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“Total Recall”: action movie maleducato, scorretto e violento

Alieni, colonie su Marte, auto senza pilota, polizia segreta e realtà virtuali sono solo alcuni tra gli elementi avveniristici (e a tratti premonitori) che il genio di Paul Verhoeven ha portato sul grande schermo più di 30 anni fa

Titolo: Atto di Forza – Total Recall

Regista: Paul Verhoeven

Durata: 117’

Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Rachel Ticotin, Ronny Cox, Michael Ironside, Sharon Stone

Valutazione: ****

È il 2084. Douglas Quaid (Arnold Schwarzenegger) è perseguitato da un sogno ricorrente circa un viaggio su Marte con una donna sconosciuta. Sperando di risolvere il mistero compra dalla Rekall Inc. un impianto di memoria di una vacanza sul pianeta rosso, tecnologia tristemente diffusa tra coloro che non possono permettersi un vero viaggio spaziale. Qualcosa però va storto e il chip installato nel cranio inizia a far riaffiorare nella sua mente ricordi di una vita passata in cui egli era un agente segreto sotto copertura.

Ispirato liberamente al racconto breve di Philip K. DickRicordiamo per voi”, “Total Recall” (Atto di forza) è l’ennesima prodezza sci-fi di Paul Verhoeven, uno tra i registi più geniali e sottovalutati della sua epoca, capace in poco meno di due ore di mettere insieme una storia tanto grezza e spaccona quanto profonda e dai sentiti risvolti sociali per arrivare, sul finale, ad una ferma condanna verso un atteggiamento ahinoi troppo comune agli uomini, 30 anni fa come oggi: la prevaricazione dei forti verso i deboli.

Il protagonista attorno a cui muove la storia è infatti il povero Douglas, interpretato da un giovanissimo e statuario Arnold Schwarzenegger, operaio edile condannato a vivere una vita infelice e con il pallino fisso di Marte, pianeta su cui da poco le grandi industrie hanno iniziato a costruire città e villaggi vacanze. Se ve lo steste chiedendo, sì è molto probabile che Elon Musk si sia ispirato a questa pellicola per i suoi progetti di colonizzazione spaziale del pianeta rosso.

Benché scoraggiato dalla moglie Lori (Sharon Stone), Douglas decide di intraprendere un viaggio mentale su Marte sfruttando una nuova tecnologia che permette di creare ricordi fittizi nella mente di tutti coloro che, ormai amareggiati da una realtà buia e desolante, preferiscono rifugiarsi in ricordi lontani di realtà mai esistite. Oltre al viaggio in sé, il protagonista decide anche di acquistare il pacchetto “agente segreto” grazie al quale vivrà un’avventura sotto forma di 007 marziano. Qualcosa però durante il sicurissimo processo di creazione di ricordi va storto e, senza che lo spettatore riesca a capire come mai, le persone intorno ad un Quaid sempre più confuso inizieranno a dargli la caccia per ucciderlo. Una volta rincasato sosterrà infatti un combattimento con la moglie, rivelatasi come un’agente sotto copertura con il compito di controllarlo costantemente, dando così il via ad una lunghissima serie di lotte, inseguimenti adrenalinici, tradimenti e doppiogiochismi, travestimenti creativi e viaggi spaziali che culmineranno con scontri all’ultimo sangue per cercare di ribaltare l’ordine sociale prestabilito del forte che schiaccia i deboli.

Total Recall si rivela all’atto pratico come una sbalorditiva istantanea di una società sempre più in declino, capace solo di rifugiarsi nell’illusione degli spazi domestici e nella compiacenza di un sistema capitalistico così marcio da non limitarsi più al singolo pianeta Terra, ma addirittura cercando altri luoghi da acquistare nello spazio profondo, per alimentare la sua fame atavica.

Ah, il tutto mentre Arnold Schwarzenegger prende a calci nel sedere i cattivi.

Una perla di saggezza e cafonaggine da riprendere senza esitazioni.

Battuta migliore: “Lei è figlio delle sue opere. Un uomo si definisce per le sue azioni, non per i suoi ricordi.”

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