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“Dieci anni di nostalgia”: in mostra le foto di Walter Barbero

Alla libreria Incrocio Quarenghi di Bergamo fino al 30 settembre

Per chi l’ha conosciuto, Walter Barbero resta una figura indelebile: empatico, colto, versatile, innamorato della complessità della vita ma col dono della semplicità nelle relazioni interpersonali.

Della sua personalità eccezionalmente eclettica, “cubista” secondo la definizione dei suoi più cari amici, si celebra in questi giorni la passione fotografica, sempre sullo sfondo e spesso al centro dei suoi percorsi intellettuali e dei suoi progetti di lavoro.

In mostra alla libreria Incrocio Quarenghi di Bergamo sono allestite fino al 30 settembre una ventina di fotografie, una piccola ma significativa parte della produzione legata ai suoi viaggi in Africa.

Dieci anni di nostalgia” è un bel titolo per questo omaggio all’architetto, fotografo, scrittore, ricercatore scomparso a Bergamo nel 2010 dopo una vita di progettualità e ricerca all’insegna del coraggio delle cose nuove in architettura e della memoria antropologica nell’approccio fotografico. La scelta della libreria Incrocio Quarenghi come vetrina per questa rassegna di immagini del Sud del mondo risponde all’intento di creare una continuità con la via più multietnica di Bergamo, nello spirito dell’autore che al continente africano e alle esperienze interculturali ha legato molto del suo vissuto di uomo e di artista.

Viaggiare e raccontare attraverso il disegno, la scrittura, la fotografia è stata sua vocazione, esplorare i processi di trasformazione urbanistica e sociale e progettare spazi del vivere e dell’abitare è stata la sua professione. Si tratta di traiettorie di talento e di passione che si sono intrecciate in modo indissolubile e che filtrano senza sovrastrutture attraverso l’obiettivo della sua inseparabile macchina fotografica Leica.

Silenziosamente e poeticamente, gli scatti fotografici in mostra –sguardi e profili di bambini, donne, uomini, edifici, animali, pastori – ci restituiscono il senso di tante storie attraversate dall’autore e colte nel “momento decisivo”, come Barbero amava definire “quel momento che ho scelto io e non la realtà, che è enormemente più complessa di qualsiasi fotografia”.

Incontriamo, in un allestimento molto neutro, volutamente essenziale, fotografie in bianco/nero (per lo più formato 25 x 40) stampate dallo stesso Barbero nel 2009 e realizzate tra il 1979 e il 2008 in Niger, Burkina Faso, Burundi, Algeria. Terre e luoghi in cui lui riconosceva “una povertà senza miseria” e che cercava di cogliere nell’immediatezza di gesti e relazioni, come nello sguardo di un bambino del Niger che imita con le manine il click del fotografo, che ci restituisce con giocosa efficacia l’immagine, che non vediamo ma sentiamo, di Barbero intento nell’inquadratura. Alcune architetture, abitative, civili e religiose catturano la sua attenzione, come il suggestivo minareto della moschea di Agadez, in Niger, costruito nell’indigeno stile del Sudano-Sahel, fotografato da Barbero nel 1979 quando ancora Agadez non era la triste capitale odierna del contrabbando e dell’esodo migratorio proveniente dall’Africa sub-sahariana.

All’ingresso della libreria c’è la splendida fotografia di una donna che raccoglie il sale, un’immagine icona che induce a entrare e a scoprire, per dirla con Mario Dondero che nel 2009 presentò con Mario Cresci la “Transahariana” di Barbero, “affinità di interessi, di gusti estetici e magari comuni ideali” grazie alla scelta dei soggetti, al modo di inquadrare e all’amore per il bianco e nero che “rivelano molto delle pulsioni profonde, delle radici culturali, dell’animo, in una parola, dell’autore”.

La mostra è aperta alla Libreria Incrocio Quarenghi (via Quarenghi 32) nei seguenti orari: lunedì 15-19.30, martedì-sabato 10-14, 15-19.30.

Stefania Burnelli

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