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Atalanta, riecco la Champions: ma questo Midtjylland è tosto

I danesi hanno esperienza europea e tanti giocatori temibili, ma i nerazzurri partono favoriti. Gasperini senza Malinovskyi, non covnocato

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L’Atalanta fa il suo esordio stagionale nella massima competizione europea per club, affrontando alla MCH Arena di Herning la squadra danese del Midtjylland.

Nell’analisi di questo match partiamo con l’aspetto a mio avviso più triste: l’impossibilità per i tifosi nerazzurri, in un periodo epocale della storia della società, di poter seguire in Europa la propria squadra. La recrudescenza del virus obbligherà così tutti i sostenitori della Dea a godersi il match davanti ai teleschermi, ma non sarà ovviamente la stessa cosa che trovarsi nella fredda Danimarca.

La formazione nerazzurra è intanto reduce dalla batosta di Napoli, in una partita nella quale è stata letteralmente surclassata dagli avversari, autori in particolare di un primo tempo strepitoso. Dal match del San Paolo la Dea esce sicuramente ammaccata ma non abbattuta, consapevole che una giornata storta (in aggiunta alla bravura degli avversari) può sempre capitare.

Certo le disattenzioni difensive cominciano a diventare una costante e 9 reti subite in 4 gare rappresentano ovviamente un importante campanello d’allarme: qualcosa deve cambiare, altrimenti non sempre l’attacco nerazzurro potrà porre rimedio agli svarioni della retroguardia.

Dunque, è con spirito di immediato riscatto che i Gasp boys affrontano questa compagine danese, poco conosciuta ai molti, meno a chi sa qualcosa di calcio. Pur essendo una società decisamente giovane (fondata nel 1999), in pochi anni di vita è già riuscita a raggiungere ottimi risultati non solo in patria (tre titoli nazionali ed una Coppa di Danimarca) ma anche a livello internazionale. Ha partecipato a ben dodici edizioni dell’Europa League, arrivando nel 2015-2016 a giocarsi l’accesso agli ottavi di finale contro il Manchester United (e battendolo nella gara d’andata).

Quest’anno partecipa per la prima volta alla fase a gironi di Champions dopo aver superato tre turni di qualificazione abbastanza complicati (contro Ludogorets, Young Boys e Slavia Praga).

Caratteristica comune con la Dea è quella di avere un settore giovanile molto valido: per referenze chiedere all’ ex nerazzurro Simon Kjaer che vi è cresciuto.

Il tecnico danese Priske (ex difensore della sua nazionale nei primi anni 2000), ha attentamente studiato il gioco dell’Atalanta per cercare le possibili soluzioni per fermare i nerazzurri e può contare su una formazione giovane, bellicosa e talentuosa, soprattutto in alcuni suoi uomini. Mi riferisco in particolare ai numerosi giocatori africani presenti in formazione: il nigeriano Frank Onyeka, il guineano Sory Kaba, il sudanese (naturalizzato australiano) Awir Mobil e soprattutto alla stella ugandese Pione Sisto (uno che sa segnare molto).

I danesi sono convinti di poter ben figurare nella competizione ed hanno anche dichiarato di aver preso ispirazione nel proprio gioco dalla Dea del Gasp, che ammirano moltissimo.

Nonostante quanto detto, la formazione danese indubbiamente è la meno quotata del girone e conseguentemente la gara di stasera appare certamente alla portata dei nerazzurri, anche se chi pensa che possa essere una passeggiata si sbaglia di grosso. Zagabria credo abbia insegnato qualcosa ai ragazzi di Gasperini che sono certo affronteranno l’impegno senza sottovalutarlo.

Lo faranno anche con qualche ritocco di formazione rispetto alla partita col Napoli, visto che dovremmo ritrovare nell’undici iniziale Dijmsiti, Hateboer e Freuler.

Assente per infortunio Malinovskyi, che non è partito col resto del gruppo per la Danimarca.

Ovviamente non vi sarà nessun ex della partita, mentre rammento che la terna arbitrale (oltre agli altri assistenti) sarà interamente portoghese.

Non esiste chiaramente nessun precedente tra le due formazioni, anzi la squadra danese ha affrontato una compagine italiana in una sola occasione: gironi di Europa League 2015-2016 contro il Napoli del Pipita, due schiaccianti vittorie dei partenopei. Nonostante ciò i danesi, giunti secondi nel girone, affrontarono poi come detto lo United nei sedicesimi uscendone battuti.

Il Napoli evoca dunque brutti ricordi ad entrambe, ma la Dea vuole scacciare subito i fantasmi: siam bergamaschi e non conosciam confine, Atalanta stupiscici ancora.

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