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Terno d'Isola, dj accoltellato a morte fuori di casa: condannato a 16 anni l'amico - BergamoNews
Il processo

Terno d’Isola, dj accoltellato a morte fuori di casa: condannato a 16 anni l’amico

La sentenza, con il giudice che ha accolto la richiesta del pm Carmen Santoro, è stata pronunciata giovedì al termine del processo con rito abbreviato

È stato condannato a 16 anni di carcere Sergio Ubbiali per la morte dell’amico Maurizio Canavesi il 23 aprile dello scorso anno a Terno d’Isola. La sentenza, con il giudice che ha accolto la richiesta del pm Carmen Santoro, è stata pronunciata giovedì al termine del processo con rito abbreviato.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Calusco d’Adda e dai colleghi di Zogno,  il giovane, difeso dagli avvocati Marco Saita e Marco Zambelli, accoltellò Canavesi, dj di 34 anni, morto un mese più tardi all’ospedale Papa Giovanni, dopo una lite fuori dall’abitazione in cui quest’ultimo viveva con i genitori, al civico 21 di via Castegnate.

Ubbiali, che si è sempre difeso spiegando di essere stato provocato, era stato arrestato meno di 24 ore dopo nella casa dei suoi. Insieme a Maurizio e altri tre amici, due ragazze ventenni e un trentenne, era andato al Pasquatek, un rave di musica tekno e sballo che si svolge in Toscana durante il ponte pasquale. I cinque viaggiavano a bordo di un vecchio Fiat Ducato utilizzato come camper, di proprietà del 25enne.

Accoltellato Terno

Durante il viaggio di ritorno dalla Toscana lui e la vittima avevano avuto un litigio per futili motivi. Quando arrivarono nel cortile della palazzina in cui abitava Canavesi, gli animi si surriscaldarono. Mentre il 35enne, conosciuto nell’ambiente della musica elettronica come Starfucker e padre di una figlia di 11 anni, era sceso per salire in casa, Ubbiali l’aveva raggiunto per colpirlo alle spalle con un coltello da cucina con una lama da 15 centimetri. Cinque fendenti al collo e uno alla violento nuca, tanto che l’arma rimase conficcata.

Mentre i tre amici, svegliati dalle urla dei due litiganti, scesero per capire cosa era successo, il 25enne ripartì a bordo del suo furgone. Prima verso casa dei suoi, dove raccolse alcuni abiti in un borsone per cambiarsi dopo che si era sporcato di sangue, poi alla volta di Brescia, dove venne scovato e arrestato.

Secondo la ricostruzione dei legali dell’imputato, invece, dopo un viaggio di ritorno piuttosto teso a causa di un alterco tra i due, era stato Canavesi il primo a provocare l’amico, che poi aveva risposto colpendolo prima con alcuni pugni e poi le coltellate.

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