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Il mondo della cucina protesta, composto, in un silenzio che urla il disagio fotogallery video

“Noi siamo quelli che ogni giorno si rimboccano le maniche. Ma di fronte a questa tragedia, purtroppo, non basta. ‘Siamo a terra’ economicamente”

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Una protesta pacifica quella messa in piazza nella mattinata di mercoledì 28 ottobre sul Sentierone che ha coinvolto i ristoratori e operatori del mondo della cucina di Bergamo. Circa cinquanta che, seduti per terra con il cartellone rappresentate la propria categoria, hanno manifestato in silenzio e con compostezza, differenziandosi dalle proteste dei lavoratori del settore in tutta Italia da Milano a Napoli.

La protesta dei ristoratori sul Sentierone

Tra di loro, Giuliana, la storica proprietaria della Trattoria in via Broseta ed esponenti della politica bergamasca che hanno voluto dimostrare, con la loro presenza, la vicinanza al settore fortemente danneggiato dall’ultimo Dpcm che impone la chiusura alle 18 delle attività di ristorazione e bar.

L’assessore regionale Lara Magoni – “Qui anche come imprenditrice per rappresentare la mia vicinanza ad un settore duramente colpito e che vede gettare in fumo tutti gli sforzi economici per riaprire in sicurezza” – Davide Casati, sindaco di Scanzorosciate e coordinatore provinciale del Pd, che sottolinea “la responsabilità della politica di stare vicino alle persone e di cercare di dare delle risposte concrete: la speranza è che nel decreto Ristori ci sia una parziale risposta alle loro richieste”. Gli esponenti della Lega Serena Fassi e i consiglieri del Carroccio del Consiglio comunale di Bergamo Alessandro Carrara e Stefano Rovetta, con, anche, il parlamentare Alberto Ribolla che, a distanza, ha voluto dare il suo contributo: “La Lega è vicina ai commercianti di Bergamo, come lo siamo sempre stati nel pieno del lockdown, a maggior ragione adesso. Vicini ad una categoria che, come quella di gestori di palestre, cinema e teatri, ha investito moltissimo per adeguarsi alle prescrizioni imposte dalle norme anti Covid e ora è lasciato sola”.

A rappresentare l’amministrazione comunale il vicesindaco di Bergamo, Sergio Gandi, che, in disparte, ha voluto essere presente per affermare ancora una volta che “da parte del Comune c’è tutto l’impegno e la disponibilità per dare aiuto al settore: l’abbiamo dimostrato lavorando duramente per dare la possibilità di continuare ad avere i dehors. E continueremo a farlo. Il Sindaco e tutta la Giunta è a disposizione per parlare e aiutare. Speriamo nel Governo, ma noi non mancheremo di dare il nostro contributo”.

Durante la manifestazione Giorgio Beltrami, presidente del Gruppo Bar Caffè e Pasticcerie di Ascom Bergamo Confcommercio, ha tenuto un accorato discorso che ha scaldato gli animi di tutti i partecipanti: “Oggi siamo qui, siamo a terra, siamo qui come in altre 23 altre piazze italiane. Numerosi, coraggiosi, pacifici sì, ma determinati, noi siamo quelli che ogni giorno si rimboccano le maniche. Ma di fronte a questa tragedia, purtroppo, non basta. ‘Siamo a terra’ economicamente. Comprendiamo e siamo responsabili di fronte ad una tragica emergenza sanitaria, subiamo però da mesi la sconfortante definizione di attività ‘non essenziali’ ogni volta in cui la situazione si complica. Il Governo, ancora nella giornata di ieri, ha preso provvedimenti per garantire ristori ad indennizzo delle perdite di fatturato. Non vogliamo essere disfattisti, apprezziamo gli impegni espressi, ma dopo mesi di burocrazia esigiamo che arrivino non presto, ma subito. E speriamo che arrivino accompagnati da interventi di mitigazione dei costi a partire da interventi sulle locazioni, dal prolungamento degli ammortizzatori sociali e dalla cancellazione di impegni fiscali e sulle moratorie dei pagamenti”.

Applausi e commozione, anche, durante il minuto di silenzio dedicato “agli amici e colleghi che hanno chiuso definitivamente e a quelli che si sono tolti la vita o hanno perso la voglia di viverla”. Un “Silenzio” assordante per tromba seguito dall’Inno d’Italia cantato tutti in piedi: rispettosi e desiderosi di manifestare con dignità e con una voce che, seppur non urlata, chiedeva di essere ascoltata.

Solo un piccolissimo gruppo ha cercato di alzare la voce ma è stato subito zittito da tutti gli altri manifestanti desiderosi di esprimere le proprie idee in modo pacifico.

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