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Centri per anziani, tra paure e ripartenza: “Bello rivedere i nostri ospiti sorridere”

Scelte differenti per le strutture in città, a Colognola, San Tomaso e Villaggio degli Sposi.

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Come è stata la ripresa dei Centri di terza età? Come ben sappiamo il Covid-19 ha colpito maggiormente gli anziani, ed è stato difficile per i gestori decidere per la riapertura o meno, anche perché si tratta di luoghi di aggregazione.

Il centro di terza età di Colognola è chiuso dal 24 febbraio e c’è grande timore nel far ripartire gli incontri tra soci.

“Visto l’inquadratura dei contagi, non mi fido molto a ritornare alla normalità – spiega il direttore dell’associazione Serafino Fornionein quanto i nostri frequentatori sono i più deboli e pertanto i più soggetti ad essere contagiati dal virus. La pandemia ha colpito duro e parecchi di noi hanno perso diverse persone care”.

La stessa decisione è stata presa dal presidente Lucio Marinelli, che gestisce la struttura a San Tomaso.

“Il centro per gli anziani non ha riaperto totalmente, tranne l’infermeria di quartiere che si è riattivata a luglio, un pomeriggio a settimana; per le altre attività non possiamo organizzare pilates e ginnastica dolce perché la palestra è ancora chiusa. Spero tanto che la situazione si sblocchi a fine mese/ primi giorni di ottobre, ma molto dipende dall’andamento dei contagi”.

Diversa invece la disposizione di Giancarlo Cattaneo che dirige il centro del Villaggio degli Sposi. Dall’11 giungo, poco prima dell’inizio dell’estate, c’è stata la riapertura.

“Devo dire che rivedere i nostri utenti è stata veramente una bella sensazione, soprattutto dopo quello che ha vissuto Bergamo, tutti non vedevamo l’ora di rivedere gli sguardi ritornare felici. Il lungo periodo di chiusura, ha fatto sì che alla riapertura, la gente apprezzi il gusto di ritrovarsi e a socializzare pur non avendo la possibilità di giocare a carte o a tombola come erano abituati a fare”.

Su cosa sia cambiato tra prima e dopo il lockdown, Cattaneo spiega: “Per nostra fortuna, non abbiamo avuto decessi tra i parenti di quelli che frequentano abitualmente, abbiamo perso degli amici, quello sì. Gli anziani che continuano a incontrarsi nella nostra sede, rispettano molto le norme in vigore (mascherine, distanziamento sociale e sanificazione), ed è per questo forse che si sentono più tranquilli e non terrorizzati. Sicuramente le persone che temono di più il virus, non abbiamo avuto modo di vederli presso la nostra sede dato che preferiscono rimanere in casa. La frequentazione, tralasciando coloro che hanno più paura, non è tanto diminuita. Siamo su una media di 50 presenze al giorno che è buona. Dalla riapertura ad oggi abbiamo registrato circa 180 persone che sono entrate almeno un giorno, significa che circa il 30% dei soci frequenta quotidianamente. Fortunatamente, i nostri soci non soffrono di solitudine anche perchè non li vedo perdere i contatti con parenti, devo dire che sono diventati più tecnologici, usano spesso il telefono, poi alcuni di loro accudiscono i nipoti e vengono qui per rilassarsi”.

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