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“Giustizia per Bara”: gli striscioni dei Black Lives Matter in tribunale a Bergamo fotogallery

Mercoledì il via al processo per la tragedia del 22 luglio 2017 costata la vita al 20enne di Almè. In aula i tre imputati. Fuori una trentina di persone per chiedere verità su quella sera

C’erano anche una decina di membri della sezione bergamasca del movimento Black Lives Matter al sit-in di mercoledì fuori dal tribunale di Bergamo per l’inizio del processo per la morte di Mamadou Lamine Thiam, il 20ennne senegalese di Almè morto in circostanze poco chiare 3 anni fa cadendo in un burrone a Ubiale Clanezzo.

In mano avevano alcuni cartelloni con la foto della giovane vittima e una scritta: “Giustizia per Bara” (come era soprannominato). Era proprio questo l’obiettivo della mobilitazione organizzata da un gruppo di bergamaschi che si sono messi in contatto con la famiglia del senegalese, ancora affranta dal dolore e in attesa di sapere come sono andate le cose la notte del 22 luglio 2017.

Tra i promotori dell’iniziativa che ha coinvolto una trentina di persone, Franco Scarpellini, 59enne di Bergamo: “Noi e i parenti di Bara desideriamo che si faccia chiarezza su questa vicenda – le sua parole – . Precisiamo che non vogliamo sostituirci agli organi competenti e non auguriamo il carcere a nessuno, ma speriamo davvero si possa dare giustizia al caso di questo ragazzo, che è stato trattato da molti con troppa indifferenza”.

Secondo le indagini coordinate dal pm Fabio Pelosi, quella sera il 20enne ebbe un litigio alla Ubiale Power Sound Festival con tre persone, che poi lo inseguirono fino al salto oltre il guardrail, nel burrone. Una scena che sarebbe stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza del paese. Il cadavere venne trovato solo il giorno successivo.

Per quella tragedia con tanti punti di domanda, sono stati rinviati a giudizio Claudio Brioschi, 55enne di Ubiale in servizio alla festa del paese, assistito dall’avvocato Eugenio Sarai, e Raul Magitteri, 25enne di Sorisole, con la fidanzata Ingrid Bassanelli, 26enne di Sedrina (con i legali Stefano Sesti e Francesca Signorelli), che quella sera ebbero un diverbio con la vittima.

Nel corso dell’udienza il giudice Anna Ponsero ha autorizzato l’acquisizione dei fotogrammi dei filmati della sera della tragedia e ha nominato il perito per la trascrizione delle intercettazioni dei dialoghi tra gli imputati.

Nella prossima udienza, in programma il prossimo 19 gennaio, saranno ascoltati i primi 15 testimoni nominati dal pubblico ministero.

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