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Confindustria: “La Bergamo–Treviglio s’ha da fare, è ancora la priorità del territorio video

Foglieni, vicepresidente con delega alle infrastrutture, ambiente e sicurezza: "Il 70% dell’economia locale si muove sull’asse nord-sud della provincia".

L’Osservatorio infrastrutture di Confindustria ha presentato lo stato di avanzamento delle opere in provincia di Bergamo, un aggiornamento del documento di posizionamento che già nel 2018 aveva messo nero su bianco le priorità degli imprenditori bergamaschi.

autostrada Foto di Heorhii Heorhiichuk da PexelsFoto di Heorhii Heorhiichuk da Pexels

Il punto della situazione è affidato a Olivo Foglieni, vicepresidente Confindustria Bergamo con delega alle infrastrutture, ambiente e sicurezza, e al direttore generale Paolo Piantoni.

“Con questo aggiornamento – introduce Piantoni – l’Osservatorio prosegue nel suo obiettivo di fare ordine per definire le scelte più opportune, grazie a un modello il più possibile libero da condizionamenti ideologici ma al tempo stesso coerente con la nostra vision per lo sviluppo di un territorio orientato ai mercati internazionali, con una forte vocazione al manifatturiero avanzato e un ruolo importante nei servizi ad alto contenuto tecnologico. Un modello condivisibile, con altri enti e associazioni, grazie al quale individuare le priorità e monitorarne lo stato di realizzazione”.

Confindustria Infrastrutture

La classifica delle opere si compila tenendo conto di più fattori: impatto (popolazione interessata e livello di “emergenza” per gli aspetti di traffico, incidentalità e inquinamento dell’aria); copertura economica; velocità realizzativa; semplicità amministrativa (in funzione del numero di enti coinvolti); valore di connessione (capacità di favorire le connessioni di sistema e di scala, ossia tra i diversi ambiti e rispetto al sistema infrastrutturale di livello superiore); coerenza con la vocazione del territorio.

Il podio delle priorità è lo stesso del 2018. Al primo posto – e senza alcun dubbio – l’Autostrada Bergamo–Treviglio, seguita dal nuovo scalo merci ferroviario a Cortenuova nella recente versione di MCS e Impresa Vitali, la Variante di Zogno e il collegamento tra Bergamo e l’Aeroporto Caravaggio di Orio al Serio.

“Le opere strategicamente prioritarie – chiosa Foglieni – sono quelle che favoriscono sia il collegamento con l’esterno che la connessione nord-sud della provincia, che ha la necessità di avvicinare la produzione ai servizi: Università, Aeroporto, centri direzionali, centri di ricerca. La nostra scala di priorità è determinata dal fatto che circa il 70% della nostra economia si muove tra Bergamo e Treviglio. In questo momento storico la competizione si gioca sulla logistica e l’intermodalità”.

Il messaggio degli imprenditori bergamaschi arriva forte e chiaro alle istituzioni, alla politica e al territorio. Il collegamento tra la parte centrale della provincia e la pianura riveste un significato fondamentale: non una semplice infrastruttura, ma un vero e proprio asse di collegamento territoriale. Una migliore connessione tra la pianura e la grande Bergamo consentirebbe alla nostra provincia di consolidare la sua vocazione manifatturiera.

piano infrastrutture

Sulle 17 opere monitorate (nell’infografica qui sopra), 13 presentano un avanzamento e 4 sono invece ferme allo stesso punto in cui erano nel 2018. Delle opere in avanzamento solo 2 rispettano i tempi programmati, la linea T2 della TEB Bergamo-Almè (finanziata al 93%) e il Casello A4 di Dalmine, mentre 7 vedono tempi in incremento.

A livello progettuale, quasi la metà delle opere (8 su 17) si trova nella fase di studio di fattibilità tecnica ed economica.

Soltanto due, la variante di Zogno e la Treviolo-Paladina, sono in fase realizzativa e dovrebbero vedere la conclusione dei lavori tra la metà e la fine del 2021.

Per altre non mancano criticità: la variante di Cisano e il raddoppio delle Ponte-Montello, suddivise entrambe in due lotti con conseguente allungamento dei tempi di realizzazione; la Chiuduno-Capriolo, divisa in due lotte e non finanziata; la tangenziale sud Paladina-Villa d’Almé, che ha visto lievitare i costi da 200 a 421 mln di euro, incremento che, in casa Confindustria, fa sollevare più di un dubbio sull’opportunità dell’opera.

Il capitolo costi è dolente. Oltre la metà delle opere considerate mostra valori in aumento, in alcuni casi molto significativo, per esempio il raddoppio ferroviario Ponte San Pietro–Montello e la Paladina–Villa d’Almé.

L’insieme delle opere – scalo merci a parte – rappresenta un investimento, destinato in alcuni casi a crescere, che supera i 2 miliardi di euro con più di 1 miliardo di euro già disponibile.

“Si tratta di opere che rappresentano una grande opportunità per la provincia di Bergamo – sottolinea Foglieni – sia per il miglioramento della mobilità di persone e merci, sia per il contributo anticiclico di spinta all’economia, che possono fornire in un arco di tempo relativamente breve, stimato in 10 anni. Ma i ritardi già accumulati e le incertezze sui finanziamenti rischiano di depotenziare enormemente i benefici attesi. Di qui il nostro appello affinché si agisca il più possibile come sistema, enti pubblici e associazioni imprenditoriali, per velocizzare gli iter decisionali e di realizzazione e garantire risorse adeguate”.

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Commenti

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  1. Scritto da marcori

    Sono di Bergamo e a volte vado a Treviglio per lavoro. A me sembra che la strada sia abbastanza scorrevole a parte il tappo di Verdello (a Stezzano e Arcene ci sono circonvallazioni scorrevoli). Invece che consumare suolo agricolo e risorse pubbliche perché non si pensa di riqualificare la SP42 esistente?

  2. Scritto da Andrew

    Buonasera,
    dall’intervista non si capisce come confindustria:
    – ha definito il 70% di movimento merci tra nord e sud (un po di tempo fa le merci non si spostavano da est ad ovest corridoio 5)
    – come abbia fatto a stabilire che i lavori delle infrastrutture vengano eseguiti da imprese nel raggio di 60 Km
    – quali sarebbero i tempi vantagiosi di movimento delle merci
    Sembra
    – inoltre delineare un ruolo di hub logistico alla bassa (come sta tra l’altro accadendo) e quindi non un sviluppo manifatturiero di qualità che sembra invece essere presente nel resto della provincia (insomma posti di lavoro di bassa professionalità)
    Mi chiedo quindi se vale la pena consumare tanto suolo con tutti i suoi servizi in una Provincia che ha già dato molto.
    Cordiali Saluti
    Andrea Ariuolo
    Brignano

  3. Scritto da ALEZAN

    Bisogna intervenire innanzitutto sulle aree già insediate ed infrastrutturate, agendo secondo le vocazioni più consolidate e le necessità locali con attenta valutazione delle risorse economiche, sociali e ambientali in gioco.

  4. Scritto da ALEZAN

    NON CONDIVIDO ED ARGOMENTO IL PERCHE’.
    E’ assodato ormai che nel corso del prossimo decennio, l’innovazione tecnologica determinerà una forte evoluzione di tutti i sistemi di trasporti.
    Le scelte strategiche che riguardano l’assetto infrastrutturale ed urbanistico del territorio dovranno necessariamente confrontarsi con questo nuovo scenario per la mobilità sostenibile, perché tale scenario porterà a nuove esigenze e un nuovo uso degli spazi necessari alla mobilità di persone e merci. SERVE SVILUPPARE UNA GESTIONE INTEGRATA DELLA MOBILITA’ E NON UN MERO CONSUMO DI SUOLO. IL PROGETTO BERGAMO TREVIGLIO E’ OBSOLETO E ECONOMICAMENTE NON SOSTENIBILE. Bisogna intervenire innanzitutto sulle aree già insediate ed infrastrutturate, agendo secondo le vocazioni più consolidate e le necessità locali con attenta valutazione delle risorse economiche, sociali e ambientali in gioco.