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Consiglieri Lega: “Noi presenti a manifestazione autorizzata dalla Questura”

“In Consiglio diversi esponenti della maggioranza hanno rimproverato la Lega di aver partecipato al presidio anche se questo non aveva ottenuto - secondo le loro tesi - le autorizzazioni necessarie“

“Siamo contenti di aver trovato in Consiglio Comunale una visione unanime su quanto accaduto lo scorso 5 Novembre e di aver preso una posizione di condanna unitaria sulla manifestazione conclusasi sotto la casa del Sindaco Gori e della quale la Lega ha tempestivamente preso le distanze. Il Consiglio comunale – dichiarano i Consiglieri del carroccio – all’unanimità ha condannato gli episodi verificatisi sotto casa del Sindaco Giorgio Gori, nonché gli episodi di ingiurie e minacce espresse nei confronti di alcuni consiglieri leghisti generate da inveritiere dichiarazioni, pur comprendendo le legittime rimostranze ed il momento di sconforto di tanti commercianti ed imprenditori”.

Nonostante ci sia stata una condivisione di intenti, ”durante la seduta di Consiglio di lunedì sera, sono state dette parecchie inesattezze. Dispiace constatare – continuano i leghisti – che ci sia sempre il tentativo di fare la morale e di screditare l’avversario politico raccontando versioni dei fatti non aderenti alla realtà; nello specifico, infatti, durante il dibattito diversi esponenti della maggioranza hanno rimproverato la Lega di aver partecipato al presidio in questione (davanti al Comune) anche se questo non aveva ottenuto – secondo le loro tesi – le autorizzazioni necessarie per il suo svolgimento. Dobbiamo sottolineare ancora una volta che – incalzano gli esponenti del Carroccio – la presenza degli esponenti leghisti davanti al Comune è stata meramente in qualità di semplici spettatori e che il presidio in oggetto era stato per converso regolarmente autorizzato, come da comunicazione della Questura”.

“È inaccettabile che vengano screditati i consiglieri leghisti per aver semplicemente partecipato in qualità – come detto – di spettatori ad un presidio autorizzato, pur stigmatizzando e condannando gli stessi anche nell’immediatezza – e lo si ribadisce ancora una volta – i fatti poi successivamente accaduti”.

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