Il punto

Covid, più vicino il nuovo Dpcm: si va verso la stretta in alcune regioni o zone

Su Milano la scelta lunedì dopo l’incontro del governatore Fontana con i sindaci della Lombardia. Esclusa la possibilità di mandare in lockdown solo Milano, il provvedimento sarebbe allargato

La linea sembra tracciata: si va verso una stretta nelle attività e nei movimenti in alcune regioni, quelle considerate più a rischio di esplosione di contagi e soprattutto ricoveri per Covid. Tra queste la Lombardia, tutta o solo in parte, ma ci sono altre 10 regioni classificate a “rischio elevato” dagli scienziati.

Dopo il vertice fiume di sabato del presidente del Consiglio con ministri e capi delegazione, alle 10 di domenica mattina Giuseppe Conte ha incontrato le Regioni e il presidente dell’Anci Antonio Decaro. Sul tavolo i dati sulle zone più a rischio aggiornati nel frattempo dal Comitato tecnico-scientifico nella riunione urgente di sabato.

Nel pomeriggio, quindi, Conte si riaggiornerà con i capidelegazione e i capigruppo di maggioranza. Possibile, a questo punto, che incontri anche le opposizioni: il tavolo con le forze parlamentari su informative e Dpcm, se mai dovesse vedere la luce, sarà guidato dal ministro Roberto Speranza.

Il nuovo Dpcm dovrebbe essere varato nella serata di lunedì, dopo che il premier comparirà in Parlamento per riferire sulle nuove misure, alle 12 alla Camera e alle 17 al Senato.

Per questo motivo il Cts ha riunito gli esperti a tappe forzate per riaggiornare l’elenco dei territori considerati più a rischio rispetto ai quali dovranno essere valutate nelle prossime ora misure più restrittive. Sembra inoltre prendere forza la possibilità di fermare gli spostamenti tra regioni, fatti salvi motivi di lavoro, salute e urgenza. Sul tavolo anche nuovi orari per i negozi.

Milano zona rossa

Su Milano la scelta sarà fatta lunedì dopo l’incontro del governatore Attilio Fontana con i sindaci della Lombardia. Esclusa la possibilità di mandare in lockdown soltanto Milano, il provvedimento sarebbe allargato all’area metropolitana e ad altre zone dove il numero di contagiati continua ad aumentare.

Il presidente della Lombardia insiste con il governo di voler attendere gli effetti delle misure che erano state prese prima del Dpcm del governo.

Che si vada verso la stretta sui territori a più alto indice di contagio lo conferma anche il ministro Francesco Boccia: “Non si esclude la necessità di una, due, tre settimane di stop in alcuni territori, perchè l’indice Rt non è uguale dappertutto”, ha detto il titolare per gli Affari regionali e le Autonomie.

Lockdown in Gran Bretagna

Intanto l’ultimo annuncio di lockdown arriva dall’Inghilterra. Nel Paese che ha superato il milione di contagi dall’inizio della pandemia, il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha annunciato alla che dal 5 novembre al 2 dicembre tornerà il lockdown nazionale. Gli spostamenti saranno consentiti solo per motivi di salute, emergenze, per andare al lavoro e per fare la spesa. Le attività ritenute “non essenziali”, invece, verranno chiuse, mentre rimarranno aperte le scuole e le università.

“Se non agiamo ora” rischiamo di avere “migliaia di morti al giorno” tra alcune settimane, ha detto Johnson in conferenza stampa.

 

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