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La Cgil: “Aziende bergamasche senza cassa integrazione”; Misiani: “Soldi in arrivo”

La sollecitazione del sindacato e la risposta del viceministro

“Per la maggior parte dei lavoratori del settore, dopo il mese di aprile, non è arrivato nemmeno un euro, ma c’è anche chi sin da marzo, cioè da inizio pandemia, non ha ricevuto nulla: anche a Bergamo migliaia di dipendenti artigiani travolti dal lockdown e successivamente, pur con le riaperture, schiacciati dalle conseguenze del rallentamento della produzione, restano ancora senza sostegno di quella che era la ex cassa integrazione per il loro settore e che ora si chiama FSBA”. Lo annuncia al Cgil di Bergamo.

Il Fondo di Solidarietà Bilaterale alternativo per l’Artigianato, nato nel 2016 – dunque di recente costituzione – è finanziato dalle aziende e dai lavoratori tramite una contribuzione mensile, per consentire alle piccole aziende artigiane di affrontare momentanee situazioni di crisi (non certo una pandemia) senza licenziare i lavoratori.

“Già lo scorso maggio, in piena emergenza sanitaria, avevamo denunciato il fatto che, essendo l’FSBA un fondo nato e finanziato da pochi anni, aveva già esaurito tutte le risorse disponibili, compresi i 60 milioni stanziati in un primo momento dal governo” ha spiegato Angelo Chiari della segreteria della Cgil di Bergamo, responsabile del Dipartimento Artigiani. “Dall’inizio abbiamo chiesto che il governo impegnasse nuove risorse subito. Se anche le risorse sono state individuate, i soldi sui conti correnti di FSBA non sono ancora arrivati. La macchina burocratica e i rimpalli tra Ministero dell’Economia, Corte dei Conti e Ragioneria dello Stato hanno bloccato il sistema. C’è stato un cortocircuito, quando invece sarebbero serviti (e ancora di più oggi servirebbero) almeno gli acconti di quanto dovuto. Ci si è arenati su pre-controlli, prima ancora di erogare i fondi. Al vice ministro Antonio Misiani chiediamo una verifica di cosa stia accadendo: la situazione è arrivata al limite. Abbiamo saputo che è stato firmato ieri il decreto di trasferimento dei fondi: diverse volte in questi mesi ci è stato detto che era solo questione di ore o di giorni. Poi i soldi non sono mai arrivati”.

Nella provincia di Bergamo sono oltre 26mila le persone al lavoro in 6.500 imprese artigiane: nel settore metalmeccanico 17mila in 3.630 aziende, in quello tessile e dell’abbigliamento circa 2.750 persone in 464 imprese. Ci sono 2.000 lavoratori nel settore del legno e dell’arredamento e 2.000 nei quasi mille fra negozi e centri di acconciatura ed estetica. Sono circa 1.150 gli artigiani alimentaristi e oltre 1.180 quelli che lavorano in imprese artigiane chimiche, della gomma-plastica.

“Da FSBA non hanno avuto un euro sin dall’inizio e solo un anticipo è arrivato dagli istituti bancari, ma ciascuno contrattando con la propria banca: è quello che è accaduto alla E.Erre Plastificazione della Carta di Stezzano, piccola azienda del settore della stampa grafica, che aveva fatto richiesta di FSBA a inizio crisi, a marzo” racconta Paolo Turani, segretario generale della Slc-Cgil di Bergamo. “In un’altra realtà, la Gamedit di Curno, anch’essa specializzata in stampa digitale, per la decina di lavoratori accade lo stesso. La dinamica è stata uguale, anche se qui c’è stata una parziale ripresa dell’attività. Quello che qui è andato storto è stata la gestione delle settimane di cassa con modalità di distribuzione non trasparenti: si sono lasciati a casa alcuni lavoratori senza alcuna copertura, né di salario né di cassa, pur solo nominale”.

Tre esempi, fra i tanti, del settore metalmeccanico li segnala Seck Cheikh Tidiane, Fiom-Cgil provinciale: “Dopo le coperture di marzo e aprile, manca tutto il resto dell’erogazione nell’azienda Preziosa Francesca di Bagnatica, che si occupa di lavorazione di lamiere e ha 12 dipendenti, alla Carrozzeria Agazzi Barbara di Bagnatica, con 5 dipendenti, e alla Fonderia Eredi Caglioni di Orio al Serio, che occupa 15 dipendenti. Ma la situazione è davvero generalizzata. C’è, tra l’altro, un altro grave problema: ci sono lavoratori che non hanno avuto l’opportunità di accedere alla pensione dal momento che FSBA non ha ancora versato i cosiddetti contributi ‘correlati’. Già tre lavoratori ce lo hanno segnalato: dovevano andare in pensione prima di settembre, ma mancano loro gli ultimi mesi di contribuzione”.

A luglio si era tenuta una manifestazione regionale davanti alla Prefettura di Milano, poi, nei giorni scorsi, i sindacati della Lombardia avevano inviato sul tema una lettera aperta al governo e al ministero del Lavoro. A livello regionale, sono oltre 160mila addetti che attendono la cassa integrazione artigiana.

In serata, mercoledì 30 settembre, la risposta del viceministro Misiani: “Rispondo volentieri alle sollecitazioni della CGIL di Bergamo – ha scritto sul proprio profilo Facebook -. Il decreto direttoriale del Ministero del Lavoro che rifinanzia il Fondo di Solidarietà Bilaterale alternativo per l’Artigianato con 500 milioni è stato registrato dalla Corte dei Conti. Le risorse sono state erogate oggi”.

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