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L’Atalanta gioca d’azzardo: la Samp passa a Bergamo

Tempo per piangere però non ce n'è, serve l'immediato riscatto.

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Seconda sconfitta consecutiva in campionato per l’Atalanta che cade al Gewiss Stadium contro la Sampdoria.

Sul banco degli imputati sale in primis mister Gian Piero Gasperini che, come poi dichiarato da lui stesso, ha osato troppo nel mettere in campo la formazione iniziale con ben sette “seconde linee”.

Giusto far rifiatare i giocatori in questo calendario così fitto, giusto inserire i nuovi prospetti, ma sarebbe servito maggiore equilibrio soprattutto in una sfida contro una squadra molto ben organizzata, che ha fatto delle ripartenze l’arma vincente.

L’Atalanta dal canto suo ha mantenuto spesso la palla nelle proprie disponibilità, ma il possesso si è rivelato molto sterile.

Sbattere contro la muraglia blucerchiata eretta perfettamente da mister Ranieri ne è stata la conseguenza.

In una gara così difficile da sbloccare la Dea non ha avuto la lucidità di provare a risolverla con i colpi individuali, ma ha sempre cercato di portare la palla in porta finendo preda di una vera e propria ragnatela.

La formazione orobica rimane a nove punti, agganciata proprio dai doriani in striscia positiva da tre gare, Gasp si ritrova a leccare le ferite per delle scelte forse un po’ troppo azzardate (vedi l’aver fatto riposare entrambi i titolari delle fasce).

Tempo per piangere però non ce n’è, serve l’immediato riscatto. Fra pochi giorni, sempre a Bergamo torna la Champions, e l’Ajax si presenta con un 13-0 all’avversaria in Eredivisie…

Le pagelle

Sportiello 6,5: L’estremo difensore torna a parare un rigore ricordando le stagioni con Colantuono e Reja tenendo in vita la Dea nel primo tempo. Subisce il secondo gol sul proprio palo.

Sutalo 5,5: Parte dall’inizio nella posizione di Toloi, ma il croato è più timido e non dà quella spinta propositiva del brasiliano (Toloi 5,5: Il sudamericano staziona nella metà campo avversaria per aiutare la squadra a recuperare il risultato. Nel finale si fa scippare il pallone regalando la ripartenza alla Samp e il conseguente 1-3.)

Palomino 5,5: In occasione della prima rete blucerchiata l’argentino si trova a metà tra Damsgaard e Quagliarella rientrando in ritardo sulla punta. Soffre anche l’ingresso nel finale di Keita Balde.

Djimsiti 6: Senza infamia e senza lode la gara dell’albanese che non si rende protagonista di chissà quali sbavature.

Depaoli 4: Altra prestazione poco brillante per usare un eufemismo per uno degli ex della partita. L’ex doriano non sfonda e soprattutto manca in fase di copertura: grave l’errore sul secondo gol quando si perde Thorsby. (Hateboer 5,5: la sua intesa con Ilicic e con la squadra in generale è migliore rispetto a quella del suo sostituto, ma nemmeno l’olandese incide a gara in corso).

De Roon 5,5: Il centrocampista “orange” battaglia in mezzo al campo come sa fare lui, dovendo lasciare il campo negli ultimi minuti per un problema inguinale.
(Malinovskyi 5: Nemmeno da subentrato riesce a fare la differenza sbagliando troppi palloni.)

Pasalic 5: Il croato inizialmente parte con un buon piglio, con lo scorrere delle lancette si esaurisce diventando molle nei contrasti e poco lucido nelle scelte di passaggio.

Mojica 5,5: In avanti il colombiano si propone con buona continuità mettendo al centro palle interessanti. Allarga però il braccio in area e concede il penalty alla Sampdoria. (Gosens 6: Il tedesco prova quantomeno a metterci grinta e determinazione nel recuperare palloni sulla trequarti e proporsi in fase offensiva, ma in questa giornata nemmeno quelle doti bastano).

Gomez 6: Il capitano ci prova dall’inizio alla fine. E’ infatti uno dei pochi che cerca uno di quei colpi da lontano per sbloccare la sfida, ma manca la precisione.

Ilicic 5,5: Lo sloveno mette altri novanta minuti nelle gambe:la forma è sicuramente recuperata. Non prende la sufficienza piena per una serie di giocate fino a loro stesse.

Lammers 5,5: Dalle sue parti arrivano pochi palloni e lui finisce nella morsa della densità difensiva impressionante dei blucerchiati. Giocatore che fa fatica se costretto a giocare di spalle e lontano dalla porta (Zapata 6: L’ex attaccante del Napoli si conquista il rigore, anche se le immagini lasciano qualche dubbio, e lo realizza. Non basta.)

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