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Ai confini della Fiera: le Colonne di Prato e la loro rocambolesca scomparsa

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa in centro città

Definire il confine che divide via XX Settembre e il Sentierone appare un’impresa ardua anche per il bergamasco più attento.

A venir in aiuto ai cittadini vi sono però le Colonne di Prato, strutture poste a cavallo fra la passerella dello shopping e piazza Giacomo Matteotti.

Realizzate nel 1620, le due strutture erano un punto nevralgico della città dell’epoca in quanto indicanti il limite della zona franca dell’antica Fiera di Sant’Alessandro.

Dopo aver svolto il proprio ruolo per oltre due secoli, i monumenti sparirono improvvisamente nella notte fra il 3 e il 4 luglio 1882 su decisione del Comune di Bergamo.

Rese ormai malconce dal degrado dall’usura del tempo, i due pilastri vennero velocemente smontati da un capomastro creando la mattina successiva parecchio stupore fra gli abitanti dell’area.

L’azione non venne scordata facilmente dalla popolazione orobica tant’è che, durante il Carnevale 1898, quest’ultimi tornarono improvvisamente al loro posto.

La piacevole sorpresa si rivelò in realtà uno scherzo di qualche buontempone in quanto i residenti accorsi si resero conto immediatamente che si trattavano di strutture in cartapesta.

L’attesa tuttavia non fu vana e, a distanza di oltre un secolo, le colonne tornarono a spiccare nel centro del capoluogo.

Su proposta dell’amministrazione comunale, nel 2007 vennero posizionate all’angolo con via Borfuro una loro copia, facendo rivivere così uno scenario ormai scomparso per sempre.

Fonti

Umberto Zanetti; Bergamo d’una volta; Edizioni Il Conventino; Bergamo; 1983

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