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Un viaggio tra le arene, la “bolla” e le Finals: serata alla scoperta dei segreti Nba

Incontro con il giornalista de La Gazzetta dello Sport e autore del libro "30 su 30" Riccardo Pratesi, che racconterà curiosità di tutto il mondo a stelle e strisce che gira attorno alla palla a spicchi.

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Un viaggio nelle arene Nba, partendo da un’esperienza di vita prima ancora che professionale: l’appuntamento è per martedì 29 settembre (alle 21, obbligatoria la prenotazione) alla birreria HopSkin di Curno dove Riccardo Pratesi, esperto di basket americano e nota firma della Gazzetta dello Sport, incontrerà gli appassionati per una serata tutta dedicata alla palla a spicchi a stelle e strisce che proprio in quei giorni si appresterà ad entrare nella magia delle Finals.

Una chiacchierata che partirà da “30 su 30”, libro nel quale Pratesi ha racchiuso i suoi 4 anni da inviato sul campo, con all’attivo 228 gare di Nba vissute live e spesso seguendo le vicende di San Antonio Spurs, Sacramento Kings, Golden State Warrios e Minnesota Timberwolves.

La serata è stata resa possibile grazie alla tenacia di Valerio Valente, appassionato di basket, Cristiano Gimondi, nome e volto noto del basket provinciale, e Stefano Angioli, rappresentante della società BocaBasket che ha contribuito all’organizzazione di un evento che, causa Covid, è stato rinviato da marzo a fine settembre.

“Ci tenevo particolarmente a recuperarlo, per ciò che è successo in questi mesi qui a Bergamo – spiega Pratesi – Sarà interessante parlare del mondo Nba, ma non solo. Da prima firma del sito di Gazzetta ho fatto una scelta radicale, andando a lavorare da inviato negli Stati Uniti: nel libro racconto quello che per me è stato un viaggio, attraverso 44 Stati e 30 arene. Diciamo che la pallacanestro è stata la scusa per raccontare come si vive lo sport americano, le differenze di città in città, del pubblico. Ciò che interessa, di solito, sono i retroscena, i personaggi quando si spengono i riflettori, gli aneddoti: ho seguito live 228 partite di Nba, stando a contatto con i protagonisti negli spogliatoi”.

Nel libro, andato esaurito e ora disponibile in versione e-book aggiornata con tanti inediti degli ultimi 12 mesi, le emozioni degli Usa on the road, a bordo di un vecchio maggiolone rosso acquistato in Texas: “Ho sempre cercato di evitare i viaggi in aereo – continua – Significava anche farsi 9 ore di macchina, ma mi ha permesso di raccontare spaccati di vera vita americana, passando dal caldo della California e del Texas al gelo di Minneapolis”.

Sarà strano sentir parlare di arene e relative cornici in un anno particolare per lo sport, come quello che stiamo vivendo. E per l’Nba ancora di più, con la scomparsa di Kobe Bryant a inizio anno, le proteste dei giocatori, la “bolla” di Orlando.

“Situazione che in Italia è stata un po’ ‘mitizzata’, ma negli Stati Uniti non è stata vissuta benissimo. Come si dice, lo show deve continuare, e in ballo c’era una valanga di soldi. In qualche modo negli Stati Uniti sono riusciti ad ovviare, anche grazie al fatto di essere tecnologicamente più avanti di noi. Così il gioco non è bello per niente e forse qualche equilibrio è cambiato: abbiamo visto rimonte da 1-3 che con il pubblico presente probabilmente non ci sarebbero mai stati. Ma era interesse di tutti ripartire e in questi casi, purtroppo, i tifosi sono sempre l’ultima ruota del carro”.

Anticipando qualche argomento della serata di martedì, Pratesi confessa anche qualcuna delle sue impressioni sul campo: “Le arene dove mi sono sentito più coinvolto? Boston è un tempio, al Garden tutti gli spettatori sanno tutto dei giocatori. A Oklahoma ho trovato invece un ambiente più rumoroso, ‘caciarone’, ma con una bella atmosfera. Una sorpresa è stata Sacramento: franchigia un po’ sfigata, ma circondata da una grandissima passione in città. Chi mi ha sorpreso in negativo, invece, è stata Minneapolis”.

Sulle Finals in corso, l’esperto della Gazzetta azzarda un pronostico: “Per come sono stati costruiti e per solidità dico Lakers. La coppia Lebron-Davis è lì per questo. Il copione sembra scritto, se poi dovesse esserci una finale LA-Miami sarebbe ancora più interessante, con il tema di James contro la squadra con la quale ha vinto il primo anello. Ma attenzione, perché gli Heat giocano da squadra e una gran pallacanestro e i Lakers sono tutt’altro che perfetti”.

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