Otto mesi di separazione causa Covid: ora Anna e Greg si sono riabbracciati - BergamoNews
Lieto fine

Otto mesi di separazione causa Covid: ora Anna e Greg si sono riabbracciati

Ricordate i fidanzati, promessi sposi divisi tra Villongo e l'America? Avevamo parlato di loro ad agosto su Bergamonews

24 agosto. Due tamponi negativi. Tre valigie in cui mettere tutta (o quasi) la propria vita: via, si parte. Quattro ore di macchina dal Michigan fino a Chicago. Poi un volo per Istanbul. In aeroporto il terzo tampone. Ancora negativo. L’indomani un altro volo: stavolta direzione Zagabria, Croazia. Cinque giorni di breve vacanza con la fidanzata. Più altri dieci di quarantena, da solo. Autobus per Orio al Serio. Ma prima quarto tampone: negativo. Mezzora di auto, poi casa, a Villongo. 8 settembre.

Sembrano pochi, condensati in sei righe, ma questi sono stati i passaggi che Gregory Tucker ha dovuto affrontare per riabbracciare la sua fidanzata, Anna Mussinelli, da quattro anni e mezzo sua compagna, e tra un anno sua futura moglie. Ricordate? Avevamo parlato di loro ad agosto su Bergamonews (Qui)

“Mentre lo aspettavo è stato divertente perché c’erano un sacco di ricongiungimenti di altre coppie e dentro di me dicevo ‘Oddio tra poco tocca a me!’. Quando è arrivato lo toccavo e gli dicevo ‘Greg ma sei tu?!’”. Lo racconta col sorriso ora Anna, dopo otto mesi di separazione da Gregory a causa dell’emergenza Covid.

Alla fine sono riusciti a ricongiungersi, ma scegliendo di farlo in Croazia e di non aspettare che l’Italia aprisse le frontiere dopo le pressioni del movimento #loveisnottourism. Molte altre coppie binazionali come loro al contrario si trovano ancora in difficoltà, nonostante il DPCM del 7 settembre abbia finalmente consentito a chi proviene da paesi extra Schengen ed è in una relazione stabile con un partner residente in Italia di fare ingresso nel nostro Paese. Anna conferma: “So che in tanti stanno avendo problemi perché vengono richiesti documenti aggiuntivi, tra cui una lettera d’invito per la persona che entra in Italia. Ma i consolati spesso non ne sanno nulla, e a volte non rispondono al telefono”.

Anna e Gregory invece, finalmente, sono alle prese con altri documenti: quelli per il matrimonio civile. “In teoria entro il 9 ottobre avremo tutto, poi potremo chiamare il Comune per organizzare il matrimonio”. Mentre il rito in chiesa li aspetta l’anno prossimo. Nel frattempo tante questioni a cui pensare: una casa provvisoria in cui sistemarsi, la fine del dottorato in archeologia di Gregory, la successiva ricerca di un lavoro. “Per qualche mese staremo in un appartamento di famiglia qui a Villongo – racconta Anna -, poi in base al futuro lavoro di Greg vedremo cosa fare. Per un paio d’anni ancora credo ci muoveremo, anche perché a entrambi piacerebbe. Ma per adesso va bene così, ci sistemeremo. Ci è arrivato il letto soltanto settimana scorsa. Step by step”.

Intanto si preparano alla vita di coppia a modo loro, alternando a casa giorni in cui parlano solo in inglese o solo in italiano: “Anna vorrebbe parlare sempre in inglese” racconta Gregory. “Sì ma dopo mezz’ora però cambio e ritorno all’italiano – aggiunge lei -, sopratutto quando mi arrabbio”. Scherzano, ridono, si prendono in giro a vicenda, e soprattutto ritrovano una complicità fatta di dialogo, sorrisi e parole a volte storpiate in una lingua non usuale. “Dopo otto mesi sono ritornata a fare la capa” dice sorridente Anna, che poi guarda il suo Gregy, come lo chiama lei: “Almeno se dovessero richiudere tutto ti farai il lockdown qui con me. Non sei contento?”. “Sono contento” risponde lui, con un sorriso volutamente ironico. Si sfiorano le mani. Si guardano sempre negli occhi.

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