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Col nuovo Dpcm addio a feste e cerimonie, i fioristi: “Altro duro colpo al settore”

A Bergamo e provincia si contano circa 300 aziende del settore che salgono ancora se si conteggiano vivaisti e imprese dedicate al giardinaggio.

Il primo duro colpo per i fioristi e tutti coloro che vivono attorno al settore delle cerimonie era stato il lungo lockdown di primavera.

“Prime comunioni, cresime, matrimoni vennero tutti annullati e rimandati – afferma Gabriele Anghinoni, rappresentante della categoria fioristi per Confesercenti Bergamo -. Ora con questo nuovo Dpcm, per il contenimento del coronavirus, che vieta le feste e consente la celebrazione di cerimonie civili e religiose con un massimo di 30 invitati, si assesta un altro duro colpo al nostro settore. Noi siamo i primi ad aver a cuore la salute e la tutela delle persone, ma le nostre imprese hanno più volte dimostrato come si possa conciliare sicurezza e lavoro”.

A Bergamo e provincia si contano circa 300 aziende del settore che salgono ancora se si conteggiano vivaisti e imprese dedicate al giardinaggio.

“La nostra preoccupazione è reale viste le disdette alle poche prenotazioni delle cerimonie che erano in calendario tra novembre e dicembre, molti matrimoni sono stati rinviati a primavera e con il divieto di assembramenti e feste perdiamo oltre alle cerimonie anche tutta la parte delle cene aziendali e dei convegni” aggiunge Anghinoni.

“Durante il lockdown – spiega in una nota Assofioristimolti fiorai sono stati costretti a mandare al macero piante e fiori che avevano in magazzino, con un danno quantificabile a livello nazionale in circa 200 milioni di euro di fatturato perso e oltre alla concorrenza degli abusivi hanno vissuto quella di iper e super mercati, molti dei quali hanno venduto fiori nel periodo in cui i negozi di settore erano stati chiusi. La limitazione del numero di partecipanti a matrimoni, battesimi, comunioni e cresime sta portando all’annullamento di molte cerimonie, con perdite notevoli non solo per il nostro settore, ma per tutto il comparto degli eventi, praticamente fermo da marzo e che costituisce un segmento di mercato molto significativo”.

“Quello che ci auguriamo – sottolinea Ignazio Ferrante, responsabile nazionale di Assofioristi – è che i prossimi provvedimenti tengano conto degli sforzi fatti dalle imprese che collaborano alla realizzazione degli eventi, che stanno operando con serietà e nel rispetto della normativa anti Covid. Ci mobiliteremo presso le Istituzioni, chiedendo di scongiurare altre restrizioni che darebbero il colpo di grazia al nostro settore, come ad altri, dimostrando come si stiano adottando tutti i presidi richiesti”.

Speriamo soprattutto che non ci siano nuove limitazioni – conclude Ferrante – in occasione della ricorrenza dei Defunti, data molto importante per tutti e per il nostro settore in particolare. Noi ci impegneremo al massimo con la serietà e la correttezza che ci ha sempre contraddistinto. È necessario, oggi più che mai, capire come non fermare il Paese, tutelando la salute dei cittadini che resta la priorità per tutti”.

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