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Covid, meno decessi con l’antinfluenzale? Marinoni cauto: “Incidono tanti fattori”

Il dottor Guido Marinoni, presidente dell'Ordine dei Medici di Bergamo, commenta la possibile relazione tra una riduzione dei decessi per Covid laddove le persone si sono vaccinate di più contro l'influenza

Un nuovo studio del centro cardiologico Monzino di Milano ha evidenziato che ci sarebbero meno decessi da Coronavirus dove ci si è vaccinati di più contro l’influenza. Più precisamente, questa ricerca ha rilevato che nel periodo del lockdown è stato possibile osservare una relazione inversamente proporzionale tra copertura delle vaccinazioni antinfluenzali e il numero di contagi e morti per Covid nelle regioni italiane. E che, dati alla mano, un aumento dell’1% delle coperture vaccinali avrebbe permesso di evitare 1.989 decessi per Covid-19.

Dai risultati è emerso che la prevalenza delle infezioni da Sars-Cov-2, gli accessi in ospedale con sintomi riconducibili a Covid, gli accessi in terapia intensiva e i decessi, sono tutti risultati maggiori nelle regioni in cui i tassi di vaccinazione erano stati inferiori.

Il dottor Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, commenta: “Da un po’ di tempo stanno circolando studi che rilevano che le persone sottoposte a vaccino si gioverebbero di una migliore immunità anche rispetto ad altre infezioni come il Coronavirus ma credo che sia un discorso che possa interessare a fini di ricerca e per approfondire le conoscenze sul sistema immunitario ma dal punto di vista delle decisioni influisce poco. La vaccinazione antinfluenzale va effettuata per proteggersi dall’influenza – che già è un aspetto importante specialmente nei soggetti fragili – e perchè permette di ridurre il numero delle persone con la febbre diminuendo i possibili casi dubbi di Covid”.

In merito alla possibilità di un calo dei decessi per Coronavirus nella popolazione sottoposta all’antinfluenzale, il dottor Marinoni osserva: “Bisogna calcolare tanti fattori che possono influire sul risultato. Il fatto che nelle persone vaccinate ci sia una relativa protezione anche verso altri tipi di infezione non è un dato nuovo, non è la prima volta che questo aspetto viene proposto all’attenzione del mondo scientifico: è un’informazione che si trova in letteratura ma ha scarsa rilevanza pratica. La vaccinazione antinfluenzale è fondamentale per evitare che i pazienti abbiano la febbre e quindi nasca il dubbio dell’infezione da Covid con tutto quello che ne consegue oltre a proteggerli dall’influenza. C’è una doppia ragione: la protezione di tutti gli anni con il vaccino che è particolarmente importante in alcun categorie come gli operatori sanitari, i pazienti fragili e gli anziani, ma anche il fatto che comunque si va a diminuire il numero di persone che contraggono la febbre perchè è vero che le febbri stagionali non sono dovute solamente all’influenza ma una buona quota si e riducendo questi casi abbiamo meno situazioni dubbie, quindi meno tamponi da eseguire e meno isolamenti precauzionali”.

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