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Mondiale da record per Andrea Locatelli: “Ho onorato il 2020 riscrivendo la storia della Supersport”

Il 23enne di Selvino ha riportato il trofeo in Italia dopo ventidue anni dal trionfo di Fabrizio Pirovano, migliorando ogni record.

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Dieci vittorie su undici gare disputate, sei pole position e 263 punti conquistati su 275 a disposizione.

Non servono altri dati per descrivere la stagione da record di Andrea Locatelli che, con quattro prove d’anticipo, si è aggiudicato il titolo mondiale di Supersport 600.

In grado di riscrivere la storia della categoria, il 23enne di Selvino ha riportato il trofeo in Italia dopo ventidue anni dal trionfo di Fabrizio Pirovano, migliorando ogni record. In attesa di realizzare nuovi primati negli ultimi appuntamenti del 2020, il pilota del Bardahl Evan Bros. Worldssp Team si prepara a un nuovo salto di categoria.

Generico settembre 2020

Andrea Locatelli, come ci si sente a diventare campione del mondo ?

“Faccio ancora fatica a crederci, forse anche perché il campionato non si è ancora concluso. È stata molto bella la sorpresa fattami dal team e dal mio manager come l’accoglienza che mi hanno destinato i miei tifosi, tuttavia non sto vivendo ancora a pieno il momento”.

Quali pensieri le sono passati per la mente non appena ha ricevuto la conferma del successo?

“Appena ho realizzato di aver vinto mi sono sentito particolarmente leggero, quasi come una piuma. Non è stato semplice affermarsi, tuttavia non aver mai commesso alcun errore, non aver mai avuto nessun problema tecnico è stato fondamentale in quanto ci ha permesso di esser sempre veloci e competitivi”.

A chi ha dedicato questo traguardo?

“Essendo un ragazzo particolarmente obiettivo, mi piacerebbe dedicarlo alla mia famiglia, alla Yamaha e al mio manager il quale è riuscito a costruire questo pacchetto vincente. Senza di loro non sarei sicuramente riuscito a portare a termine questa impresa”.

Nonostante i numerosi risultati ottenuti, la stagione 2020 ha segnato il suo debutto nella categoria. Che cosa le ha permesso di trovare subito il giusto feeling con la moto?

“Questo 2020 è stato un anno senza tifo e quindi con meno emozioni, se si esclude la prima uscita di Phillip Island. La voglia di lavorare giorno e notte da parte del team mi ha permesso però di esprimermi subito bene e di ritrovarmi una moto adatta alle mie conseguenze. Ho avuto modo di osservare la loro passione e la loro dedizione nel week-end del Montmelò, pista su cui non avevano mai corso. Tutto ciò ci ha costretto a partire da zero nel settaggio della moto, non pesando ancora una volta sull’esito finale”.

Ad inizio anno si sarebbe mai immaginato di battere i vari record appartenenti a Kenan Sofuoglu e a Eugene Laverty?

“Non me lo sarei aspettato, anche perché siamo riusciti ad ottenere una serie di risultati grazie ad alcune condizioni favorevoli. Non avendo dovuto affrontare spostamenti intercontinentali a causa delle modifiche apportate al calendario, abbiamo evitato di gareggiare su piste che non avevo mai affrontato oltre a disputare quasi tutte le prove durante i mesi di luglio e agosto con meteo benevolo”.

A fronte del suo dominio incontrastato, qual è stata la reazione dei suoi avversari?

“Io per una vita sono stato costretto a tagliare il traguardo alle spalle dei miei avversari, per cui capisco il rammarico di non riuscire ad esser primo. Sicuramente loro non l’hanno vissuta bene, con molta voglia di rifarsi; ma noi non abbiamo mai voluto mollare puntando piuttosto a riscrivere in questo 2020 triste la storia di questa disciplina”.

Se dovesse trovare un aspetto che vorrebbe migliorare nelle prossime gare, su quale punterebbe?

“In un’annata perfetta come questa, diventa difficile dare un giudizio negativo. Ciò che non mi è piaciuto delle mie gare sono le partenze, momento su cui ci stiamo confrontando con il team in quanto esso è fondamentale per l’esito delle competizioni. Per il resto è stato fatto un ottimo lavoro”.

Generico settembre 2020

Facendo un passo verso il passato, com’è nata la sua passione per il motociclismo?

“Il tutto è nato in famiglia, grazie a mio padre che mi ha spinto a iniziare con le mini-moto. Da lì si è creato un percorso che mi ha permesso di crescere e raggiungere prima il Motomondiale e poi il Mondiale Supersport”.

A cavallo fra il 2017 e il 2019 ha militato nel Moto 2 con l’Italtrans-Racing Team, non riuscendo a ottenere alcun podio. Quali elementi le hanno impedito di esprimere al meglio il suo talento?

“La Moto 2 è una categoria abbastanza particolare perché mezzi e motori sono uguali per tutti, di conseguenza far la differenza diventa difficile. Diversi aspetti hanno contribuito a non esser competitivo al 100 %, dall’ambiente che avevo attorno a un piccolo infortunio alle mani che mi ha frenato nel 2019. In quell’anno non sono riuscito a ottenere i risultati che speravo di ottenere, per cui ho deciso di intraprendere questa nuova via”.

A tal proposito, il suo compagno Enea Bastianini è attualmente in lotta per la conquista del Mondiale. Conoscendolo da vicino, secondo lei, il riminese ha la possibilità di centrare questa meta?

“Sto seguendo tutt’ora il Motomondiale per passione e per seguire i miei ex-compagni. Già la scorsa stagione Enea aveva dimostrato il proprio potenziale e quest’anno lo sta esprimendo al massimo, per cui sicuramente ha tutte le possibilità per lottare per il titolo”.

Oltre alle due ruote, quali sono gli hobbies di Andrea Locatelli?

“Avendo studiato meccanica, spesso mi occupo della riparazione e della messa a punto delle moto. Svolgendo appieno una vita da vero sportivo, sono molto legato al triathlon per cui alterno i giorni di allenamento testandomi nel nuoto, nella corsa e in bicicletta”.

In vista del 2021, in molti scommettono su un suo passaggio in Superbike. Quali sono le prospettive in vista del salto di categoria?

“In realtà è una decisione di cui si parla già da inizio anno, anche se per ora c’è stato soltanto un avvicinamento. Esiste un progetto futuro che dovrebbe portarmi in Superbike, stiamo capendo ancora quale sia il progetto giusto da sposare, ma a oggi credo il prossimo anno ci sia un sedile per me”.

In futuro, non le piacerebbe poter correre in MotoGP ?

“Sappiamo tutti che la MotoGP è il massimo, vista la fama e il seguito che possiede. Parlarne fa venire i brividi e poter partecipare a una prova sarebbe un grande successo”.

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