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L’arte della Carrara prende vita all’Humanitas: “Per curare anche con la bellezza” fotogallery

I dipinti si trasformano in racconti da ascoltare su Podcast

La bellezza salverà il mondo, scriveva Dostoevskij. Ed è anche in grado di curare, lenire le ferite e dare sollievo. Lo sanno bene Humanitas Gavazzeni e Castelli e Accademia Carrara che, nella giornata di venerdì 25 settembre, hanno ufficialmente inaugurato “Opere in Parole”, proseguimento del progetto “La cura e la bellezza” che aveva già visto in collaborazione questi partner straordinari nel 2018. Insieme per un unico obiettivo: cambiare il modo in cui si vive l’ospedale, facendo emergere l’umanità e curando l’anima con la bellezza.

Opere d'arte in corsia

“La nostra missione è migliorare la vita dei pazienti, non solo curare le loro malattie. Ci siamo chiesti come farlo e l’arte di Accademia Carrara è stata la risposta. Opere in Parole dà spazio alle emozioni e alle storie di chi entra in ospedale, come paziente o come professionista. Le storie sono testimonianza della nostra umanità, al di là di mascherine, camici e ruoli che il luogo di cura impone. Le pareti dei nostri ospedali, rivestendosi di arte, sono ‘crollate’ lasciando entrare l’emozione e aprendo ai pazienti spiragli di luce inaspettati”, spiega Giuseppe Fraizzoli, Amministratore Delegato di Humanitas Gavazzeni e Castelli.

Con “Opere in Parole”, il progetto inaugurato nel 2018 trova il suo massimo completamento. Quei 51 dipinti che, riprodotti in maxi formato, rivestono le pareti dei reparti dei due ospedali bergamaschi -testimoni della grande emergenza legata a Covid-19 e compagni di medici e infermieri durante i lunghi mesi di lotta a Bergamo – prendono vita grazie alle voci di 11 narratori d’eccezione.

Dora Albanese, Marco Baliani, Oliviero Bergamini, Marco Bianchi, Bruno Bozzetto, Lella Costa, Paolo Fresu, Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Michela Murgia e Andrea Renzi. Ognuno di loro ha scelto, tra i capolavori di Accademia Carrara, i protagonisti o l’ambientazione per un racconto inedito, interpretando con il proprio stile narrativo il mistero della bellezza e il valore della cura. A cui aggiungere anche un 12° autore: un membro dello staff di Humanitas Gavazzeni, Giovanna Mennillo, vincitrice del concorso scrittura indetto all’interno dell’ospedale. La sua storia è ispirata al quadro Paolo e Francesca di Poli e ha la voce di Alessio Boni.

“L’arte emoziona e noi dovremmo saperlo bene, quasi esserci abituati. Non è così. Opere in parole alza il livello delle vibrazioni. Entra nelle degenze toccando a tratti il dolore, a tratti la speranza. Offre il conforto della bellezza di un’immagine e di un racconto che lo interpreta. Genera un nuovo stato emotivo. Va nel profondo del rapporto tra malattia e cura e ne completa il senso. Così, la collaborazione tra Humanitas Gavazzeni e Accademia Carrara trova l’espressione più concreta, a tratti sconvolgente, in questo raffinato e innovativo progetto”, prosegue Gianpietro Bonaldi, responsabile operativo di Accademia Carrara.

Così sono nati storie, spartiti musicali, fumetti, reportage giornalistici e ricette, ispirati ai dipinti del museo bergamasco, possibili da leggere nei depliant distribuiti ai pazienti in ospedale o da ascoltare in ospedale e in Carrara inquadrando il QR code sulle pareti, oppure sul profilo Spotify “Opere in parole” o sul sito web sito www.lacarrarainhumanitas/opere-in-parole.
Dipinti come “Ritratto di Fanciulla con ventaglio” di Pitocchetto, “La memoria del nonno” di Giovanni Pezzotta, le vedute di Venezia del Canaletto e molte altre meraviglie, si trasformano da opere statiche della classica arte moderna a cui appartengono, ad opere performative in cui è proprio lo spettatore (o, meglio, l’ascoltatore) a renderle Arte.

Non solo visitatore, ma è possibile diventare anche autore. Ogni paziente o professionista dell’ospedale, infatti, può usare le pagine bianche presenti all’interno di ogni libretto d’autore per lasciare traccia del proprio vissuto e condividerlo con l’esterno. Allo stesso modo, chiunque accede al sito può cimentarsi nel proprio racconto inedito ispirato alle opere d’arte del museo e al progetto ospedaliero. Tutte queste nuove storie, rese conformi alle norme di tutela della privacy, confluiscono nel raccogliStorie, una sezione del sito www.lacarrarainhumanitas.it dedicata alla loro valorizzazione e, in futuro, daranno vita a una raccolta editoriale che potrà vivere sullo stesso canale Spotify.

“Un’iniziativa bellissima, di altissimo livelloanche emotivo: l’arte e la bellezza aiutano a riflettere su ciò che c’è di bello nella vita anche all’interno di un ambiente come l’ospedale, spesso associato ad ansia o sofferenza, soprattutto in questo periodo così difficile, con la pandemia a minacciare e modificare ancora la nostra vita di tutti i giorni. Opere in parole ci aiuta a riemergere dal periodo più buio della città di Bergamo, a ricostruire fiducia ed emozioni positive in un luogo che ha conosciuto la più profonda sofferenza: cerchiamo un senso nuovo per quello che è successo negli ultimi mesi, pensiamo che l’arte e la cultura rappresentino il modo migliore di rinascere per la nostra città”, ha dichiarato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

Opere in Parole è anche una risposta alle sfide dell’ospedale del futuro, dove il paziente sarà sempre più parte attiva del processo di cura, aggiungendo la sua esperienza, umanità e consapevolezza alla comunicazione tecnica con il medico.

“Il progetto – racconta Massimo Castoldi, Direttore Sanitario di Humanitas Gavazzeni e Castelliapre nuovi canali di comunicazione per medici, infermieri e pazienti. Il racconto sarà sempre più parte integrante dell’esperienza di cura, così come prevede la Medicina Narrativa, riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In prospettiva, vorremmo arrivare a misurare il benessere psico-fisico delle persone e l’effetto dell’arte sui percorsi di guarigione”.

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