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“Il caso del paziente post Covid di Sarnico è diventato uno studio scientifico”

Abbiamo parlato con la dottoressa Greta Peiti, logopedista che lavora all’interno della struttura di Sarnico e che ha seguito in prima persona il lavoro

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In Habilita Ospedale Faccanoni di Sarnico si è svolta (e prosegue tuttora) un’importante attività di riabilitazione per pazienti reduci da Covid-19. Trattandosi di una patologia nuova e non esistendo protocolli specifici in merito, si è trattato di un lavoro non facile ma che ha portato ad ottenere per diversi pazienti risultati molto soddisfacenti. Uno dei casi trattati è stato addirittura utilizzato per essere pubblicato sull’European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine a fine giugno. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Greta Peiti, logopedista che lavora all’interno della struttura di Sarnico e che ha seguito in prima persona il lavoro.

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Su cosa si basa lo studio che avete effettuato?

Lo studio svolto – spiega la dottoressa Peiti – riguarda la compromissione dei nervi cranici coinvolti nella deglutizione in seguito a Covid 19. Si tratta della descrizione approfondita di un paziente che ha presentato queste difficoltà, non emerse da altri lavori scientifici, in seguito al contagio. Trattandosi di un caso completamente nuovo, abbiamo deciso di studiarlo approfonditamente.

Quali elementi di novità sono emersi?

Poiché la pandemia si è diffusa velocemente non vi erano in letteratura descrizioni di pazienti con i deficit da noi rilevati pertanto il lavoro è risultato essere all’avanguardia in questo specifico ambito.

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Quanto tempo è stato necessario per realizzare il lavoro?

Il lavoro è stato avviato a fine aprile quando è giunto in struttura il paziente, è proseguito durante tutto il ricovero dello stesso tramite valutazioni continue e raccolta di dati. Alla dimissione del paziente sono stati elaborati i dati, raffrontati alla letteratura e si è proceduto alla stesura dell’articolo che è stato poi inviato all’European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine a fine giugno, in seguito si è proceduto ad una revisione ed a settembre è stata effettuata la prima pubblicazione in forma online. È poi stato pubblicato tramite Minerva e inserito nella banca dati medica di pubmed.

In quanti avete collaborato?

Il lavoro è stato condotto da 6 professionisti, nello specifico dalla dottoressa Cavalagli Angela e altri due suoi colleghi dell’università di Pavia e dai nostri medici di Habilita Sarnico, il direttore sanitario dottor Taveggia e la dottoressa Vavassori che, insieme a me, hanno seguito il paziente durante la degenza che è proseguita per diverse settimane.

La vostra reazione alla notizia della pubblicazione?

Per me è stata una grande soddisfazione essendo il mio primo lavoro di letteratura scientifica come autrice, anche il dottor Taveggia, nonostante le numerose pubblicazioni già svolte grazie agli anni di esperienza,è stato molto soddisfatto del risultato ottenuto.

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