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Film poliedrici e molteplicità di sguardi, a novembre il secondo atto di Orlando fotogallery

Dopo la risposta sorprendente da parte del pubblico lo scorso agosto, la settima edizione del Festival Orlando continua con il secondo atto, dal 5 all’8 novembre. Otto film in programmazione, due laboratori e una performance dedicata a Mario Mieli.

Importanza dell’incontro e della condivisione di sguardi sul mondo, di riflessioni ed emozioni. Con queste prerogative Festival Orlando continua la propria missione culturale con il secondo atto della settima edizione, in programma dal 5 all’8 novembre, dopo la prima parte presentata lo scorso agosto.

Orlando - atto secondo

Un’edizione dedicata al piacere, inteso come un riabituarsi all’incontro, alla vicinanza tra i corpi, ma anche al creare una necessaria comunità solidale nell’intreccio di età, sessi, generi, provenienze, abilità e ceti sociali.

“Necessità data anche dal fatto che, come ha evidenziato un recente rapporto Ilga-Europe, stanno aumentando i discorsi d’odio e gli attacchi fisici verso le persone LGBTI+ – spiega Mauro Danesi, direttore artistico del festival. – Anche per questo, portiamo avanti il nostro lavoro alla ricerca di target sempre nuovi e di una differenziazione dell’audience”.

Orlando, progetto di Associazione Culturale Immaginare Orlando APS e Laboratorio 80, dopo una prima parte che ha visto una risposta sorprendete da parte del pubblico (con la presenza complessiva di più di 2mila persone), il secondo atto, dedicato quasi esclusivamente alle proposte cinematografiche (presentate all’Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo), vuole riscoprire la prossimità e la condivisione di emozioni che nascono dalla visione di un film, ma anche dal piacere di lasciarsi coinvolgere dalle storie dei personaggi, in un continuo confronto su corpo, identità di genere e orientamenti sessuali nella società e nella cultura contemporanea.

Una seconda parte da vivere in completa sicurezza, sempre nel rispetto delle indicazioni sanitarie ministeriali.

La sala cinematografica, come tutti gli altri luoghi di cultura, è uno spazio necessario e sicuro, anche dal punto di vista medico-sanitario – spiega ancora Danesi. – Sicurezza evidenziata anche da una recente indagine dell’AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo). Su 347.262 spettatori in 2.782 spettacoli monitorati tra lirica, prosa, danza e concerti, con una media di 130 presenze per ciascun evento, nel periodo che va dal 15 giugno (giorno della riapertura dopo il lockdown) ad inizio ottobre, è stato registrato un solo caso di contagio da Covid 19 sulla base delle segnalazioni pervenute dalle ASL territoriali. Una percentuale, questa, pari allo zero e assolutamente irrilevante, che testimonia quanto i luoghi che continuano ad ospitare lo spettacolo siano assolutamente sicuri”.

Una proposta cinematografica, quella del secondo atto di Orlando, costruita da film diversi e poliedrici tra loro, che propongono una molteplicità di sguardi.

“Attraverso i film in programma, vogliamo sottolineare ancora una volta il piacere dell’incontro e della condivisione, della pluralità degli sguardi (come quelli degli spettatori e dei registi), caratterizzata anche dalla presenza importante di cinque registe di valore – spiega Stefano Guerini Rocco, referente del gruppo programmazione del festival. – Vorremmo riproporre un rinnovato piacere verso il ritorno nelle sale cinematografiche, per condividere emozioni e riflessioni”.

In programmazione otto film (e un laboratorio-incontro legato al progetto Over60) presentati all’Auditorium di Piazza della Libertà, ma anche una performance dedicata a Mario Mieli (nella Sala alla Porta di Sant’Agostino) e un laboratorio all’INK Club.

Film, tutte anteprime bergamasche, selezionati dai programmi dei più importanti festival internazionali, tra cui il Berlin International Film Festival, il Festival di Locarno, il Festival di Cannes e il Buenos Aires International Festival of Indipendent Film. Due i cortometraggi, In her shoes di Maria Iovine (2019) e Toomas beneath the valley of the wild wolves di Chintis Lundgren (2019) presentato all’interno della collaborazione con Bergamo Film Meeting.

I 6 lungometraggi (di cui 2 documentari) portano gli spettatori in un ideale giro del mondo: in Argentina con Margen d’Error (2019) di Liliana Padinelli e Fin de siglo (2019) di Lucio Castro, in Cina (coproduzione spagnola) con A dog Barking at the moon (2019) di Xiang Zi, in Svizzera con i documentari #Female Pleasure (2018) di Barbara Miller e Madame (2019) di Stéphane Riethauser, in Georgia con And then we danced (2019) di Levan Akin, in Estonia con Toomas beneath the valley of the wild wolves (2019) di Chintis Lundgren e in Italia con In her shoes (2019) di Maria Iovine.

Un programma dove centrali come sempre saranno le tematiche care al Festival Orlando: identità di genere, orientamento sessuale, stereotipi di genere, la costruzione sociale del femminile, ma anche la danza, i legami famigliari e le relazioni, le diverse culture del mondo e il confronto generazionale. Tematiche osservate sotto uno sguardo multiplo ed eterogeneo, sottolineato anche dalla presenza di una giuria composta da giovani under 25. In questa edizione, la giuria è composta da Giorgia Di Giusto di Immaginare Orlando, Matteo Dentella, Matteo Besana di Bergamo Pride, Gaia Orlando del progetto Sguardi di un certo genere, Chiara Gervasoni e Elena Bernardi di Students For Equality, Mattia Bergamelli e Anna Marinoni di Fridays For Future.

Un secondo atto della settima edizione di Festival Orlando che, anche durante la difficile situazione sanitaria che ci troviamo ad affrontare, vuole essere uno spazio dove guardare al futuro con rinnovata consapevolezza. “Se il periodo complesso in cui ci troviamo ha evidenziato la vulnerabilità, le contraddizioni e le disuguaglianze della società, – ha spiegato Mauro Danesi – noi ci ritroviamo per confermare come la cultura possa essere un luogo radicale di possibilità, uno spazio di resistenza in cui costruire insieme prospettive da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi”.

I FILM (Auditorium Piazza della Libertà)

5 novembre ore 20.30

In Her Shoes di Maria Iovine (Italia 2019) – durata 19’

Vere immagini di repertorio tratteggiano un mondo ipotetico nel quale le donne gestiscono il potere, mentre gli uomini sono ricondotti a una dimensione domestica di oppressione. Utopia? Distopia? Ucronia? La regista Maria Iovine si spoglia di qualsiasi ideologia manichea e affonda le mani nel ricchissimo materiale dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico per tracciare il racconto intimo e personale di un mondo e di una Storia possibili.

A seguire

#Female Pleasure di Barbara Miller (Svizzera, Germania 2018) – durata 101’

Cinque paesi distanti tra loro, cinque diversi contesti culturali e religiosi, cinque storie di oppressione e cinque risolute eroine moderne animate da una fervente battaglia – personale e collettiva al tempo stesso – contro le discriminazioni e le brutalità del patriarcato. Attraverso un’appassionata indagine sulla sessualità femminile, Barbara Miller compone un affresco potente e polifonico sulla condizione della donna nel ventunesimo secolo. Presentato a Locarno Film Festival 2018.

Dopo il film si terrà una conversazione Skype con la regista Barbara Miller.

6 novembre ore 20.30

Margen de Error

di Liliana Paolinelli (Argentina 2019) – durata 82’

La placida vita di Iris e di sua moglie Jackie viene scombussolata dall’arrivo di Maia, la giovane figlia di un’amica, trasferitasi a Buenos Aires per motivi di studio. Quando la ragazza confessa a Iris di essere innamorata di una donna più grande, in Iris si insinua il sospetto di poter essere lei stessa quella donna. Commedia dai risvolti drammatici che gioca con gli imprevisti della vita e la confusione dei sentimenti, alternando maternage e desiderio senza soluzione di continuità.

A seguire

A Dog Barking at the Moon

di Xiang Zi (Cina, Spagna 2019) – durata 107’

Accompagnata dal marito statunitense, la giovane Xiaoyu torna nella natia Cina per far visita ai suoi genitori. Sarà chiamata a confrontarsi con i fantasmi di un passato che credeva ormai lontano. Dramma intimista di tesa eleganza, capace di regalare a ogni personaggio uno squarcio di verità e dignità, pur nelle proprie mancanze e meschinità. Attraverso una scrittura finissima e attenta, si alternano tre livelli temporali in un intreccio di sentimenti esplorati con profondità, acume e pudore.

Presentato a Berlin International Film Festival 2019.

7 novembre ore 20.30

Fin de Siglo (End of the Century)

di Lucio Castro (Argentina 2019) – durata 84’

Ocho e Javi si incontrano quasi per caso, si piacciono, decidono di passare la notte insieme. Ma se non fosse la prima volta che si conoscono? Weekend incontra Sliding Doors e Brief Encounter: attraverso un brillante espediente narrativo, l’esordiente Lucio Castro cesella il ritratto cangiante di una coppia che, al suo interno, contiene tutte le promettenti potenzialità e le frastornanti contraddittorietà del cambiamento, della scelta, della crescita. Presentato a Buenos Aires International Festival of Independent Cinema 2019.

A seguire

Madame

di Stéphane Riethauser (Svizzera 2019) – durata 94’

Mettendo mano all’archivio privato di famiglia, il regista Stéphane Riethauser ricostruisce il proprio dialogo con la nonna paterna. Ne nasce un documentario straordinariamente autentico e commovente, in mirabile equilibrio tra la confessione, il diario e il trattato sociologico: non si tratta solo di una toccante storia personale di coming out, ma anche di un’intelligente investigazione sulla costruzione sociale della maschilità e della femminilità. Intimo, sincero, puntuale, sagace, profondo.

Presentato a Locarno Film Festival 2019.

8 novembre ore 20.30

Toomas Beneath the Valley of the Wild Wolves

di Chintis Lundgren (Estonia, Croazia, Francia 2019) -durata 18’

Perso il posto sicuro da ingegnere, l’avvenente lupo Toomas è costretto a lavorare come gigolò per mantenere la famiglia. Nel frattempo, sua moglie Viivi inizia a frequentare un seminario di empowerment femminile dai risvolti inaspettati. Continua la collaborazione tra ORLANDO e Bergamo Film Meeting con il cinema d’animazione della dirompente Chintis Lundgren.

A seguire

And Then We Danced

di Levan Akin (Georgia, Svezia, Francia 2019) – durata 113’

Mareb è un disciplinatissimo ballerino del National Georgian Ensemble. Il suo mondo verrà sconvolto dall’arrivo di Irakli, fascino magnetico e spirito ribelle, con cui intratterrà una relazione di rivalità e desiderio. Teso e vitalistico, tradizionale e moderno: servendosi di due protagonisti agli antipodi, Levan Akin costruisce un dramma sull’ambivalenza degli opposti, che ha il merito di illustrare, senza giudicare, un mondo di tradizioni fervide e implacabili allo stesso tempo.

Presentato Cannes Film Festival 2019.

LA PERFORMANCE

Alla sala di Porta di Sant’Agostino, 8 novembre ore 18
Abracadabra. Incantesimi di Mario Mieli [Studio #2] di e con Irene Serini

Una corsa dentro a un cerchio magico per rievocare lo spirito di Mario Mieli: filosofo, poeta e attore morto suicida nella primavera del ‘83, all’età di trent’anni. Irene Serini recupera la formula del teatro antico che vede il pubblico seduto in cerchio, un palco delimitato dai corpi, e porta in scena il pensiero rivoluzionario che ha indagato il difficile rapporto con la femminilità propria di ogni essere umano, con l’identità di genere e con il desiderio represso. Il protagonista dello spettacolo è un folle lucido, un mattatore che trascina il pubblico dentro ai lucidi deliri degli incantesimi di Mario Mieli.

I LABORATORI

All’INK Club – 7 novembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18

“Quale razza” a cura di Chiara Cremaschi

Le immagini ci rappresentano, sono testimoni e vengono usate per “classificare” una persona, fornire un primo riconoscimento rispetto ai canoni che variano nel tempo. Neanche un secolo fa nel 1938, vennero usate per raggruppare in “razze” con l’attribuzione di caratteristiche precise sia nel fisico che nelle attitudini. Questo spesso avveniva attraverso fotografie e misure di ogni parte del corpo. Ogni partecipante al laboratorio è invitato/a a portare una propria fotografia che verrà confrontata con immagini di classificazione delle razze del 1938 e con quadri, fotografie, cartoline che, nel tempo, hanno rappresentato invece un riferimento “altro”. Queste immagini diventeranno il centro di un’interrogazione e di una narrazione che, dall’individuale e in continuo confronto con il gruppo, porterà a testi, collage, elaborati grafici.

Laboratorio gratuito e su prenotazione.
In collaborazione con IFF – Integrazione Film Festival
Auditorium di Piazza della Libertà

8 novembre ore 10

Isole. Approdi per soli corpi

Incontro-laboratorio Con Silvia Briozzo e Barbara Boiocchi

Breve incontro di presentazione del progetto Over60 dalla sua nascita a oggi. A seguire una lezione aperta che introdurrà il ciclo laboratoriale di ricerca espressiva e di conoscenza corporea “Isole. Approdi per Soli Corpi” condotto da Silvia Briozzo che si terrà a partire da gennaio 2021. Laboratorio dedicato alle donne over60, gratuito e su prenotazione. In collaborazione con Festival Danza Estate

Dove presente, l’ingresso ridotto è per tesserati/e CGIL, soci/ie COOP, soci/ie ARCI, over 60, under 27. Riduzione speciale per soci/ie Immaginare Orlando.

Per informazioni e prenotazioni: info@orlandofestival.it – https://www.orlandofestival.it/ – Fb e Ig: @orlandobergamo – Tel. 320 6149443.

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