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Nove startup selezionate da Confindustria si presentano al settore della gomma-plastica

Alessandro Arioldi presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Bergamo dal palco di "Ti presento una Startup": “Solo collaborando siamo in grado di creare valore. Per fare innovazione occorre aprire le porte delle imprese secondo il modello dell’open innovation”

Un approccio all’innovazione in base al quale le imprese per crescere attingono anche da idee, risorse e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, dalle università agli enti di ricerca e alle startup.

Un’innovazione aperta, “open” come l’ha definita l’economista americano Henry Chesbrough che nel suo libro The era of open innovation, già nel 2003 affermava che il paradigma della “closed innovation”, ovvero l’innovazione dentro l’impresa non era più sufficiente ma valeva la pena superare resistenze e timori – in primo luogo quello di perdere l’esclusiva proprietà intellettuale – per condividere idee e invenzioni. Non collaborare con le nuove imprese magari più avanzate dal punto di vista tecnologico, digitale e dei modelli di business può essere uno svantaggio: chi non lo fa rischia di ritrovarsi indietro. Ed è questo il succo del messaggio che ha lanciato Alessandro Arioldi presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Bergamo dal palco di “Ti presento una Startup”, la seconda edizione della manifestazione organizzata dai giovani confindustriali bergamaschi che mette in contatto le startup più innovative del panorama nazionale e internazionale con le imprese associate, quest’anno dedicata alle aziende del settore plastica e gomma.

Le nove startup (presento start up) selezionate per la finale che si è svolta lunedì 21 settembre nella sede di Confindustria Bergamo hanno presentato i loro progetti in quattro ambiti: digital transformation, innovazione della qualità, smart production ed economia circolare. Tante le idee stuzzicanti introdotte da Diego Lussana (vice di Arioldi), Matteo Gustinetti, Pietro Salimbemi, Gabriele Rampinelli e Roberto Dubbini – dal marketplace per la vendita e l’acquisto di rifiuti valorizzabili ai biopolimeri ottenuti dagli scarti alimentari con cui dar vita a oggetti e complementi d’arredo, dall’aerospazzola rotante che assicura il miglior stampaggio della gomma all’intelligenza artificiale per un controllo qualità 4.0 – , molte già operative sul mercato, tutte alla ricerca di partnership e collaborazioni.

Perché “Solo collaborando siamo in grado di creare valore. La ricerca dentro l’azienda non basta più. Siamo chiamati a confrontarci col mondo, con aziende più grandi, più innovative e con maggiori risorse per la ricerca” ha affermato Airoldi citando alcuni esempi orobici virtuosi nell’innovazione condivisa come Intellimech il consorzio di ricerca nella meccatronica, JointLab il laboratorio dedicato alla robotica e alla meccatronica applicate in ambito industriale avviato dallo stesso Intellimech con l’Istituto di Tecnologia di Genova insieme a Confindustria Bergamo, Kilometro Rosso, Università di Bergamo, ed Edinnova la neonata rete per l’innovazione della filiera dell’edilizia promossa dalle locali Confindustria e Ance.

L’obiettivo della manifestazione è ambizioso: favorire l’incontro, lo scambio e, perché no, il business tra aziende “senior” e “junior”, tra le più mature alla ricerca di idee e prodotti innovativi e le startup, giovani per definizione e perciò alla ricerca di mercati, investimenti, clienti. Basta con la mera valutazione finanziaria e speculativa delle startup, che sono chiamate alla sfida della generazione di valore anche per altre imprese, in un’ottica di fornitura, e per il territorio, creando nuovi posti di lavoro. La selezione delle startup avviene sulla base delle esigenze e dei bisogni reali, rilevati dalle aziende associate coinvolte di anno in anno, per settore. Nessuna competizione tra idee o business plan, nemmeno i pitch – i pochi minuti in cui una startup si presenta al suo pubblico – vengono chiamati così preferendo una più classica “presentazione”. Soglia dell’attenzione molto alta e taccuino degli appunti pronto per raccogliere il nome del o della giovane capace con quella nuova idea di far risparmiare tempo e soldi. O di aprire nuovi mercati.

Focus sull’importanza della sostenibilità dell’impresa e sulle straordinarie opportunità per realizzarla messe a disposizione dall’Europa con il Green deal (https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it) e il Recovey fund (https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2020/07/17-21/) a cura di Stefano Pogutz, Università Luigi Bocconi di Milano, che ha ricordato alle imprese quanto “essere verdi, paga”, ma che ha guadagnato l’applauso più risonante per l’affermazione “bando alla plastica, no; bando alla plastica negli oceani, si”. In sintesi: è sbagliata la guerra tout court alla plastica perché ciò che va colpito sono i comportamenti scorretti che danneggiano l’ambiente.

Musica per le orecchie degli imprenditori in sala – a partire da Paolo Rota Presidente Categoria Materie Plastiche e Gomma Confindustria Bergamo – vittime sacrificali di un ecologismo a tratti ideologico che ha fatto della plastica l’oggetto visibile e detestabile della pur necessaria e apprezzabile battaglia per un mondo più verde, pulito, giusto. È quasi tutto pronto anche per l’edizione 2021, la terza, che sarà dedicata con tutta probabilità, anticipa Airoldi, alla meccatronica. Tutti avvisati, tutti al lavoro.

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