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Un cuore in legno all’asta: i fondi per la ricerca e le cure oncologiche

L'opera di Enus Milesi per raccogliere fondi in favore dell'Associazione Sos (Solidarietà in Oncologia San Marco – San Pietro)

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Un grande cuore di legno per la ricerca. È quello donato dall’artista bergamasco Enus Milesi all’associazione SOS (Solidarietà in Oncologia San Marco – San Pietro).

L’originale opera, realizzata in abete rosso della Val Brembana e scolpita con la motosega, sarà messa all’asta e il ricavato andrà a sostenere le attività dell’associazione, impegnata sia nel promuovere l’umanizzazione delle cure dei pazienti oncologici sia nel sostenere la ricerca scientifica.

“L’idea di un cuore per la ricerca è nata durante il lock down. Vedevo i cuori dei bergamaschi ‘imprigionati’ dalla sofferenza e sentivo il bisogno di fare qualcosa – spiega l’artista – Così sono potuto uscire a camminare, mi sono imbattuto in una radice che mi ha subito fatto pensare a un cuore. Davanti alla scultura ho messo un’inferriata, simbolo della sofferenza dalla quale tutti noi speriamo di liberarci. Con questo cuore, donato a SOS, voglio dare il mio contributo per la ricerca e per chi è in condizioni di difficoltà come i pazienti oncologici”.

Enus Milesi nasce sotto il segno dei pesci, il 4 marzo 1966 ed abita a Piazza Brembana. Cresciuto ad Ornica nell’alta Valle Brembana, inizia giovanissimo a scolpire il legno. Con la propria motosega dà vita a pezzi unici e inimitabili. Alcuni di questi fanno parte di collezioni private, altri si trovano nelle valli bergamasche. Ad esempio a Lenna, lungo il percorso naturalistico sulle rive del Brembo nell’area retrostante il santuario della Coltura ci sono più di 60 sculture realizzate da lui.

“Avevo 10 anni quando mi sono affacciato al mondo della scultura – racconta Enus, scultore e boscaiolo – La prima motosega l’ho avuta a 15 anni, acquistata vendendo la moto da trial che mi aveva regalato mio papà. Ce l’ho ancora adesso”.

La sua prima scultura ritraeva uno scoiattolo.

“È il legno stesso a suggerirmi la forma – dichiara Enus – Il momento in cui lo guardo, decido subito che cosa diventerà. È difficile da spiegare. È una magia particolare che mi emoziona ancora oggi”.

Enus è fra gli organizzatori del “Presepe vivente” che da anni si tiene nella splendida cornice di Città Alta, con l’obiettivo di rievocare gli antichi mestieri dell’Alta Valle Brembana. Oltre ad essere boscaiolo, è anche un Alpino e volontario di Protezione Civile. Grazie alla sua passione e allo spirito di volontariato ha ricevuto negli anni diversi riconoscimenti e premi. Tra gli altri ricordiamo nel 2013 una targa del gruppo “Amici Gogìs” dell’Alta Valle Brembana e un riconoscimento ufficiale per il suo impegno nel volontariato e solidarietà in Valle, consegnatogli nel 2016 nel corso della nona edizione della Sagra degli Uccelli, a Lenna. Nel 2017, a Edolo (Bs), ha partecipato al Campionato Mondiale di scultura lignea in velocità conquistando il sesto posto.

“Credo che la generosità sia davvero una delle caratteristiche del cuore bergamasco” sottolinea Miro Radici, presidente dell’associazione SOS, nata a ottobre del 2013 per volontà di un gruppo di medici e operatori del Policlinico San Marco impegnati a diversi livelli nella lotta contro i tumori, poi estesa all’ospedale “gemello” Policlinico San Pietro.

“Ricordo ancora quelle giornate dure durante il lock down, il suono delle ambulanze, l’angoscia di quei momenti. Ora questo cuore assume un significato speciale. Abbiamo bisogno della solidarietà e dell’aiuto di tutti e siamo felici che Enus abbia scelto la nostra associazione”.

“Un cuore è sempre di buon auspicio. Mi auguro che si liberi prima possibile dall’inferriata e ricominci a essere libero. Questo donazione ci dà coraggio a superar le difficoltà e a continuare nel nostro impegno” aggiunge il professor Giancarlo Borra, socio fondatore di SOS.

“I mesi passati sono stati molto difficili non solo per chi è stato colpito dall’infezione da Covid 19, ma anche per i pazienti oncologici – dice il dottor Andrea D’Alessio, responsabile dell’Unità di medicina e oncologia del Policlinico San Marco e vice presidente di SOS onlus – Nonostante i reparti dei nostri ospedali fossero totalmente destinati a curare i pazienti Covid, grazie a una grande organizzazione e dedizione del personale medico e infermieristico, siamo riusciti a garantire le cure necessarie, in sicurezza, pur in un contesto di oggettiva difficoltà come quello dell’emergenza sanitaria. Sicuramente però l’esperienza vissuta ci ha ulteriormente motivati, sia come personale sanitario sia come associazione, nel perseguire la strada dell’umanizzazione delle cure e di un’attenzione al paziente che tenga davvero conto della persona, dei suoi bisogni non solo medici ma anche psicologici, emotivi, relazionali e interpersonali”.

Accanto a questo, l’altra mission dell’associazione è sostenere la ricerca scientifica in ambito oncologico. Lo fa con il Premio Marzia Kienle, istituito nel 2015, che ogni anno – proprio in questo periodo – premia con borse di studio ricercatori under 35 che si siano distinti in ambito oncologico.

“Abbiamo condotto alcune ricerche anche sul Covid 19 che ci hanno permesso di aiutare molti pazienti. La ricerca è sinonimo di vita e per farla crescere abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”.

Molti e diversi sono i progetti attivati negli anni da SOS: l’ambulatorio psicologico (gratuito) aperto ai pazienti e alle loro famiglie; corsi di make-up per le pazienti per imparare a valorizzarsi e vedersi belle anche durante la malattia; parrucche per pazienti in chemioterapia; l’acquisto di presidi per una permanenza in ospedale o day-hospital più “sopportabile”; corsi di rilassamento.

Negli ultimi anni inoltre, grazie alla collaborazione e coinvolgimento attivo dei pazienti, l’associazione ha promosso e sostenuto iniziative editoriali come il ricettario “Una torta di mele al giorno”, il volume “Voci da dentro”, con poesie e riflessioni di persone che hanno combattuto il tumore, e una mostra fotografica con gli scatti di alcune pazienti.

Tanti obiettivi ma anche tanti traguardi che l’associazione ha raggiunto in questi anni sempre mettendoci il cuore, il suo, quello dei volontari e dei pazienti stessi. Un cuore grande e speciale proprio come quello donato da Enus.

Per chi volesse dare il suo contributo, l’asta si terrà sulla piattaforma on line www.charitystars.com da settimana prossima. La data di inizio sarà pubblicata sulla pagina Facebook “SOS Solidarietà in Oncologia San Marco – Zingonia” o sul sito www.sossanmarco.it

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