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Roby Facchinetti: "Il Nobel al dottor Gianatti dell'ospedale Papa Giovanni" - BergamoNews
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Roby Facchinetti: “Il Nobel al dottor Gianatti dell’ospedale Papa Giovanni”

"Cosa ha scoperto questo eroe? Ha scoperto che ogni deceduto presentava varie trombosi e numerose occlusioni ai vasi polmonari. E che dunque forse aveva senso iniziare a curare partendo da lì, non trattare il Covid come una polmonite virale"

Roby Facchinetti, amatissimo cantante e autore dei brani dei Pooh, ha voluto dire al mondo, attraverso i social, quanto è bravo il professor Andrea Gianatti dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Ecco il suo post.

Carissimi amici,

oggi voglio raccontarvi di un eroe. Un eroe decisivo per stabilire un punto di partenza nella battaglia del mondo contro il maledetto Coronavirus, un eroe che ritengo meriti riconoscimenti all’altezza del suo coraggio e dell’importanza di quanto ha scoperto.

Parlo del professor Andrea Gianatti, direttore del dipartimento di medicina di laboratorio e dell’unità di anatomia patologica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. È un medico “disobbediente”, Gianatti. Perché persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità, aveva proibito di eseguire autopsie alle persone decedute a causa del Covid per via dell’alta infettività d’un virus ancora sconosciuto.

E invece Gianatti col suo collega Aurelio Sonzogni ha eseguito oltre tremila autopsie, da metà marzo sino a fine aprile; bardato come un astronauta, circondato da cumuli di salme, combattendo con una comprensibile inquietudine, in un contesto fra i meno considerati degli ospedali: per fortuna infatti al Papa Giovanni la sala autopsie è all’altezza, ma il Covid ci ha insegnato anche che non dobbiamo ignorare le necessità d’ogni specialità della medicina, perché si finanziano poco le strutture di patologia e invece proprio lì Gianatti ha scoperto qualcosa di straordinario.

Cosa ha scoperto questo eroe? Ha scoperto che ogni deceduto presentava varie trombosi e numerose occlusioni ai vasi polmonari. E che dunque forse aveva senso iniziare a curare partendo da lì, non trattare il Covid come una polmonite virale, approcciandolo con la cura degli alveoli polmonari. In pratica, Gianatti ha capito che i danni polmonari erano un sintomo finale, mentre le cause di malattia e decessi risalivano più a monte.

Comunicando questa sua scoperta ai medici del Papa Giovanni che poi l’hanno trasmessa nel mondo, Gianatti ha così permesso loro d’inserire nelle terapie eparina e cortisone, ovvero anticoagulanti, mirati a intervenire sul Covid e i suoi effetti prima che questi giungessero all’interno dei polmoni.

E così facendo ha salvato migliaia di vite, in tutto il mondo!

Per questo secondo me Andrea Gianatti è un eroe. Per questo volevo conosceste il suo coraggio e la sua qualità professionale. Per questo mi permetto di scrivere… Nobel subito!!! Che il mondo si accorga di lui, e lo ricompensi come merita: anche per tutti i rischi che ha corso, in fondo, per tutti noi.

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