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"Ho sconfitto il tumore al seno: non nasconderlo mi ha fatto sentire libera" - BergamoNews
L'intervista

“Ho sconfitto il tumore al seno: non nasconderlo mi ha fatto sentire libera”

Federica Grioni, una mamma che ha sconfitto il tumore al seno, racconta la sua testimonianza

“È stato un percorso impegnativo: mi hanno aiutato la vicinanza dei miei cari, la fede e il fatto di non nascondere la malattia”. Così Federica Grioni, una mamma che ha sconfitto il tumore al seno, racconta come – grazie alle cure e ai passi avanti compiuti dalla ricerca scientifica – ha affrontato il cancro.

Il mese di ottobre è dedicato alla sensibilizzazione alla prevenzione di questo problema di salute: le abbiamo chiesto di condividere la sua testimonianza.

Come si è accorta che qualcosa non andava?

Un giorno, nel 2006, guardandomi allo specchio ho notato di avere un piccolo segno sul seno sinistro, una sorta di rientranza e toccandomi ho sentito una specie di pallina. Così mi sono recata da un senologo che, dopo aver eseguito un’ecografia, mi ha consigliato di rivolgermi a un centro specializzato e sono andata all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO).

Com’è andata?

Ho effettuato l’agoaspirato, un’ecografia e la mammografia, poi ho incontrato il dottor Giuseppe Viale, direttore della Divisione di anatomia patologica della struttura, che mi ha spiegato che avevo un tumore. Sin da quando ho ascoltato le sue parole, ho voluto affrontare la malattia e superarla il prima possibile. Nell’arco di una settimana sono stata ricoverata all’IEO e operata dal professor Umberto Veronesi: dopo l’intervento sono seguiti 13 giorni di radioterapia e quattro cicli di chemioterapia. Man mano ho affrontato il cambiamento fisico: avevo i capelli lunghi e biondi ma in quel periodo li stavo perdendo. Ho pensato che avrei deciso io quando sarebbero dovuti cadere, così nel giorno del mio compleanno ho chiesto a una mia amica di rasarmeli.

E la chemioterapia ha fatto effetto?

Si, il 20 ottobre ho concluso l’ultimo ciclo di chemioterapia e cominciato la terapia ormonale che avrebbe dovuto proseguire per cinque anni. Questa cura mi avrebbero messo in menopausa: era difficile accettarlo perché io e mio marito Alfredo desideravamo diventare genitori. Trascorsi tre anni e mezzo, il mio oncologo mi ha detto che non ci sarebbero stati particolari rischi e avrei potuto sospendere la terapia, così l’ho interrotta, sono rimasta incinta ed è nata la mia prima figlia, Maria Vittoria. Dopo la sua nascita, avrei dovuto riprendere le cure, ma i medici mi hanno detto che stavo bene e così sono diventata nuovamente mamma e ho dato alla luce il mio secondo figlio, Tommaso.

Fede Grioni

Poi è proseguito tutto bene?

Nel 2017, insieme alla mia famiglia, mi sono trasferita a New York e tutto sembrava procedere al meglio. Un giorno, però, effettuando le analisi del sangue, il marcatore tumorale aveva un numero sballato. Ho effettuato la pet che ha riscontrato la presenza di due macchioline, e la biopsia: a quasi 12 anni dalla comparsa il tumore era tornato ma non si poteva operare, avrebbero dovuto cronicizzarlo, così mi sono sottoposta a delle cure. Una mia amica, Raffaella, mi accompagnava in ospedale, facevamo lunghe camminate sotto la neve e andare con lei mi faceva stare molto meglio.

E le terapie hanno fatto effetto?

Si, il cancro non progrediva e poi le macchioline sono scomparse. Negli anni sono stati compiuti importanti passi avanti per curare patologie come questa: colgo l’occasione per fare un plauso ai medici che mi hanno seguita e a tutte quelle realtà come l’Airc che sostengono e promuovono iniziative e progetti per la ricerca. Con il loro impegno in questi anni è stato possibile approfondire notevolmente la conoscenza di queste malattie e sono stati raggiunti grandi traguardi.

Com’è stato vivere questa esperienza?

È stato impegnativo. Ogni storia è diversa dalle altre e ognuno dentro di sè ha un bagaglio di tante cose belle a cui appigliarsi. Mi ha aiutato molto la fede, trovando nella Madonna il sostegno di un’altra mamma, ma anche avere accanto persone che mi vogliono bene e non mi hanno fatto sentire a disagio. In modo particolare, mi sono stati vicini Alfredo, mia sorella, i nostri genitori e i fratelli di mio marito con i quali, mentre mi sottoponevo alle chemio, abbiamo organizzato una vacanza che potesse andare bene anche nelle mie condizioni. Ho avuto anche molto affetto da parte di amici e colleghi: non nascondere il tumore per me è stata un’arma vincente, mi ha fatto sentire libera, a mio agio e mi ha permesso di ricevere più amore. Avevo acquistato la parrucca ma l’ho indossata solamente due volte: ho realizzato dei filmati sulla bellezza delle donne in cui ho raccontato la mia storia e in quel momento non avevo i capelli.

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