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Medici di base, 102 in pensione: sindaci e Ats insieme per tutelare i pazienti - BergamoNews
L'accordo

Medici di base, 102 in pensione: sindaci e Ats insieme per tutelare i pazienti

La provincia di Bergamo è suddivisa in 53 ambiti di Medicina di Assistenza Primaria cui afferiscono i 651 Medici di Assistenza Primaria attualmente in servizio (591 titolari e 60 incaricati provvisori). Ogni medico può prendere in carico un massimo di 1500 assistiti.

È stato discusso e siglato lunedì un accordo di collaborazione tra l’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo e il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci per favorire la presenza di MAP (Medici di Assistenza Primaria) provvisori nel territorio della provincia di Bergamo. “Il problema è annoso e di vasta portata legato soprattutto al fatto che stanno progressivamente lasciando il lavoro per raggiunti limiti di età tantissimi medici sul territorio provinciale anche per una errata programmazione a livello nazionale. Per questo ATS Bergamo e Consiglio di Rappresentanza sei Sindaci sono scesi in campo e hanno unito le forze per individuare soluzioni concrete”, esordisce Massimo Giupponi, direttore generale dell’Agenzia di Tutela della Salute.

ATS e Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci hanno deciso di sottoscrivere un accordo specifico per cui “ATS si impegna a proporre al Medico cessante di effettuare un passaggio di consegne, almeno per gli Assistiti più fragili e di concedere l’utilizzo del proprio ambulatorio in via temporanea al medico provvisorio (almeno sino all’installazione del sistema SISS nei nuovi locali). L’Agenzia di impegna anche a contattare i Sindaci dei Comuni interessati al fine di chiedere supporto nell’individuazione di locali da adibire ad ambulatorio, ad aumentare la disponibilità di periferiche USB per i Medici provvisori per l’accesso al SISS e ad illustrare le procedure del sistema”.

Da parte sua il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci si impegna a sensibilizzare i Comuni della provincia di Bergamo al fine di attivare azioni che favoriscano la permanenza dei medici provvisori nel territorio come ambulatorio a costi calmierati, convenzioni quadro per la concessione dei locali, collaborazione con le associazioni di volontariato.

Inoltre ATS avvisa il Sindaco del Comune in cui si verifica l’eventuale carenza e si impegna ad aggiornare il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, almeno mensilmente, sulla situazione a livello provinciale. Sia ATS sia il Consiglio di Rappresentanza dei sindaci “si impegnano inoltre a favorire l’aggregazione territoriale dei medici e a promuovere progetti di telemedicina soprattutto nei territori montani. Le azioni sopra elencate vengono attuate a seguito dell’attuale situazione straordinaria. Analogamente verranno attivate azioni congiunte presso gli organi competenti al fine di sollecitare soluzioni definitive”.

Giova ricordare che le attività dei Medici di Assistenza Primaria (MAP), dei Pediatri di Famiglia (PDF) e dei Medici di Continuità Assistenziale (MCA) sono definite e regolate da specifici Accordi Collettivi Nazionali (ACN). Tali accordi sono integrati a livello regionale e aziendale. La provincia di Bergamo è suddivisa in 53 ambiti di Medicina di Assistenza Primaria cui afferiscono i 651 Medici di Assistenza Primaria attualmente in servizio (591 titolari e 60 incaricati provvisori). Ogni medico può prendere in carico un massimo di 1500 assistiti.

Al momento della sua cessazione, e in assenza di un Medico Titolare che possa prenderne il posto, si effettua un calcolo per valutare se gli Assistiti possano essere assorbiti dai Medici dell’Ambito. Se più di 300 risultano scoperti, viene attivato un incarico provvisorio. Complessivamente nel corso del 2020 saranno 102 i MAP che cesseranno la propria attività in provincia di Bergamo. ATS Bergamo, con l’approvazione di Regione Lombardia, ha attivato due soluzioni di emergenza per cercare di risolvere, almeno in parte, il problema: “La prima è di alzare la soglia di pazienti assistiti da ogni medico a quota 1.800; la seconda è di conferire incarichi provvisori a tempo determinato anche ai medici specializzandi. Oppure, in ultima istanza, è possibile ricorrere all’utilizzo delle USCA”, spiega il direttore generale Giupponi.

Commenta Marcella Messina, presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci: “Ogni giorno riceviamo, da parte di colleghi Amministratori, segnalazioni di cittadini preoccupati perché il loro medico è andato in pensione, o sta per andarci, e ancora non hanno notizie di un suo sostituto: ci testimoniano insomma una situazione di estrema difficoltà, nella quale viene a mancare una figura che è punto di riferimento per le persone. Il rischio è il ripercuotersi di questa situazione sui pazienti più fragili, come gli anziani, che magari devono spostarsi per raggiungere il proprio medico ma al tempo stesso non hanno autonomia nei trasferimenti. Con ATS abbiamo quindi inteso redigere un accordo con l’intenzione di favorire, per quanto possibile, la presenza di medici di famiglia su un territorio variegato come il nostro”.

Le fa eco Juri Imeri, presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Bergamo Ovest: “Questi mesi di Covid hanno lasciato un segno indelebile nelle famiglie e nelle comunità: la previsione di una possibile nuova ondata della pandemia ingenera seria preoccupazione tra le persone, che viene aggravata se un punto di riferimento importante come il proprio medico viene a mancare. Nel tentativo di sostenere la medicina di territorio e di non farci trovare impreparati, abbiamo ritenuto fondamentale impegnarci, accanto ad ATS, per agevolare la presenza di medici, seppur provvisori, su tutto il territorio provinciale”.

“Speriamo che gli effetti dell’accordo siano considerevoli nei territori vallari, oltre che in città e in pianura, – interviente Gianbattista Brioschi, presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Bergamo – dato che uno degli impegni assunti dai firmatari è quello di favorire l’aggregazione territoriale dei medici e promuovere progetti di telemedicina. La montagna richiede spesso uno sforzo in più, dato che per garantire una vicinanza resa difficoltosa dalle caratteristiche del luogo è spesso necessario introdurre soluzioni innovative”.

E Gabriele Cortesi, presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Bergamo Est conclude: “La carenza di medici di famiglia non è una novità, è anzi una grave criticità già nota a cui dovremo dedicare tutta la nostra attenzione nei mesi a venire: non potendo intervenire direttamente ed operativamente sul tema dell’assistenza sanitaria territoriale, come Consiglio di Rappresentanza abbiamo ritenuto di fare ciò che è in nostro potere con l’obiettivo di facilitare la soluzione del problema. Speriamo che questo accordo ci aiuti a sensibilizzare i colleghi dei Comuni al fine di attivare azioni che favoriscano la permanenza dei medici provvisori nel territorio, ad esempio ambulatori a costi calmierati, convenzioni quadro per la concessione dei locali e collaborazione con le associazioni di volontariato, in modo da garantire un percorso di cura a tutti gli assistiti, soprattutto i più fragili”.

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