Carnevali: "Consentiamo agli specializzandi in medicina generale di avere fino 800 assistiti" - BergamoNews
La proposta

Carnevali: “Consentiamo agli specializzandi in medicina generale di avere fino 800 assistiti”

La proposta dell'onorevole Elena Carnevali: "Dobbiamo consentire agli specializzandi di poter arrivare fino a 800 assistiti invece dei 650 attuali. Dobbiamo rendere più appetibile agli specializzandi fare i sostituiti ed entrare nel sistema sanitario non da ruota di scorta".

“Non credo ci sarà la corsa a diventare super massimalisti in Lombardia, soluzione individuata per sopperire alla grave carenza. Arrivare su base volontaria a 1800 pazienti per medico di base rispetto ai 1500 attuali è un obbiettivo arduo”.

Lo afferma l’onorevole bergamasca del Partito Democratico Elena Carnevali: “È già difficile di questi tempi fare e seguire bene i propri assistiti, comunque resta un opportunità. La base fondamentale è l’investimento nazionale e regionale della formazione medica. Rimango però convita che dobbiamo provare anche un’altra strada. Quella di consente agli specializzandi di poter arrivare fino a 800 assistiti invece dei 650 attuali. Dobbiamo rendere più appetibile agli specializzandi fare i sostituiti ed entrare nel sistema sanitario non da ruota di scorta. Questa norma che avevo proposto come emendamento nel “dl Agosto” non è passata ma nella Legge di bilancio tornerò duramente alla carica. Dopo esserci riusciti a protrarre fino alla fine del 2021 la compatibilità tra la remunerazione della borsa in formazione per i medici di base e la “quota capitaria “ di 600 assistiti, ora dobbiamo aumentare intelligentemente il numero. A questi professionisti l’attività viene riconosciuta ai fini formativi e devono avere il tempo da dedicarvi”.

“Ma hanno giustamente bisogno di poter essere riconosciuti anche sul piano remunerativo – conclude Carnevali -. Il ministro aveva già dato parere positivo. Ora spero di non trovare più ostacoli di natura politica . Ne ha bisogno in particolare la Lombardia ma tanti altri territori italiani e soprattutto ne hanno bisogno i cittadini. Per molti lombardi spesso non rimane che la guardia medica ma così la medicina territoriale non può funzionare”.

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