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Al ‘Graduation day’ col ministro: “Gli studenti di Bergamo, un esempio per l’Italia” foto

Giornata ricca di emozioni alla presenza del ministro Manfredi e dei Pinguini Tattici Nucleari: consegnati i diplomi a oltre mille laureati a distanza

Il giorno della laurea è un crocevia importante per ogni studente. Atteso, movimentato, è un vero e proprio traguardo da festeggiare con tanto di cerimonie, bottiglie di spumante da stappare nel cortile dell’ateneo e corone d’alloro.

Graduation Day

Fra gli abbracci degli amici e i complimenti della commissione, non possono mancare le lacrime dei genitori, per sempre immortalate nelle fotografie da mostrare ai figli.

Negli ultimi mesi questi momenti sono purtroppo venuti a mancare. Colpa di un nemico invisibile – il Covid19 – che poche settimane prima del grande evento ha spazzato via le attese di migliaia di giovani.

La discussione della tesi si è trasformata in pochi istanti di gioia da vivere davanti a uno schermo. Mercoledì mattina (30 settembre) in occasione del Graduation Day, sono stati però consegnati i diplomi a oltre mille laureati a distanza. I laureati bergamaschi hanno accolto al Lazzaretto il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, in visita in una delle città più colpite dalla pandemia. Simbolo di resistenza in uno dei periodi più bui della storia italiana, hanno offerto al paese un’immagine di rinascita e ripresa, come sottolineato dal titolare del dicastero di Via Carcani.

“Il grande impegno civile messo in campo da Bergamo per rispondere a fronte del dramma che stava vivendo è il più grande esempio che si potesse consegnare alla nazione – ha ricordato Manfredi -. Una testimonianza sono gli studenti e soprattutto i neo-laureati che sono il motore della nuova Italia, capace di rispondere alle sfide mondiali e di diventare un modello da seguire lungo tutto il globo”.

Poi svela: “Ho ricevuto da qui la prima telefonata che mi segnalava quanto la situazione fosse complessa. In pochi giorni siamo stati costretti a prendere provvedimenti, anche se ora ne stiamo gradualmente uscendo ed è giusto guardare con fiducia al domani – ha spiegato l’ex rettore dell’Università di Napoli –. Ricordo un’altra telefonata avvenuta di notte con l’amico Remo (Morzenti, rettore dell’Università di Bergamo ndr) che mi esponeva come fosse impossibile tener aperto le strutture accademiche. Ho risposto che bisognava comunque proseguire e gli studenti, anche se a distanza, hanno potuto compiere le proprie funzioni tradizionali dando una grande risposta al paese. ”

Manfredi definisce la pandemia £un test per i cambiamenti globali che stiamo andando incontro. Compito nostro sarà intercettarli mettendo al centro la persona – ha osservato il ministro -. Per farlo è fondamentale investire nell’Università, rispondendo così allo sforzo svolto dagli studenti e dalle loro famiglie. Per anni non si è fatto, ma la nostra intenzione è di farlo a piccoli passi come dimostrato dagli 1,4 miliardi messi inseriti nel Decreto Rilancio oltre ai fondi che giungeranno dal Recovery Fund”.

Se l’entusiasmo di rivedersi dopo molti mesi è stato fortissimo, l’angoscia e il dolore vissuti sono apparsi ancora vivi negli occhi dei giovani, testimoni di una tragedia senza precedenti.

“È stato molto strano laurearsi in un periodo così strano, anche se l’Università ha saputo organizzare le ultime sessioni di esame al meglio e in piena sicurezza, consentendoci di raggiungere il nostro obiettivo – sottolinea Elisa Arrigoni, studentesse -. Rivedere oggi i miei compagni è sicuramente un’occasione di gioia anche se fortunatamente abbiamo avuto modo di non perderci mai di vista”.

“Siamo felici che l’ateneo abbia accolto con piacere la nostra proposta di organizzare questo evento. Il rettore si è impegnato affinché questo momento di festa si svolgesse, per cui, nonostante non ci siano i nostri famigliari, non possiamo che esser soddisfatti – aggiunge un altro studente, Andrea Binfaré -. Chiaramente deve esserci speranza, altrimenti rischieremmo di chiuderci in casa senza fare nulla. Al contrario siamo qui a celebrare questa meta all’aperto e con tutte le norme di sicurezza necessarie”.

“Voi ragazzi siete un punto luminoso in questa fase perché avete ricominciato a far circolare le vostre capacità – le parole del rettore Remo Morzenti Pellegrini -. Capisco perfettamente la delusione di non aver potuto festeggiare nelle vostre facoltà e di aver qui a fianco i vostri familiari e i vostri amici, ma così dimostrate ancora una volta la vostra grande responsabilità che avete mostrato nelle ultime settimane. Per questi motivi sono orgoglioso di voi che oggi consegnate il testimone alle matricole che hanno appena iniziato un nuovo percorso e mi auguro possano seguire le vostre orme”.

Come in ogni festa che si rispetti non poteva mancare la musica, offerta per la speciale occasione dai bergamaschi Pinguini Tattici Nucleari che, direttamente dal palco di Sanremo, hanno emozionato i presenti con alcuni dei loro successi.

Dopo aver vissuto sulla propria pelle lo sconforto causato dal Covid-19, il gruppo è tornato a esibirsi per la prima volta dal vivo con un brano nato proprio durante la primavera.

“‘La Storia Infinita’ vuole raccontare un’estate che non sapevamo nemmeno se avremmo avuto modo di vivere – ha spiegato Riccardo Zanotti, frontman del complesso -. Non un periodo in cui pensare a dove trascorrere le vacanze, ma in cui si vivono delle esperienze che segnano la nostra vita. Questo pezzo vuole trasmettere tutto ciò”.

Una “Storia Infinita” magari carica di successi e felicità. Un po’ quella che sognano i tanti studenti dell’Università di Bergamo.

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