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Caos Covid in Serie A, Zampa: “Sospendere il campionato? Così prevede il protocollo”

Il sottosegretario alla Salute richiama il documento sottoscritto dalla Figc che, in caso di numeri elevati, prevede lo stop.

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“Nel protocollo c’è scritto tutto: quando c’è numero così alto di calciatori positivi è prevista una sospensione”: a sottolinearlo è il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, nel corso di un intervento a Radio Capital, nella mattinata di mercoledì 30 settembre.

Il riferimento è ai 14 tesserati del Genoa, 11 giocatori e 3 membri dello staff, risultati positivi al Covid-19 durante i test effettuati prima della sfida contro il Napoli. Una partita che era già stata posticipata di 3 ore rispetto ai programmi in seguito alla positività di due calciatori, Perin e Schone, e poi finita nell’occhio del ciclone per l’improvvisa impennata di contagi all’interno della società ligure.

Numeri che, probabilmente, porteranno al rinvio almeno del match tra i rossoblu e il Torino, in calendario sabato alle 18, ma che rischiano di travolgere tutto il sistema calcio.

Il Napoli è in attesa di conoscere i risultati sui propri tesserati, rimasti a stretto contatto con i genoani domenica scorsa e altre eventuali positività in casa partenopea metterebbero in dubbio anche la supersfida con la Juve che chiuderà il prossimo turno.

“In casi come questo – ha continuato Zampa – non si può far altro che sospendere il campionato. I calciatori positivi non sono nelle condizioni di poter giocare, ma sono invece in quelle di contagiarne altri. Lo prevede il protocollo, sottoscritto dalla Figc. Non mi risulta, comunque, che ci siano in queste ore resistenze o pressioni da parte delle società: è una questione della quale si sta occupando il ministro Spadafora”.

L’ipotesi della sospensione per una settimana del campionato rimane in piedi e, sfruttando la pausa per le Nazionali, lo stop diventerebbe di circa 20 giorni. 

“Anche io ho sempre detto, ascoltando le opinioni degli esperti, che si poteva tornare a giocare – ha ricordato Zampa –  Chiaro che se fossimo riusciti a tenere un grande isolamento delle squadre avremmo avuto maggiori garanzie. L’idea della ‘bolla’ (un po’ come fatto in Nba ndr) è stata già bocciata, le squadre faticano a immaginare una vita in isolamento. In queste condizioni si deve stare lontani da tutto, ad eccezione del nucleo familiare. Il traguardo del campionato è stato fissato a maggio, perchè poi ci sono gli Europei ma si potrebbe anche pensare a uno slittamento della competizione visto che negli altri campionati non si sta diversamente”. 

Sull’ingresso del pubblico negli stadi, l’opinione del sottosegretario alla Salute non si discosta dai pareri negativi emersi nuovamente negli ultimi giorni: “Il problema non è tanto all’interno degli impianti, dove la distanza e la sicurezza si possono garantire. Ma è tutto ciò che gravita attorno a una partita: il parcheggio, lo stare con gli amici. Inevitabile che ci siano molti contatti, vale un po’ il discorso della scuola: la classe è luogo sicuro, tutto quello che avviene al di fuori invece è rischio per il contagio”. 

Sullo sfondo rimane la possibilità di utilizzare test rapidi, che accorcino i tempi di attesa: “Può essere un grande aiuto, probabilmente varrà anche per il calcio. Sono in arrivo, stavamo attendendo il via libera da parte degli esperti perchè sono strumenti che vanno prima validati. I numeri italiani al momento non mi preoccupano, ma dobbiamo rimanere sempre molto attenti e rigorosi”.

Qualche ora più tardi, Zampa è tornata sui suoi passi: “Nel corso dell’intervista a Radio Capital ho detto che, in base al protocollo sottoscritto dalla Figc, i giocatori positivi al Covid-19 non possono giocare fino a quando non risulteranno negativi al tampone. Questo non significa che la Serie A vada sospesa. Saranno poi la Figc e le società calcistiche a decidere sui destini del massimo campionato: se facendo recuperare partite alle squadre che non potranno giocare o mettendo in campo eventuali riserve”.

Le parole del sottosegretario Zampa non sono passate inosservate nemmeno ai piani alti del Ministero dello Sport, con il titolare Vincenzo Spadafora che le aveva definite “avventate”, precisando che allo stato attuale non ci sono le condizioni per fermare il campionato e nemmeno per rivedere il protocollo.

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