Delitto di Seriate, lo sfogo di Tizzani col figlio: ma al processo lui lo difende
In aula la risposta dell’uomo a una domanda del figlio Mario che voleva sapere chi aveva ucciso la madre
Al processo per il delitto di Gianna del Gaudio, avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2016 a Seriate, spunta un’intercettazione che inguaia il marito Antonio Tizzani, accusato dell’omicidio. L’uomo, rispondendo al telefono a una domanda del figlio Mario che voleva sapere chi aveva ucciso la madre, avrebbe risposto di averla ammazzata lui “ma devono dimostrare i tempi”.
Le parole sono state estrapolate da un dialogo intercettato tra Mario e la compagna Alessandra. Proprio a loro due, martedì, l’accusa ha chiesto di spiegare quelle parole.
Per i due quella dichiarazione di Tizzani sarebbe stata solo un modo per troncare la discussione con i parenti che lo incalzavano di domande. Sia Mario che la compagna hanno spiegato che con quelle parole l’uomo avrebbe solo voluto dire che non sarebbe stato in grado di fare tutto da solo quella sera in una ventina di minuti, quelli trascorsi da quando Mario e Alessandra hanno lasciato la villetta fino alla telefonata dello stesso Tizzani ai soccorsi.
Poi la donna ha precisato: “Se solo avessi capito che era stato Antonio a uccidere Gianna, l’avrei subito denunciato”.
Nuova udienza mercoledì, quando in aula arriverà l’altro figlio, Paolo, con la moglie Elena.






