La lettera

“Noi lavoratori delle fiere: fermi dal 21 febbraio, senza entrate e solo spese”

La testimonianza di un'imprenditrice bergamasca del settore, che racconta tutte le difficoltà che ancora oggi la sua azienda vive a causa della perdurante situazione di incertezza.

Tra i settori più in difficoltà, in questa fase di timida ripresa, c’è sicuramente quello delle fiere e degli allestitori delle stesse: per molte delle aziende che vi operano non ci sono state evoluzioni, con condizioni pressoché identiche a quelle del lockdown.

Quella che vi proponiamo è una lettera testimonianza di un’imprenditrice del settore, che racconta tutte le difficoltà e le preoccupazioni per una situazione che sembra non vedere spiragli positivi.

“Ho deciso di mettere nero su bianco le mie emozioni, le paure e le angosce, che mi tormentano dal 21 febbraio 2020.

Perché proprio questa data penserete voi?

Perché per me è una data storica e lo sarà per sempre.

Mi presento, sono Silvia e ho 34 anni, sono una giovane imprenditrice e 4 anni fa ho deciso di concretizzare il mio sogno.

Ho sempre saputo che la scelta imprenditoriale è fatta di sfide, sacrifici e continui mutamenti, ma ha moltissimi lati positivi; come gli apprezzamenti dei clienti davanti al tuo lavoro, consegnare i progetti e vederli realizzati.

Dopo gli anni universitari e la mia Laurea in Architettura, ho affrontato una lunghissima gavetta, per trovare ‘il mio posto’ nel mondo.

Approdo nel 2013 nel mondo degli Allestimenti Fieristici e me ne innamoro perdutamente.

È stato un colpo di fulmine, devo ammetterlo, tanto da decidere di aprire una società mia. Sono una persona audace e resiliente, e 2 anni fa decido di ampliarmi, di fare investimenti e di lavorare fianco a fianco con mio marito.

La vita di noi allestitori è una vita adrenalinica, fatta di mesi di fuoco e lavori con ingranata sempre la 6 marcia. Cerchiamo sempre soluzioni innovative, ardite e funzionali.

Siamo quelli che alle 5 ci alziamo, perché siamo in partenza per il montaggio di Milano, Verona, Rimini, Parma o una destinazione Europea.

Siamo quelli che alle 20 chiami il grafico perché il cliente all’ultimo ha deciso di aggiungere delle grafiche, degli slogan e tu non lo vuoi deludere.

Siamo quelli che, dove c’è la hostess con la moto, che tu fotografi quando vai all’EICMA, tu ti fermi ad osservare le moto e le esposizioni, ma dietro a tutto quello che intravvedi, c’è molto di più.

Siamo quelli delle belle scenografie e dei bei palchi dove grandi eventi e super modelle sfilano alle première più importanti.

Siamo quelli che… sono fermi al 21 febbraio 2020.

Insieme a mio marito avevo riposto speranze e futuro nel settore ‘allestimenti fieristici’ e, non per colpa nostra, ma per pura sfortuna ci troviamo a fatturato pari a zero da mesi.

Come può rimanere in vita un’azienda senza entrate e senza lavoro? Abbiamo preso degli impegni che dobbiamo onorare e il carico era equiparato al lavoro che avevamo, ma adesso non è più così.

Io parlo della mia piccola realtà, ma vorrei portarvi alla luce che le aziende di cui sto parlando, che stanno sulla nostra stessa ‘zattera’ sono circa 450 in Italia, con un indotto che arriva nei picchi maggiori a coinvolgere 120.000 persone. Noi allestitori fatturiamo complessivamente circa 1,5 miliardi di euro all’anno. Noi siamo quelli che sono ancora fermi alla fase 1. Si, la ripartenza per noi è ancora lontana.

La prima cosa che chiediamo è di lavorare, di fare il nostro lavoro, il lavoro che amiamo tanto; servono misura idonee per permetterci la ripresa. Inoltre abbiamo bisogno di un aiuto economico. Gli aiuti arrivati finora non sono nemmeno lontanamente sufficienti.

È stata data la cassa integrazione, ma molte aziende hanno ricevuto solo le prime due rate, e stanno attendendo le restanti. In molti casi è impossibile, anticipare da parte del datore di lavoro, determinate somme se non ha alcuna entrata.

In questi mesi è nato un gruppo, che mi ha aiutato tantissimo, a sentirmi meno sola sia imprenditorialmente parlando e sia in aiuto e supporto a tutti quelli del settore.

#allestitorisinasce è un gruppo di confronto tra aziende, ma soprattutto persone, perché dietro ad ogni azienda, ci sono persone che con cuore e passione, come noi, vogliono tornare a lavorare.

Stiamo cercando soluzioni idonee alla nostra ripartenza, anche se molti giorni sono difficili, ci vediamo ogni settimana scivolare 5/6 manifestazioni dalle mani…’ci vediamo al 2021′ alcune …’al 2022′, perché sono biennali.

È difficile alzarsi la mattina, senza un lavoro, senza uno scopo e con solo spese da affrontare.

Personalmente non sappiamo ancora quanto la nostra azienda possa resistere. Il danno economico subito generato dal Coronavirus rimarrà nella storia degli allestitori fieristici e congressuali come grande sofferenza economica e morale”.

Silvia – B2O Design.

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