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Covid e rischio chiusura scuole, protestano gli studenti: “Vogliamo lezioni in presenza”

"Pretendiamo garanzie sull’aumento delle corse dei mezzi pubblici, sull’ampliamento degli spazi, sulla prevenzione sanitaria, sul diritto allo studio”

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La didattica a distanza “alternata” emanata dal governatore Fontana non piace agli studenti e alle studentesse, che contestano la decisione da parte della Regione di fare un passo indietro sacrificando la scuola. “Siamo stufi – dice Ludovico Di Muzio dell’UDS Lombardia – di essere l’ultima ruota del carro, pretendiamo garanzie sull’aumento delle corse dei mezzi pubblici, sull’ampliamento degli spazi, sulla prevenzione sanitaria, sul diritto allo studio”.

Dopo la contestata decisione di De Luca di imporre la chiusura delle scuole in Campania, la Regione Lombardia decide di chiuderle a metà. Il presidente Fontana ha annunciato, infatti, che chiede una “didattica a distanza parziale” per “alcune classi” non meglio specificate. La proposta è quella di una “alternanza scuola-casa”, con uno scaglionamento degli ingressi alle lezioni.

“L’ordinanza – denuncia Giulia Convertini dell’UDS – non solo getta ancora più nel caos la popolazione scolastica, ma non tiene conto del fatto che già troppe scuole stanno facendo lezione a distanza, a causa dei mancanti finanziamenti di governo, regione, enti locali”.

La “DAD” infatti non è mai scomparsa, proprio per l’incapacità di chi ci governa di garantire una didattica in presenza sicura e di qualità. “Le nostre scuole – continua Ludovico di UDS – non possono essere capro espiatorio della società”.

Fino a pochi giorni fa solo lo 0,08% degli studenti è rimasto contagiato, il virus – nonostante la mancanza di fondi e spazi in diverse scuole che già prima del lockdown erano malmesse – si diffonde fuori dalle scuole. Sui bus strapieni, nei treni e nelle metro stracolme. Nei posti di lavoro in cui non si forniscono misure di sicurezza adeguate.

La didattica a distanza non funziona e aumenta le diseguaglianze: dev’essere l’ultima spiaggia. Il governo nazionale e quello regionale non possono ignorarci.

Le mobilitazioni in programma:

Lunedì 19 ottobre, ore 17, con Priorità Alla Scuola, al presidio sotto il palazzo di Regione Lombardia

Venerdì 23 ottobre per “#FACCIAMOCISENTIRE”, la mobilitazione nazionale dell’Unione degli Studenti

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