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Take care

L'intervista

Habilita, la cardiologia attiva anche durante il lockdown: “Non rimandate le visite”

Abbiamo chiesto al dottor Vincenzo Trani, cardiologo di Habilita, che pericolo corrono i pazienti cardiopatici a causa del Coronavirus.

In Habilita è attivo in quasi tutte le sedi il servizio di Cardiologia: anche durante il lockdown di marzo non è mai stato interrotto per garantire all’utenza la possibilità di sottoporsi a visite specialistiche in tempi rapidi e per diagnosticare eventuali patologie legate all’infezione da Covid 19. Abbiamo chiesto al dottor Vincenzo Trani, cardiologo di Habilita, che pericolo corrono i pazienti cardiopatici a causa del Coronavirus.

Vincenzo Trani

I pazienti cardiopatici sono più a rischio rispetto ad altri pazienti a causa del Covid 19?

I pazienti cardiopatici sono più a rischio: non dimentichiamo che le malattie cardiovascolari rappresentano di per sé la prima causa di mortalità. Più l’età è avanzata, più sale il pericolo per il paziente. Durante la prima ondata abbiamo verificato che la maggior parte dei casi di letalità dai pazienti Covid19 riguardava i pazienti con più di 70 anni e con più di un fattore di rischio cardiovascolare. I fattori di rischio cardiovascolare sono l’obesità, il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e la sedentarietà. Maggiori sono i fattori di rischio presenti in un singolo individuo, maggiori sono i danni che possono derivare da un’infezione da Sars-Cov-2.

Durante la prima ondata di Covid 19, che situazione si è verificata con i pazienti cardiopatici?

Durante la prima ondata la nostra struttura è rimasta sempre aperta in modo da accogliere l’utenza, evitando, per quanto possibile, di sovraccaricare i Pronto Soccorsi. Dalla nostra esperienza è emerso che il Covid 19 produce danni non solo all’apparato respiratorio (che vengono rilevati soprattutto grazie all’esecuzione di rx toraciche), ma anche a quello cardiaco. In questo caso sono necessarie visite cardiologiche. Spesso i pazienti si sono presentati con sintomi quali dispnea, cardiopalmo (battito accelerato) e dolore al torace. Nel 10% circa dei casi si trattava di pazienti con infezione da Covid-19 che aveva colpito l’apparato cardiovascolare. Abbiamo assistito ad un considerevole numero di pericarditi (infezione della guaina che riveste il cuore) e di versamento pericardico (produzione di liquido che ostacola la dinamica del cuore). In tutti questi casi, dove è stato possibile, abbiamo cercato di gestire i pazienti a domicilio, attenendoci a quelle che erano le linee guida comunicate dal Ministero.

In questo periodo in cui si sta verificando la seconda ondata, come si deve comportare un paziente cardiopatico per ridurre i rischi?

In situazioni ordinarie un paziente cardiopatico deve eseguire almeno una volta all’anno una visita specialistica di cardiologia. In una situazione come questa in cui il Covid 19 può arrecare danno anche all’apparato cardiovascolare, in caso di sintomi anche banali (tachicardia, mancanza di fiato, sensazione di peso al torace, o semplice affaticamento dopo un breve sforzo) è bene anticipare il controllo. Entro limiti del possibile rivolgendosi ad una struttura che lo gestisca a livello ambulatoriale; nei casi più complessi, naturalmente, andando al Pronto Soccorso.

In alcuni casi ci sono soggetti che identificano il Covid 19 come una normale influenza. Lei cosa dice?

È sufficiente pensare a ciò che accadeva prima del Covid 19. Io sono in Habilita da 15 anni e, in passato, non ricordo di aver perso amici e colleghi per una banale influenza o per una complicanza ad essa legata. Tantomeno ricordo di aver avuto un numero così alto di pazienti che sono morti per influenza o per complicanze ad essa legate. Durante il periodo clou del periodo della prima ondata abbiamo avuto la perdita di diversi colleghi cardiologi nell’ambito della stessa provincia, e sentito di tantissime persone morte a causa di questa patologia. Direi che è banale paragonare l’influenza al Covid 19.

Come viene garantita la sicurezza durante una visita in ambulatorio?

Per la prevenzione non ci limitiamo esclusivamente all’utilizzo delle mascherine, alla disinfezione delle mani e al distanziamento sociale. Noi, nei nostri ambulatori, ci assicuriamo che i locali vengano continuamente sanificati, che sia effettuato un continuo ricambio dell’aria tra un paziente e l’altro e facciamo particolare attenzione al corretto utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale (tra cui anche le visiere, i guanti monouso e teli usa e getta).

Per informazioni e prenotazioni
T 035 4815515
www.habilita.it

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