"Youtuber", manuale per aspiranti creator scritto da due mamme e giornaliste bergamasche - BergamoNews

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“Youtuber”, manuale per aspiranti creator scritto da due mamme e giornaliste bergamasche

Elisa e Roberta, professioniste del digitale e mamme bergamasche, autrici di un libro-guida per ragazzi su YouTube. "Youtuber", manuale per aspiranti creator (Editoriale Scienza).

Galeotti furono i social network. Nel caso di Elisa Salamini e Roberta Franceschetti è proprio il caso di dirlo. Le due giornaliste bergamasche, entrambe 49enni, si incontrano su Linkedin, il social delle relazioni professionali, decidono di unire le forze e telelavorano da nord a sud per una decina d’anni (la Franceschetti per amore si è trasferita a Trani).

Nel 2018 arriva il primo importante riconoscimento, il premio Andersen per il miglior progetto digitale, vinto dal loro portale dedicato all’educazione digitale degli under 13, Mamamò.it. Nel frattempo intuiscono che YouTube avrebbe soppiantato la televisione per bambini e ragazzi e decidono di scriverci un libro. La loro è una storia di donne, mamme, professioniste, divulgatrici e autrici di successo. Ne abbiamo parlato con Elisa Salamini.

Roberta Franceschetti ed Elisa Salamini

“La mia storia professionale inizia a Milano, in Virgilio, uno dei primi portali internet italiani, nato come motore di ricerca agli albori di questo mercato, a fine anni Novanta. Qui divento giornalista professionista e faccio un’esperienza di vita e lavorativa fondamentale. Dopo la nascita della mia seconda figlia, mi scontro con la difficoltà di pendolare tra Bergamo-Milano ed orari sempre più impossibili con due bimbi piccoli (Luigi oggi ha 13 anni, Bianca 11). Getto la spugna dopo qualche tempo e inizio il lavoro da libera professionista, collaborando con l’agenzia milanese di web e social marketing FattoreMamma e coltivando progetti online. Non smetto di studiare, di tenermi aggiornata sul mondo del web, in rapidissima e continua evoluzione. È in questa fase che entro in contatto con Roberta, che conoscevo solo di vista ma con cui sin dal primo incontro è stata sintonia perfetta”.

Avete deciso di trasformare un interesse comune, l’educazione digitale dei bambini, in professione.
“Roberta aveva un solido background professionale in importanti società di editoria e marketing come Giorgio Mondadori, Condé Nast, Franco Maria Ricci, io nella comunicazione e nell’editoria online. Profili professionali simili. Ma ciò che maggiormente ci ha unite è stato l’essere entrambe mamme in un particolare momento storico: i nostri bimbi erano piccoli ma già si mostravano curiosi di fronte al digitale che iniziava ad imporsi nelle nostre vite. Era il 2012, Roberta aveva appena aperto il sito Mamamò.it dedicato al mondo delle app per bambini e decidiamo di andare avanti insieme. Vediamo che ci sono moltissimi contenuti interessanti, formativi e di intrattenimento anche per i più piccini. Volevamo aiutare altri genitori nella scelta dei contenuti più adatti, innovativi, educativi”.

Perché proprio le app per bambini?
“Erano gli anni del boom degli sviluppatori di App; ne scopriamo di davvero interessanti, sia italiani – come Elastico con il suo Pinocchio, Minibombo con il Libro Bianco, ArtStories con le app sul mondo dell’arte… – sia stranieri tra cui Nosy Crow, inglese, che realizza libri interattivi per ragazzi davvero coinvolgenti, TouchPress, che sviluppa app educative dalla tavola periodica alla Prima Guerra Mondiale, il tedesco Ahoiii con il Marinaio Fiete… impossibile menzionarli tutti. Abbiamo testato, sperimentato, recensito e condiviso con il pubblico su Mamamò, molti contenuti digitali di valore. Purtroppo, lo sviluppo delle App per bambini a partire dal 2106 rallenta moltissimo perché il mercato, in particolare quello domestico, non paga. È da questo momento che capiamo che dobbiamo allargare lo sguardo ad altri prodotti digitali rivolti ai ragazzi, come i videogiochi e i contenuti video, da YouTube alle emergenti serie tv. E così iniziamo a recensire anche quelli, allargando la redazione”.

Nel frattempo capite anche che proporre contenuti digitali va bene ma quello che manca davvero è la formazione degli adulti, genitori e educatori, per imparare a utilizzarli e valorizzarli. Nasce così l’Associazione Mamamò.
Si, gli educatori e i genitori, per primi, hanno bisogno di formazione: capire come funziona il web, la fruizione dei contenuti digitali, quali possono essere i rischi e quante, tantissime, le opportunità per la formazione e l’intrattenimento dei ragazzi. Inauguriamo quindi l’Associazione Mamamò, spinoff del portale web, che si occupa di promozione della cultura e formazione digitale. Dopo poco, nascono le collaborazioni con il Salone del Libro di Torino dove siamo chiamate a curare i DigiLab, i laboratori digitali per bambini e ragazzi. Ci chiamano anche la Children’s Book Fair di Bologna riconoscendo il nostro lavoro sulla selezione dei migliori contenuti editoriali digitali e il Centro Epson Meteo con cui collaboriamo sul progetto crossmediale MeteoHeroes, una serie di cartoni animati, podcast e app a tema ambientale.

Nel 2018 arriva la bella soddisfazione del prestigioso Premio Andersen: Mamamò è il miglior progetto digitale dell’anno.
“È stata proprio una bella sorpresa, il riconoscimento di molti anni di lavoro. Il prestigioso premio italiano – che nel 2014 ha introdotto la categoria digitale – è attribuito ai migliori prodotti editoriali per bambini e ragazzi. Mamamò arriva dopo nomi importanti come Minibombo, Elastico, Salis. Un vero onore!

Aumenta la visibilità e vi avvicinate al mondo dell’editoria tradizionale per ragazzi, da qui l’idea di scrivere un libro su YouTube, la piattaforma per i video preferita dai ragazzi che ormai ha soppiantato la televisione con oltre 2 miliardi di utilizzatori (quasi 1/3 degli utenti di internet) e 1 miliardo di ore di contenuti guardati al giorno.
Avendo allargato il nostro campo di interesse anche al videoludico e ai video, ci accorgiamo che tra il mondo dei videogiochi e quello di YouTube e i suoi youtuber (così si chiamano i creatori di contenuti della piattaforma) ci sono legami molto stretti e che la piattaforma è piena zeppa di contenuti destinati ai bambini. Da qui iniziamo ad esplorare i meccanismi creativi ed economici che ne regolano il funzionamento. Iniziano a frullarci per la testa alcuni progetti, tra cui quello di un libro-guida che avvicini i ragazzi all’uso consapevole e creativo proprio di YouTube.

Editoriale Scienza approva il vostro progetto e nasce “Youtuber: manuale per aspiranti creator”.
Dedicato ai bambini dai 9 ai 13 anni, il manuale racconta in modo semplice la storia della piattaforma, spiega come funziona il suo algoritmo di ricerca , racconta i suoi protagonisti (gli Youtuber) e le modalità con cui guadagnano, introduce alle tecniche del videomaking e della progettazione video e spiega cosa significa aprire un canale YouTube.

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