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Il Bögn di Zorzino, una “fessura” di roccia a picco sul Sebino

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa sulle sponde del Lago d'Iseo

Dal lago alla montagna in pochi metri: è questo il particolare scenario che il Bögn di Zorzino sa offrire a coloro che costeggiano le rive occidentali del Sebino.

Posizionato a due passi dalla Punta delle Croci Bergamasche, l’orrido orobico conserva un fascino unico nel suo genere grazie a una muraglia circolare di rocce a lastroni verticali che per secoli hanno ispirato artisti e poeti.

Secondo alcuni critici Leonardo Da Vinci si sarebbe ispirato per lo sfondo che accompagna “La Vergine delle Rocce”, discorso simile per Dante Alighieri che avrebbe preso spunto dal paesaggio rude per ambientare il suo “Inferno”.

Fra le particolarità che caratterizzano l’insenatura vi è sicuramente la composizione geologica che vede la presenza sia di strati di dolomia che di calcare di Zorzino, intercalati da affioramenti marmoso-argillosi.

Tale conformazione si venne a creare grazie al contributo del ghiacciaio della Val Camonica che, grazie alla propria espansione avvenuta durante l’era quaternaria, esercitò particolari pressioni su entrambe le sponde del Lago d’Iseo modellando così le pareti circostanti.

Le condizioni climatiche e ecologiche offerte dai dirupi favoriscono la presenza di specie vegetali endemiche come la campanula dell’Insubria (Campanula elatinoides), il fiordaliso retico (Centaurea rhaetica), l’euforbia insubrica (Euphorbia variabilis), la moehringia insubrica e il dente del leone insubrica (Leontodon tenuiflorus), mentre a livello faunistico spicca quella del gufo reale (Bubo bubo).

La storia del Bögn di Zorzino si lega infine a quella della Strada Rivierasca che da oltre un secolo collega Riva di Solto a Castro.

Progettata nel 1910 e inaugurata due anni dopo, l’arteria favorì i collegamenti, in particolare l’accesso al borgo di Zorzino che in passato veniva garantito dal lago partendo dal vicino porto, considerato per secoli punto d’appoggio per la navigazione.

Nonostante il lento e inesorabile scorrere del tempo, il Bögn conserva intatto il suo fascino fra il grigio dei minerali e il verde degli arbusti che si affacciano sull’ampio specchio d’acqua.

Fonti

Anna Fusco, Denis Pianetti; Alla scoperta dei canyon bergamaschi; Bergamo; Corponove: 2010

Bortolo Pasinelli; Riva di Solto, Zorzino e Gargarino; Bergamo; Corponove; 2013

 

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