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“Chiudere le scuole è molto facile, ma i nostri giovani non se lo meritano”

Matteo Rossi, già presidente della Provincia di Bergamo scrive: "Se il problema sono i trasporti lo si dica chiaramente e si mettano in fretta le risorse necessarie come non è stato fatto in questi mesi".

Matteo Rossi, già presidente della Provincia di Bergamo, genitore e docente, interviene sulla decisione della Regione Lombardia di chiudere le scuole superiori.

“Si chiude la scuola, anche se la media nazionale di contagiati nelle strutture scolastiche è dello 0,8% del totale dei nuovi positivi.

Si ritorna alla formazione a distanza senza motivi razionali, senza considerare che è la negazione della didattica personalizzata, senza dare strumenti di flessibilità diversi fra territori diversi, senza riconoscere gli sforzi e le buone pratiche messe in campo da chi la scuola la vive e la fa ogni giorno.

Si continua a confrontarsi solo fra Regione e Sindaci dei capoluoghi, ma dove sono le Province, le uniche a cui spetta la gestione del trasporto e della programmazione scolastica, nonché la rappresentanza di tutti i Comuni, le uniche ad avere dati e personale competente e sul pezzo. Dove sono le Province? Perché non vengono sentite? Perché non si fanno sentire? Le scuole superiori stanno in città così come nelle valli e in pianura, e le realtà sono diverse.

Se il problema sono i trasporti lo si dica chiaramente e si mettano in fretta le risorse necessarie come non è stato fatto in questi mesi. E le risorse ce le mettano il governo, la regione, la provincia, i Comuni, perché tutti negli ultimi mesi hanno beneficiato di contributi che oggi possono permettere variazioni di bilancio urgenti per affrontare il problema. Serve volontà politica e capacità di coordinamento. I nostri Sindaci di sicuro non si tirerebbero indietro davanti a un discorso serio.

Regione Lombardia la smetta di scaricare ancora una volta sulla scuola i problemi che non ha saputo risolvere in questi mesi.

Chiudere le scuole è molto più facile, ma anche molto irresponsabile. I nostri giovani non se lo meritano.

Così come è stato giusto criticare i vari “Bergamo non si ferma” prima dell’ultimo lock down perché erano ispirati solo da logiche consumistiche, così oggi, continuando a rispettare ciò che le istituzioni decideranno, non possiamo rimanere in silenzio di fronte all’incapacità della politica di andare oltre la logica del bianco/nero, dell’aperto/chiuso, perché la realtà è più complessa, e dentro questa complessità ci stanno le nostre vite e quelle dei nostri figli.

Rispettateci!”

Matteo Rossi
genitore, professore, già Presidente della Provincia di Bergamo

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Commenti

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  1. Scritto da marcori

    Cavoli! A Roma sono super indebitati eppure pagano i pulman privati per incrementare i trasporti soprattutto quelli scolastici. Noi che siamo la regione più ricca facciamo andare in malora le società che lavorano con le gite private (che in questo momento non lavorano) e non li utilizziamo per il trasporto pubblico. Tafazzi.