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Ricciardi: “Necessario un lockdown. Vero e mirato”

Dopo Garattini, Crisanti e Massimo Galli, che ritengono insufficienti le misure del nuovo decreto per rallentare il contagio da Covid, arriva anche il commento più che perplesso di Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all'Università Cattolica del Sacro Cuore e consigliere del ministro della Salute

Dopo Silvio Garattini (leggi), dopo Andrea Crisanti e Massimo Galli, che ritengono insufficienti le misure del nuovo decreto per rallentare il contagio da Covid firmato domenica scorsa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, arriva anche il commento più che perplesso di Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza.

Dà i numeri il professor Ricciardi. I numeri e le percentuali delle riduzioni del contagio legati alle chiusure dei diversi settori della socialità e della vita quotidiana italiana. E giunge a una conclusione drastica, seppure a tempo limitato: serve un altro lockdown. Vero. E mirato.

Intervenuto al webinar “Oltre l’emergenza” a Veronafiere, il professore spiega che “la via da seguire è quella delineata da una ricerca dell’Università di Edimburgo, pubblicata su Lancet la scorsa settimana: è necessario un altro lockdown”.

Ed eccoli i numeri. Secondo Ricciardi, con la premessa che il lockdowon “non lo devi fare generalizzato, ma dove l’indice di contagio è alto” a chiusura rallenta il contagio del 24%; se lo abbini a una chiusura mirata delle scuole aumenti questa dimensione del 15% e se fai uno smart working obbligatorio sia per il pubblico sia per il privato aumenti ancora del 13%, quindi arrivi a una riduzione del 50-55%. La limitazione dei mezzi pubblici incide per un ulteriore 7% e questi effetti vengono visti dopo 8 giorni”.

“Se noi adottassimo in questo momento, e avremmo dovuto farlo due settimane fa, l’insieme di queste misure, saremmo in grado a Milano, a Napoli, a Roma e in alcune zone del Piemonte e della Liguria, di dimezzare questo indice di contagio. L’indice 2.5 significa che ogni persona ne contagia altre due e mezzo e andando avanti così si ha un raddoppio dei casi ogni due o tre giorni, cosa insostenibile già adesso per i servizi sanitari di quelle aree del Paese, figuriamoci tra una settimana o tra dieci giorni se non si rallenta questo indice”.

L’insieme di lockdown e le altre procedure elencate, spiega Ricciardi, “in otto giorni stabilizzerebbero e farebbero poi calare drasticamente la curva del contagio. Affidarsi alla responsabilità dei singoli cittadini, nella migliore delle ipotesi, porterebbe invece ad una riduzione dei contagi di appena il 3%”

Secondo Ricciardi “in Europa la situazione è fuori controllo perché i governi esitano a prendere le decisioni coraggiose che servono al momento giusto, anticipando il virus e non rincorrendolo”.

Riferendosi alle misure adottate dagli ultimi Dpcm, ha aggiunto: “Il coronavirus non si riesce a contenere: è necessario mitigare, e questo avviene solo con dei lockdown veri, non con queste misure di facciata. Se abbiniamo gli strumenti tecnologici che abbiamo al pensiero razionale possiamo invertire la curva e affrontare un inverno non così drammatico come invece si sta prospettando in Italia con un indice di contagio pari a 2,5 e decine di migliaia di focolai”.

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