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“Nonno, il mio cuore non ha mai smesso di pensarti”

Avevo paura dei fuochi d’artificio e così mi infilavi i tappi nelle orecchie, aggiungevi le cuffie della radiolina azzurra che tanto mi piaceva e facevi partire la musica, mentre mi stringevi sotto il cuscino aspettando che le esplosioni finissero.

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Oggi è il 2 ottobre nonno, oggi sarebbe stata la tua festa ma a me piace pensare che lo è tuttora.

Oggi è la festa dei nonni, ti ricordi?

Prendevi il treno e venivi a guardarmi alla recita nel salone dell’asilo e quando non si poteva ti chiamavo e la poesia che avrei dovuto recitare sul palco, guardandoti negli occhi, invece, l’ascoltavi al telefono.

Oggi è la festa dei nonni ed è la prima che non festeggi, così come lo scorso mese è stato il primo compleanno che non hai festeggiato.

Mano a mano che passano gli anni e diventiamo grandi, mano a mano che cresciamo e ci avviciniamo a quello che è il mondo degli adulti, una parte di noi accantona i piccoli gesti che i nonni hanno fatto per noi. Tutto sembra diventare abitudinario e quelli che sono attimi unici vengono presi da noi giovani, senza volerlo, come superficiali o comunque scontati.

Eppure, ripensandoci e chiudendo gli occhi, io sento ancora il profumo dell’acqua salata e il rumore delle onde infrangersi a riva e ti vedo lì, nel tuo posto del cuore, nonno: il mare.

Il mare che raccoglie i nostri ricordi di giornate fatte di colazioni sotto gli ombrelloni, lezioni di nuoto, di castelli di sabbia e di ore di esposizione al sole, perchè all’ombra, bagnata, avrei sentito freddo.

Mi impossessavo costantemente del vostro letto, mi piazzavo esattamente in mezzo tra te e nonna e mi beavo di tutte le attenzioni e di tutte le coccole che mi spettavano, non sapendo un giorno, di non averne mai avute abbastanza.

Se chiudo gli occhi, nonno, io ti sento ancora chiamarmi “principessa” e stringermi le guance con le tue mani calde, che mi sono sempre sembrate troppo grandi e forti, ma che non sono mai stata stanca di stringere.

Ogni vigilia di capodanno la passavi in fila in farmacia per comprarmi i tappi, ti ricordi? Avevo paura dei fuochi d’artificio e così mi infilavi i tappi nelle orecchie, aggiungevi le cuffie della radiolina azzurra che tanto mi piaceva e facevi partire la musica, mentre mi stringevi sotto il cuscino aspettando che le esplosioni finissero.

“È la mia nipotina preferita” hai sussurrato uno degli ultimi giorni, indicandomi, ed è uno dei regali più belli e cari che il mio cuore custodisce di te.

Un cuore che non ha mai smesso, anche solo per un giorno, di pensarti.

Un cuore a cui manchi immensamente.

E tu nonna, non ci sarà mai nessuna cuoca al mondo più brava di te e nessuna cantante di ninna nanne più paziente.

Non ci saranno modelle che indosseranno meglio di te le mie acconciature di ultima moda, tra spazzole e mollettine colorate, e non ci saranno mobili di alcun’altra casa in cui non mi stancherò mai di curiosare.

Non esisterà mai nessun’altra donna con la tua stessa attenzione ai dettagli, nonna, nessuna mai.

“Principessa dei nonni, perché per i nonni i nipoti sono sempre piccoli” è così che inizia una delle vostre tante cartoline di compleanno ed è così che io mi sentirò per sempre.

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