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Dalmine, spazi pubblici solo a chi si dichiara “anticomunista e contro i radicalismi religiosi”

La mozione proposta dalle due liste di maggioranza insieme a quella leghista: andrà a integrare la delibera del 2017 che parlava solo di antifascismo

Per ora è solo una proposta, ma sulla sua approvazione ci sono ben pochi dubbi. A Dalmine da martedì 29 settembre si potranno chiedere in concessione suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del Comune solo dopo aver firmato una dichiarazione “di rispetto della Costituzione Italiana e di condanna di tutti i regimi e di tutte le ideologie ispirate al nazismo, al fascismo e al comunismo nonché ai radicalismi religiosi”.

La mozione è stata proposta dai gruppi consiliari Noi siamo Dalmine, Lega Salvini Lombardia e Dalmine – Insieme si può.

Una volta approvata andrà a integrare una delibera varata dal Consiglio comunale di Dalmine nel dicembre del 2017, quando l’amministrazione era guidata da Lorella Alessio. Allora si parlava di una dichiarazione, obbligatoria per chi voleva usufruire degli spazi comunali, “di rispetto dei valori antifascisti sanciti dall’ordinamento repubblicano”.

Nell’ordine del giorno del Consiglio comunale in programma lunedì 28 settembre, chi propone la modifica spiega che “i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni causando, nel XX secolo, perdite umane e di libertà di una portata inaudita”.

Chi firmerà la nuova dichiarazione per chiedere in concessione suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del Comune, quindi, s’impegnerà a “rifiutare ogni forma di difesa o apologia a nazismo, fascismo, comunismo e radicalismi religiosi”.

La mozione, con ogni probabilità, verrà approvata con il voto compatto di tutta la maggioranza.

Il vicesindaco di Dalmine Gianluca Iodice
Gianluca Iodice Dalmine

Ma nella sua genericità il passaggio che cita i “radicalismi religiosi” non rischia di creare discriminazioni non contemplate nella Costituzione?

No, secondo il vicesindaco di Dalmine Gianluca Iodice: “Nella mozione – spiega – si parla di ‘radicalismi religiosi’ e non di ‘fondamentalismo’, due cose ben diverse: il primo impone con forza una religione, mentre il secondo obbliga l’individuo a uno stile di vita che non limita la libertà di nessuno se non a se stesso. Nel mondo in cui viviamo oggi – e penso ad esempio alla questione nigeriana – l’aspetto del radicalismo religioso non va sottovalutato, neanche in una realtà come quella di Dalmine. Per questo voterò convintamente a favore della mozione proposta da Antonietta Zanga”.

Lunedì, nel Consiglio comunale che avrà inizio alle 17.30, la votazione.

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