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Dalmine, il sindaco difende la mozione contro i regimi: “Chi la contesta nega la storia”

Francesco Bramani: "Con quanto approvato condanniamo fermamente nazismo, fascismo e comunismo e radicalismi religiosi, aspetto quest’ultimo che non va sottovalutato nemmeno nella comunità dalminese"

“Chi fa differenze, chi strumentalizza quanto richiesto attraverso questa mozione, altro non fa che negare la storia”. È una risposta diretta quella che arriva dal sindaco di Dalmine Francesco Bramani sulla mozione approvata lunedì 28 settembre dal Consiglio comunale (votata da tutta la maggioranza), che obbliga chi vorrà usare uno spazio pubblico del territorio non solo a “condannare regimi e ideologie ispirate al nazismo e al fascismo”, ma anche al “comunismo nonché ai radicalismi religiosi”.

Una decisione che ha scatenato le polemiche di tutte le minoranze. E non solo: lunedì, prima che il consiglio comunale si radunasse, in piazza Libertà a Dalmine si sono radunate un gruppo di persone per contestare quanto si sarebbe votato poco dopo.

“Il Consiglio comunale di Dalmine ha approvato una mozione che impegna la giunta a subordinare l’autorizzazione di richieste di occupazione del suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del Comune al rispetto della Costituzione Italiana e alla condanna di tutti i regimi e le ideologie ispirate al nazismo, al fascismo e al comunismo, nonché ai radicalismi religiosi, rifiutando perciò ogni forma di difesa o apologia degli stessi ha scritto il sindaco Bramani -. Molto è stato scritto e detto (spesso a sproposito) riguardo a questo atto di indirizzo. Per questo motivo ci terrei a chiarire che nel 2006, una risoluzione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa richiamava l’attenzione sulla necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi del totalitarismo comunista, seguita nel 2019 da una risoluzione approvata dal Parlamento europeo in cui equiparava nazismo, fascismo e comunismo. È un dato di fatto che i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni causando, nel XX secolo, perdite umane e di libertà di una portata inaudita”.

Bramani non ha gradito il polverone che nei giorni scorsi si è alzato: “Quello che abbiamo letto sui social e su alcuni giornali è una palese strumentalizzazione di quanto contenuto in questa mozione, che altro non fa che condannare fermamente nazismo, fascismo e comunismo e radicalismi religiosi, aspetto quest’ultimo che non va sottovalutato nemmeno nella comunità dalminese. Chi fa differenze, chi strumentalizza quanto richiesto attraverso questa mozione – attacca alla fine il primo cittadino -, altro non fa che negare la storia”.

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