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Tempo di scuola: da Fondazione Dalmine percorsi in linea con la didattica a distanza

Molte le conferme, ma anche numerose novità per un programma che interessa dalla scuola d’infanzia alla secondaria superiore

È ormai tempo di ripartire per migliaia di studenti della provincia di Bergamo e per Fondazione Dalmine, nata 20 anni fa per iniziativa di TenarisDalmine con l’obiettivo di promuovere la cultura industriale.

Fondazione è scesa in campo in prima linea nella creazione di un programma capace di adattarsi alle nuove modalità di fruizione post-Covid (in presenza o a distanza), condiviso con tutti gli istituti del territorio, dalle scuole d’infanzia fino alle secondarie. A partire dalla conferma delle collaborazioni con alcune importanti istituzioni culturali quali BergamoScienza, GAMeC (Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo) e Museo delle storie di Bergamo, in pieno accordo con la filosofia di Fondazione di “fare rete” con le eccellenze del territorio.

Proseguirà infatti il lavoro svolto in questi anni con il laboratorio di robotica dedicato alle scuole primarie durante BergamoScienza, con possibilità di prenotazione anche nei mesi successivi alla manifestazione. Due invece i progetti nuovi in partenza: insieme a GAMeC, ogni martedì a partire dal mese di ottobre, verrà approfondito il rapporto tra arte e storia contemporanea, mentre con il Museo delle storie, a cominciare da gennaio 2021, verrà sviluppato, a partire dai temi della cultura industriale, un corso di educazione civica con percorsi formativi, digitali e laboratori: “Il progetto – spiega l’accademico e storico Peppino Ortoleva, uno degli esperti di cui Fondazione si avvale per strutturare le attività del percorso 3-19 – è quello di rinvigorire una materia che non è mai sbocciata veramente. Noi abbiamo deciso di ripensarla per parlare ai ragazzi di cittadinanza attiva, perché essere parte di uno Stato significa avere dei diritti e sottostare a dei doveri, ma anche saper dialogare e confrontarsi, ricostruendo a partire dai fatti storici del passato quelle scelte che costituiscono oggi la vita del cittadino. L’apporto di Fondazione è quello legato ai temi cari alla cultura industriale: produzione, innovazione, rapporto con il territorio, persone”.

bambini

Nonostante uno scenario ancora tutto da definire a causa delle incertezze legate alla diffusione del Covid-19, Fondazione Dalmine ha stilato una fitta rete di attività, laboratori e visite guidate online già prenotabili anche da settembre: “L’idea è quella di continuare fino a dicembre un percorso che intende sviluppare una serie di progetti già avviati nel passato, per poi comprendere come si evolverà la situazione e prendere ulteriori decisioni per il primo semestre 2021 – spiega il coordinatore Education Manuel Tonolini –. In questi mesi quindi abbiamo lavorato molto per convertire i nostri progetti da una presenza frontale a una digitale e i test che abbiamo fatto ci danno molta fiducia sulla loro efficacia anche a distanza, grazie anche al lavoro svolto da tutti gli insegnanti del territorio nel divulgare durante i mesi del lockdown questa nuova pratica”. In particolare ogni percorso proposto si avvarrà di una ricca dotazione di strumenti disponibili sulla piattaforma digitale, accessibili a docenti e studenti: documenti, power point, mappe, schede, note per la didattica.

Diversi anche i “capisaldi” che Fondazione Dalmine ha deciso di confermare dall’anno scorso, a partire dai laboratori di visita alla città industriale, rivolti agli studenti di tutti i cicli didattici, che vuole aiutarli a diventare “detective della rete” e che nella secondaria di secondo grado intende attualizzare il lavoro dello storico, offrendo gli strumenti per individuare le “fake news”. Vengono anche proposte la prosecuzione del lavoro di valorizzazione dell’archivio dell’Istituto Paleocapa, la decima edizione di “Raccontare la città industriale”, progetto che coinvolge una classe per ogni ciclo didattico (dalla scuola dell’infanzia alle superiori) della città di Dalmine e avrà anche quest’anno quale tema lo sport e il tempo libero, e il progetto di riscoperta della memoria collettiva del territorio “Ricordi”, che sviluppa un vero e proprio incontro generazionale tra giovani studenti e anziani del Centro diurno integrato di Osio Sotto.

Manuel Tonolini, coordinatore education Fondazione Dalmine
manuel tonolini

Tante le novità in arrivo, un progetto di formazione di docenti e studenti delle superiori sul metodo del debate e l’approfondimento sul tema dell’outdoor education con il progetto “La piazza come aula. Percorrere e pensare la città”. Il progetto sul debate si articolerà su tre distinte fasi: la formazione dei docenti, perché possano diventare tutor dei ragazzi; la formazione degli studenti e la partecipazione a un torneo che si svolgerà tra febbraio e marzo 2021 su temi di cultura d’impresa, promosso dai soci di Museimpresa: “Si tratta di un progetto in cui crediamo molto continua Tonolini – perché rappresenta una forma di discussione informata ed educata, fondamentale per insegnare ai ragazzi di oggi ad esprimere le proprie idee con coraggio e chiarezza ma liberi da sterili pregiudizi”.

Il progetto “La piazza come aula” si sviluppa in collaborazione con l’Università di Bergamo e vuole rappresentare un modo diverso di fare scuola, basato prima sull’osservazione e poi sullo studio, ribaltando così la realtà attuale: “Vi saranno dei laboratori che utilizzeranno la città, ed in particolare i luoghi meno conosciuti del tessuto urbano, come spazio educativo”, spiega il professor Antonio Borgogni, che sta lavorando insieme alla sua equipe e con Fondazione Dalmine per l’attuazione del progetto.

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