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Bergamo, nel dramma Covid l’aiuto e la solidarietà delle comunità straniere

Sono tante le associazioni che hanno messo a disposizione volontari e sostegno concreto.

Bergamo è stata la città più colpita dal Covid-19. Le comunità straniere presenti sul territorio non sono rimaste indifferenti: chi più chi meno, tutte hanno cercato di dare il loro contributo.

Come Simira: un’associazione culturale e multietnica con sede a Sarnico che si occupa di mediazione culturale nelle Ats e gestisce da dieci anni una scuola di arabo. Questa associazione ha donato 3.500 euro alla protezione civile, fornito più di 1000 mascherine e offerto di dare una mano agli anziani e alle famiglie extra comunitarie in gravi difficoltà economiche distribuendo gratuitamente i bisogni primari in tutti i dodici comuni del basso Sebino. Ha infine continuato a svolgere le lezioni online insegnando l’italiano.

L’Associazione Musulmani di Bergamo, invece, ha incaricato il dottor Imad El Joulani di offrire consulenze mediche e consigli a chi ne avesse bisogno tramite Facebook. Ha anche messo a disposizione un avvocato e un vigile urbano che spiegassero a chi aveva difficoltà nella comprensione quali fossero le conseguenze del mancato rispetto della quarantena; ha anche creato, insieme all’associazione “Muslim Young Bergamo Generation”, l’iniziativa chiamata “#escosoloperdonare” promossa dall’Avis per donare il sangue durante l’emergenza.

Inoltre, l’Associazione Musulmani in questi anni si è messa in rete con altre associazioni per facilitare il dialogo all’interno delle varie comunità musulmane. Al momento, quelle che hanno aderito sono l’Associazione Culturale El Badere (Treviglio), l’Associazione Culturale Ibtisama (Valle Imagna), l’Associazione Culturale per il bene Comune (Clusone) e l’Associazione Unione Comunità islamiche (Curno).

È importante ricordare come la maggioranza dei volontari che ha fornito sostegno nel quartiere cittadino di Boccaleone provenivano da queste associazioni. Le stesse che hanno permesso di fornire un contributo economico di circa 30 mila euro agli ospedali del territorio bergamasco. Molte altre hanno fatto la loro parte in termini di beneficenza. Segno che l’unione fa la forza, quella che sta aiutando Bergamo a recuperare pian piano le sue energie.

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