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Come proteggersi se il positivo è in casa: “Mascherina in stanze comuni, salviette e piatti personali” video

Il direttore sanitario di Ats Bergamo, Carlo Alberto Tersalvi, spiega: "Sempre utile lavarsi spesso le mani, se c'è un positivo cercare di riservargli ambienti esclusivi".

Quasi 4.300 nuovi contagi mercoledì, concentrati soprattutto nelle province di Milano, Monza e Brianza e Varese: negli ultimi giorni i numeri in Lombardia sono in drammatico aumento, tanto da costringere la Regione a emettere un’ordinanza con norme più stringenti rispetto a quelle decise a livello nazionale.

lavarsi le mani foto Claudio Schwarz | @purzlbfoto Claudio Schwarz | @purzlb

E a Bergamo cosa succede? Nonostante le nuove positività siano in crescita rispetto alle poche decine di agosto e settembre (mercoledì erano 112), i dati sono molto più contenuti e perlopiù legati all’elevato numero di tamponi che vengono effettuati quotidianamente.

Molti sono determinati dai test in ambito scolastico, anche se, come rivela il direttore sanitario di Ats Bergamo Carlo Alberto Tersalvi “i timori sui contagi non si sono rivelati fondati: questo per il grande lavoro fatto dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo insieme ai nostri tecnici, per fare in modo che si mantenesse un alto livello di sicurezza”.

Discorso differente, invece, per gli spostamenti sui mezzi pubblici o per l’attività sportiva, dove secondo Tersalvi non si riesce a mantenere lo stesso rigore: “Passano da un ambiente molto protetto come quello scolastico, tra mascherine e distanza, ad altri meno controllati. Sono situazioni che hanno determinato un abbassamento della fascia di età dei contagiati, con una media oggi di 38 anni”.

Tra gli ambienti che, però, rischiano di diventare incubatori di contagi c’è quello familiare.

“Dobbiamo mantenere alta l’attenzione anche a casa, in ogni caso, a prescindere da eventuali positività – spiega Tersalvi – Il rilassamento, la confidenza della parentela e il movimento hanno permesso al virus di diffondersi anche in questi casi. Nei giorni scorsi abbiamo avuto un caso indice che ha poi determinato una sessantina di contatti positivi: inizialmente era un anziano, poi un genitore e infine i figli minori, tre e tutti con tanti contatti tra scuola e società sportive. La positività fa scattare l’indagine epidemiologica dei tecnici Ats e il tracciamento diventa fondamentale per evitare questa diffusione a macchia d’olio”.

Come ci si deve comportare?

La prima regola è la solita: lavarsi le mani appena rientrati a casa.

“Un gesto semplice ma che influisce moltissimo sull’abbattimento della carica virale. Può essere d’aiuto anche cambiarsi i vestiti, con molta prudenza – continua Tersalvi – Se poi in famiglia abbiamo un caso positivo, costretto alla quarantena, è fondamentale cercare, nel limite del possibile, di riservare ambienti esclusivi, come possono essere una camera da letto e un bagno. Stanze che andrebbero areate ogni paio d’ore. Nel caso in cui non fosse possibile avere ambienti ad utilizzo esclusivo, ricordarsi di sanificare ogni volta che vengono utilizzati dal positivo. Sarebbe utile avere anche salviette, piatti, posate e bicchieri personali. Infine, la mascherina: se in famiglia con una persona sottoposta a quarantena stiamo nella stessa stanza è fondamentale tenerla”.

Accortezza che possono aiutare a difendersi dal virus perché, nonostante i numeri attuali in provincia, non ci possiamo mai sentire al sicuro: “Credo che dipenda molto dal nostro atteggiamento e a Bergamo la popolazione è stata molto attenta anche nei periodi di minor diffusione – conclude Tersalvi -. Non so se le misure decise negli ultimi giorni siano sufficienti, ma di certo questo susseguirsi di informazioni non ha aiutato molto i cittadini. Vero che si deve aggiustare il tiro in modo da stare al passo con l’evoluzione epidemiologica, però la gente ha bisogno di ordini chiari”.

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