembramento. Ci si va su prenotazione. È oltremodo rispettosa delle norme igienico-sanitarie. È del tutto omologa alla filiera dell’acconciatura. Parliamo di 6 miliardi di fatturato annui, 263 mila addetti in 130 mila saloni dedicati al benessere, con oltre 1 milione di visite all’anno. Solo in Lombardia sono 25 mila i saloni, per un fatturato di oltre 1 miliardo di euro”.

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
leggi anche
Ubi banca
Credito
Ubi proroga le misure di sostegno alla clientela per le operazioni di credito su pegno
Alberto Bombassei, patron di Brembo Spa
I dati
Brembo, terzo trimestre: l’utile netto è di 51,7 milioni
spacca
L'iniziativa
Due fratelli sfidano crisi e pandemia: locale aperto 2 giorni prima del lockdown
JAC con il Gruppo Sme.UP
La partnership
JAC con il Gruppo Sme.UP per formare gli specialisti della trasformazione digitale dei processi aziendali
inps
Decreto ristori
Reddito di emergenza, dal 10 novembre si può presentare la nuova domanda
carrello Photo by Markus Spiske on Unsplash
L'allarme
Il commercio all’ingrosso lombardo denuncia: “20 miliardi di perdita e niente ristori”
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI