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Legge Zan, i leghisti scrivono al vescovo: "Indottrinamento pericoloso nelle scuole" - BergamoNews
Omotransfobia

Legge Zan, i leghisti scrivono al vescovo: “Indottrinamento pericoloso nelle scuole”

Daniele Belotti, Rebecca Frassini e Simona Pergreffi: "Non possiamo accettare che bambini dai 6 agli 11 anni vengano costretti ad affrontare temi a sfondo sessuale come lgbt, trans fobia o bifobia che andrebbero discussi in altre sedi, soprattutto in famiglia"

“La Legge Zan porterà a un indottrinamento discriminatorio e pericoloso dei bambini nelle scuole. Non possiamo permetterlo”. I parlamentari bergamaschi della Lega Daniele Belotti, Rebecca Frassini e Simona Pergreffi scrivono al vescovo di Bergamo Francesco Beschi per chiedere un intervento anche della Curia di Bergamo.

“Non possiamo accettare – spiegano gli onorevoli – che bambini dai 6 agli 11 anni vengano costretti ad affrontare temi a sfondo sessuale come lgbt, trans fobia o bifobia che andrebbero discussi in altre sedi, soprattutto in famiglia”.

Ecco la lettera inviata al vescovo di Bergamo.

Caro Monsignor Francesco,
ieri alla Camera è stato approvato il testo della Legge Zan “contro omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia”. Pur avendo a cuore le libertà individuali, comprese quelle sessuali, riteniamo la legge non solo inutile da un punto di vista giuridico, ma “liberticida e ideologica”. Non siamo gli unici a dirlo. Il quotidiano Avvenire, che questa mattina dedica un’intera pagina ospitando pareri tutt’altro che favorevoli, definisce il testo “discutibile”.

Ci rivolgiamo a Lei proprio per chiederle un intervento deciso a favore dei più deboli che in questo caso non sono le categorie che la Legge Zan intende tutelare, ma le famiglie e soprattutto i bambini.

La maggioranza ha deciso di impegnare per ben quattro giorni il Parlamento a discutere di transomofobia mentre all’esterno del Palazzo, nella vita vera, milioni di italiani rischiano la fame a causa del lockdown e della pandemia. Abbiamo passato quattro giorni in Aula per questa legge invece di occuparci di temi più urgenti quali i provvedimenti per salvare intere categorie in ginocchio per i Dpcm e milioni di lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Il tutto, salvo poche eccezioni, in un assordante silenzio dei mass media e delle TV.

A parte il metodo e il momento, ciò che preoccupa è l’art.5 del testo unificato in questione che istituisce “la giornata nazionale, il 17 maggio, contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia” che comporterà celebrazioni pubbliche nel mondo della cultura e in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado. Una legge volta alla propaganda ideologica nelle scuole, fin dalle elementari.

È su questo punto che Le chiediamo, in qualità di referente delle decine di istituti scolastici cattolici della nostra provincia, di intervenire per tutelare i bambini, e in particolare gli studenti delle scuole paritarie, da questo indottrinamento discriminatorio e pericoloso. Non possiamo accettare che bambini dai 6 agli 11 anni vengano costretti ad affrontare temi a sfondo sessuale come lgbt, trans fobia o bifobia che andrebbero discussi in altre sedi, soprattutto in famiglia.

I nostri bambini saranno così indottrinati secondo l’ideologia di genere, che i genitori siano o meno d’accordo. Ci sono famiglie che hanno scelto di far studiare i propri figli nelle scuole cattoliche magari a fronte di grossi sacrifici economici proprio per garantire loro un’educazione all’insegna del rispetto di tutti ma senza strumentalizzazioni ideologiche, come le teorie gender, e ingerenze nei ruoli della famiglia.

Nella speranza che possa cogliere lo spirito di questa ns lettera, Le porgiamo i ns più cordiali saluti.

I parlamentari bergamaschi Daniele Belotti, Rebecca Frassini e Simona Pergreffi

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