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Dalmine ha deciso: spazi pubblici solo se anticomunisti; il Pd: “Mozione illegittima”

"Sia ben chiaro che questa mozione, che inquina il dibattito politico dalminese, sarà impugnata in tutte le opportune sedi"

Il Partito Democratico manifesta la propria contrarietà all’approvazione della mozione presentata dai gruppi di maggioranza nel Consiglio Comunale di Dalmine, avente come oggetto “l’integrazione della mozione sui valori della Resistenza antifascista e dei principi della Costituzione” (leggi).

Il contenuto e l’obiettivo di tale mozione, commentano Marta Rodeschini (segretario PD Dalmine), Sergio Carrara (capogruppo consiliare Dalmine), Davide Casati (segretario provinciale Bergamo), i parlamentari Elena Carnevali, Maurizio Martina, Antonio Misiani, Jacopo Scandella (consigliere regionale) e Nicolò Carboni (membro della direzione nazionale) “interrogano in maniera diretta ed inconsulta il tema della libertà e dell’agibilità dello spazio pubblico. Sancire ulteriori limiti – modificando un regolamento comunale – rispetto a quelli disposti nelle fonti sovranazionali, nella Costituzione e nella legge ordinaria, non soltanto è incongruo, ma anche illegittimo”.

La possibilità infatti di autorizzare l’utilizzo di spazi pubblici nel rispetto della Costituzione, proseguono “trova piena legittimazione nel nostro ordinamento, ma una previsione che si estenda ad altre condizioni, come ad esempio alla cultura comunista, non trova nessun riscontro in alcuna fonte normativa”.

“Sconcertante, poi, è la dichiarazione riportata nelle premesse, infatti la risoluzione approvata dal Parlamento Europeo il 19 settembre 2019 in nessun passaggio ‘equiparava nazismo, fascismo e comunismo’, bensì ‘condanna con la massima fermezza gli atti di aggressione, i crimini contro l’umanità e le massicce violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime nazista, da quello comunista e da altri regimi totalitari’. Peraltro, segnaliamo che lo stesso Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, dichiarò, a margine dell’approvazione di quel testo, ‘Affiancare nazismo e comunismo è una operazione intellettualmente confusa e politicamente scorretta e, se riferita alla Seconda Guerra Mondiale, rischia di mettere sullo stesso piano vittime e carnefici'”.

Gli esponenti Dem affermano di non comprendere “perché la maggioranza a trazione leghista che governa il Comune di Dalmine, abbia ritenuto opportuno infilarsi in un dibattito che, al massimo, dovrebbe interessare gli storici e gli appassionati del settore, non certo chi ha responsabilità amministrative in una città complessa come la nostra. Qualora il Comune di Dalmine, magari per tramite del suo assessore alla Cultura, volesse rendersi promotore di un dibattito o una iniziativa di carattere storiografico per approfondire i complessi temi appena abbozzati nella mozione, il PD e, ne siamo certi, altre forze politiche e associazioni aderiranno con entusiasmo e spirito critico”.

E concludono: “Sia ben chiaro, comunque, che questa mozione, che inquina il dibattito politico dalminese, sarà impugnata in tutte le opportune sedi, al fine di evitare che il regolamento di polizia urbana possa ingiustamente privare le forze democratiche del territorio, così come i singoli cittadini dalminesi, della possibilità di usufruire dello spazio pubblico”.

 

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