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La Regione al Governo: “Ingressi a scuola più scaglionati per alleggerire i trasporti”

L'assessore Terzi al ministro Azzolina: "Non è corretto lasciare la responsabilità unicamente sulle spalle dei dirigenti scolastici"

Un maggiore scaglionamento degli orari di entrata e uscita da scuola per non incidere troppo sul riempimento dei mezzi pubblici: è la richiesta avanzata dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile Claudia Terzi al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Terzi ha parlato della proposta lombarda al termine del confronto avuto con il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, che mercoledì pomeriggio ha incontrato i rappresentanti delle Regioni: “Chiediamo al Ministero dell’Istruzione di attivarsi affinchè venga potenziato lo scaglionamento degli orari di entrata e uscita da scuola, in maniera specifica per le ultime classi delle scuole superiori – ha sottolineato l’assessore – In questo modo è possibile alleggerire la pressione sul trasporto pubblico locale, che però, va detto, registra un tasso di frequentazione assolutamente nei limiti dell’80% previsti dal Cts. Da parte di Regione Lombardia e in particolare delle Agenzie di Trasporto pubblico locale è stato fatto il possibile per rimodulare il servizio, ma è chiaro che serve un’azione più incisiva da parte del Governo. Come Regioni è dallo scorso maggio che chiediamo maggior attenzione sul tema al ministro Azzolina: non è corretto lasciare la responsabilità unicamente sulle spalle dei dirigenti scolastici”.

Una pesante critica al Governo, e in particolare al ministro De Micheli, è arrivata invece dalla senatrice bergamasca Alessandra Gallone: “Ma dove vive? Nonostante gli allarmi delle Regioni e degli enti locali che denunciano una situazione esplosiva sui mezzi pubblici, citando un monitoraggio, afferma che rispetto a settembre 2019 l’utilizzo dei mezzi è sceso del 50% e che comunque la percentuale di riempimento dell’80% viene rispettata anche nelle ore di punta. Con questi dati positivi in suo possesso dunque ci pare scontato che il ministro voglia rinviare alla prossima legge di bilancio l’aumento di risorse per i trasporti. I soldi invece servono subito, il Covid non aspetta. Solo chi vive su un altro pianeta non riesce a valutare l’urgenza di un simile intervento, mentre quotidianamente milioni di studenti e lavoratori prendono d’assalto i mezzi pubblici, dove il distanziamento è una pura utopia e il rischio di contagio una concreta possibilità. Bisogna incrementare il numero di bus, non c’è altra soluzione. E questo si può fare immediatamente stanziando risorse straordinarie e coinvolgendo le aziende private di trasporti che hanno a disposizione mezzi nuovi ed efficienti. In questo modo si potrà dare una boccata d’ossigeno a un settore, come quello del trasporto privato, duramente colpito dalle disposizioni del dpcm e nello stesso tempo si garantirà più sicurezza agli utenti italiani”.

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