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Maradona compie 60 anni: "È ancora il più forte di tutti, marcarlo era impossibile" - BergamoNews
La testimonianza

Maradona compie 60 anni: “È ancora il più forte di tutti, marcarlo era impossibile”

Mimmo Gentile, una delle colonne dell'Atalanta degli anni Ottanta, non ha dubbi: "Nel calcio di oggi sarebbe ancor più spettacolare"

“Se ho visto Maradona? Come no… Lui era il calcio, talmente bello da vedere quando giocava che ti faceva impazzire. Inarrivabile. No, non ci sono paragoni”.

Oggi Diego fa 60 anni e Mimmo Gentile, una delle colonne dell’Atalanta degli anni Ottanta e dei protagonisti nella semifinale col Malines, non ha dubbi. Eppure di campioni ne ha visti e affrontati tanti, in quegli anni: “Arrivavano tutti in Italia ed erano veri fuoriclasse, da Platini a Zico, da Falcao a Socrates, poi Boniek e qualche anno dopo Van Basten, Gullit, Rijkaard. Ogni settimana ti veniva il mal di testa perché dovevi affrontare un mostro…”.

Però? “Però Maradona era, è il più forte di tutti e non è nemmeno giusto fare paragoni con quelli di adesso. Ronaldo cura il suo corpo e la sua forma in maniera maniacale, pensate a come si (non) allenava Maradona, eppure poi in campo faceva cose col pallone incredibili e non riuscivi mai a toglierglielo, perché aveva una forza e non si risparmiava”.

All’epoca, marcature a uomo. “Maradona era un cliente per Osti”, ricorda Gentile, “io l’ho dovuto marcare nella finale di Coppa Italia che abbiamo perso col Napoli, eppure ci eravamo arrivati, alla finale. Ahimè, quella volta mi è toccato provare a stargli dietro, ma era immarcabile”.

Spiega ancora Gentile: “Come eleganza calcistica non ho visto nessuno mai come lui, forse solo Pelè. Diego giocava con le scarpe slacciate, avevo notato anche quello, non so perché. Ma aveva una forza, fuori dal normale, non solo la tecnica. Perché con i piedi, beh con il piede sinistro, faceva quello che voleva e non riuscivi a spostarlo”.

Maradona
Diego Armando Maradona è nato a Lanùs il 30 ottobre 1960

Si diceva dei paragoni. Per esempio con Messi. Gentile non si infiamma: “Sono diversi, Messi è un giocatore da playstation. Vogliamo allora ricordare come giocava Zico? Però nessuno come Maradona, lui era l’estetica del calcio. Forse non aveva la velocità che adesso ha Messi, però era più elegante. Non si allenava, eppure quando giocava altrochè se pedalava, teneva botta a tutto campo, anche fisicamente. Vedeva il gioco, aveva solo un piede e meno male…”

Benvoluto anche dai compagni? “Eh sì, era un uomo spogliatoio, aveva carisma, personalità”.

Ma da avversario, come potevate fermarlo? Cosa vi diceva Mondonico, o Sonetti, per provare a bloccare un giocatore così? “Bel problema. Dovevamo cercare di non fargli arrivare la palla, ma non era tanto facile. Poi lui con due giocate ti accendeva la partita. Era anche difficile fargli fallo perché non si spostava. Certo che era un calcio diverso da quello di oggi, allora si curava di più la fase difensiva, oggi gli attaccanti sono anche più protetti dagli arbitri e Maradona farebbe giocate stratosferiche. Calciava le punizioni in maniera sublime, tra l’altro più vicino alla porta era più difficile, ma lui con quel piede la metteva dove voleva”.

Peccato che… “abbia intaccato quello che ha fatto da giocatore con le sue stravaganze e debolezze. Quelli come Maradona (o come Totti), dovrebbero giocare a calcio fino a 90 anni”, conclude Mimmo Gentile, “non dovrebbero smettere mai. Perché quello è il loro mondo”.

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