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La vittoria di Zendaya: un’edizione degli Emmy da ricordare

La 72esima edizione degli Emmy ha visto una forma del tutto nuova della cerimonia, con una vittoria che ha segnato la storia e la vita di una giovanissima attrice

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La 72esima edizione degli Emmy, uno dei più importanti riconoscimenti del mondo seriale, si è svolta sotto la guida di Jimmy Kimmel, in collegamento virtuale con lo Staples Center di Los Angeles nella notte del 20 settembre 2020. Insieme a Jennifer Aniston, ha provato a offrire uno show che rimpiazzasse o quantomeno provasse ad offrire un’alternativa di spettacolo, anche se è molto difficile confrontarsi con una cerimonia che trova la sua forza nella presenza e nell’interazione con i diretti interessati. In poche parole, la maggior parte del pubblico non si aspettava grandi sorprese da questa edizione. Sicuramente è stata apprezzatissima la reunion del cast femminile di Friends (Aniston, Cox e Kudrow).

La vera sorpresa però, è arrivata nel momento dell’annuncio della vincitrice come Miglior Attrice Protagonista in un drama. I nomi erano molti e tutti di grandissimo spessore: Olivia Coleman (The Crown), Sandra Oh e Jodie Comer di The Killing Eve, la stessa Aniston per The Morning Show, Laura Linney con Ozark e Zendaya con la serie tv Euphoria. Con grande sorpresa, Zendaya si porta a casa la vittoria e con essa scrive anche la storia dei 72esimi Emmy in grande stile.

Zendaya non solo ha vinto una delle categorie più importanti a soli 24 anni (nata nel 1996), ma in aggiunta è la seconda donna nera ad aggiudicarsi il titolo, dopo Viola Davis per “Le Regole del delitto perfetto”. La vittoria ha uno spessore storico importantissimo, tant’è che la stessa attrice è incredula mentre le consegnano la statuetta in via telematica e tutti intorno a lei festeggiano. Jimmy Kimmel scherza: “È più giovane di Baby Yoda e ha già vinto un Emmy”.

Perché Zendaya, nome all’anagrafe Zendaya Maree Stoermer Coleman è così: un’attrice che ha bruciato le tappe e fin da giovanissima ha saputo mostrare un grande talento. L’attrice ha esordito con Disney Channel nel film “Nemici per la pelle”, per poi passare a “A tutto Ritmo” con Bella Thorne e “K.C. Agente Segreto”. Nel 2017 approda al cinema come MJ in “Spiderman Homecoming” e nel 2019 nel ruolo sempre di MJ e nella trapezista di “The Greatest Showman”.

Il riconoscimento ufficiale, però è arrivato per la sua interpretazione in “Euphoria”, serie creata da Sam Levinson, per HBO e disponibile in Italia su SkyTv. Zendaya interpreta la protagonista di nome Rue, una giovane ragazza tossicodipendente, che rientra a scuola dopo aver passato l’estate in riabilitazione. Rue non sta bene, cerca continuamente ulteriori modi per autodistruggersi, fino a che non arriva nella sua vita Jules (Hunter Schafer), una ragazza transgender con la quale stringerà un legame fortissimo.

La serie fin da subito non solo ha destato grande scalpore per la rappresentazione giovanile – una storia caleidoscopica di alcool, sesso, droghe e internet – ma si è fatta carica di un peso importantissimo: essere a più riprese definita come il manifesto della generazione Z, o come un possibile.

Non a caso, quindi, il premio di Zendaya sancisce nuovamente l’impatto che questa serie si è lasciata dietro la bravura della protagonista, che dà la sua ennesima prova di metamorfosi, capacità di cambiare e provare la pelle di personaggi diversissimi fra di loro, senza rimanerne svantaggiata, ma trasformandola in un punto di forza.

Le parole di Zendaya dopo la consegna del premio: “È uno strano periodo per festeggiare ma voglio solo dire che là fuori c’è speranza per i più giovani. So che la nostra serie non sempre appare un ottimo esempio della cosa, ma c’è speranza nei giovani. Ai miei colleghi là fuori che lavorano per le strade: vi vedo, vi ammiro e vi ringrazio”.

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